Notizie Socio-sanitario

Sui bisogni sanitari degli anziani serve un cambio di passo

Si è conclusa oggi a Roma la campagna di comunicazione “Ricordati di Stare Bene”, un’iniziativa promossa da HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’invecchiamento attivo - e Federsanità - Confederazione delle Federsanità ANCI Regionali.

Si è conclusa oggi a Roma la campagna di comunicazione “Ricordati di Stare Bene”, un’iniziativa promossa da HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’invecchiamento attivo - e Federsanità - Confederazione delle Federsanità ANCI Regionali. L’evento, che ha visto la premiazione di comuni che hanno scelto di prendersi cura del benessere dei propri cittadini over 65 e con malattie croniche, è stato occasione di un confronto su bisogni sanitari e sociali espressi da una parte importante della nostra popolazione anziana ma che troppo spesso restano senza risposte.

All’incontro hanno partecipato anche i Sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. Per lo Spi Cgil era presente il segretario nazionale Stefano Cecconi: “Essere qui oggi e lavorare insieme a comuni che hanno un ruolo attivo e hanno scelto di non assistere da spettatori alle decisioni assunte, di volta in volta, dai direttori generali delle aziende sanitarie, incalzati dalle giunte regionali, è davvero importante. Le persone, soprattutto quelle anziane, esprimono infatti, bisogni sanitari e sociali complessi e per un anziano non autosufficiente o con cronicità la capacità di fare rete delle istituzioni - quell’integrazione, scritta in mille documenti e in mille norme e che non si riesce ancora ad attuare – rappresenta la chiave di volta”.

Durante l’evento il segretario dello Spi Cgil ha anche ricordato come tra poco più di un mese scadrà la missione 6 del Pnrr dedicata alle Case della Comunità e alla presa in carico della persona, un progetto che vale più di 3 miliardi di debito visto che non raggiungeremo gli obiettivi stabiliti. “Spero che il 30 giugno sia vissuto come una data di passaggio – ha commentato Cecconi -. D’ora in avanti occorrerà lavorare tutti assieme per realizzare almeno quella parte della missione che riguarda la riforma dell’assistenza territoriale e che prevede l’organizzazione integrata di Comuni, Ats, Asl e distretti. I punti unici di accesso non sono degli sportelli informativi ma il vero luogo della presa in carico della persona dove i professionisti della sanità e del sociale lavorano insieme. In alcune realtà questo già funziona, soprattutto se si riesce a concordare con la persona non autosufficiente o disabile un percorso di assistenza individuale integrata e di monitoraggio e l’istituzione di un case manager che segua la famiglia viste le tante difficoltà che ci sono. In altre parole si tratta di organizzare la sanità e l’assistenza sociale di iniziativa, anticipando i bisogni e non arrivando dopo quando magari è troppo tardi. È una grande sfida per tutti – ha aggiunto Stefano Cecconi – ma è la sfida che ci permette di dare le risposte di cui tante cittadine e tanti cittadini hanno estrema necessità e urgenza”.

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