Legge di Bilancio: blocco della rivalutazione per i pensionati all'estero
Il governo discrimina e penalizza ulteriormente le pensionate e i pensionati residenti all’estero.
Il governo discrimina e penalizza ulteriormente le pensionate e i pensionati residenti all’estero.
Dopo aver tagliato la rivalutazione delle pensioni per il 2023 e 2024, con la legge di bilancio 2025, cancella l’aumento previsto a coloro che risiedono all’estero e percepiscono una pensione INPS superiore a 598,61 € mensili.
Per questo riteniamo utile avviare anche una campagna di informazione con un volantino che trovate in allegato.
L’INCA avvierà, attraverso le proprie sedi all’estero, la campagna informativa e la raccolta dei dati necessari per le adesioni alla vertenza e si attiverà ad organizzare iniziative mirate, in coordinamento con la Cgil e con lo Spi CGil, per raggiungere il maggior numero di pensionati, anche attraverso una forte collaborazione con le associazioni presenti nei diversi Paesi esteri.
Riteniamo che questa vertenza possa legarsi profondamente alla campagna referendaria che stiamo portando avanti. Il taglio delle pensioni all’estero è solo l’ennesimo esempio di un Governo che viola i diritti sociali e costituzionali, restringendo le tutele e penalizzando lavoratori e pensionati. Per questo motivo, è fondamentale rafforzare la mobilitazione e collegare la lotta sulla perequazione con le ragioni del referendum.