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Spi Cgil e Slc Cgil: i disservizi di Poste non devono ricadere sui soggetti più fragili.

Dietro ai disservizi di Poste ci sono spesso le persone più fragili, come le anziane e gli anziani, che a causa dei tagli non ottengono più i loro servizi. Che sono punti di servizio, sportelli, posta ordinaria.

Da tempo guardiamo con grande preoccupazione all’impoverimento e allo smantellamento del servizio universale di Poste, quell’insieme di servizi postali di qualità, garantito a tutti gli utenti su tutto il territorio nazionale a prezzi accessibili, indipendentemente dalla posizione geografica. Dietro ai disservizi di Poste ci sono spesso le persone più fragili, come le anziane e gli anziani, che a causa dei tagli non ottengono più i loro servizi. Che sono punti di servizio, sportelli, posta ordinaria.

È quanto sta accadendo, ad esempio, per i ritardi nell’invio della Rivista LiberEtà, il mensile a cui sono abbonati oltre 100 mila pensionate e pensionati, la cui diffusione e promozione è possibile grazie ai volontari. Tanti ritardi, numeri mai arrivati, alcuni mai recapitati.

Una cosa che sembra marginale fra le tante, ma che ha impatti su chi la rivista la produce, perché aumentano le disdette e su chi avrebbe diritto a riceverla a casa. Per molti di loro uno strumento di conoscenza importante.

Peraltro con il nuovo contratto di programma la consegna passerà da 3 giorni a 5 giorni con gravi ricadute su editoria, giornali e riviste.

Come Spi Cgil e Slc Cgil, continueremo a sollecitare risposte concrete da Poste che finora si è dimostrata molto evasiva, ma sollecitiamo anche le istituzioni e la politica a prestare attenzione e a pretendere da un’azienda, che produce utili e che sta espandendo il suo raggio di azione, la garanzia dei servizi universali.

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