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LO SPI-CGIL NEL MONDO

 
 

All'estero lo Spi-Cgil è presente in 19 paesi, in rappresentanza degli anziani con pensione italiana. Lo Spi-Cgil è affiliato alla Ferpa, il sindacato europeo dei pensionati e delle persone anziane associato alla Etuc-Ces con circa 10 milioni di iscritti e a cui sono aderiscono oltre 40 sigle sindacali in tutta Europa. I rapporti con l'estero sono a cura del Dipartimento Internazionale. 


In Europa
Nella visione europeista dello Spi-Cgil la presenza di un forte sindacalismo dei pensionati è sempre stato un elemento essenziale per la prospettiva di un’Europa socialmente più giusta. All'interno della Ferpa l’Italia ha la rappresentanza più forte con Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che contano complessivamente 6 milioni di iscritti. La presenza dei pensionati è molto significativa anche in altri paesi come Austria, Grecia, Spagna, Francia, Olanda e in paesi entrati più recentemente nella Ue come la Slovenia, l’Ungheria e la Polonia.

Carla Cantone è stata eletta all'unanimità segretaria generale della Ferpa a Budapest l'11 settembre 2015. La Ferpa di Carla Cantone si pone come scopo principale quello di rilanciare il ruolo contrattuale del sindacato europeo, anche e soprattutto nel dialogo con la Commissione europea, per raggiungere risultati sia in Europa che negli Stati membri. Tra gli obiettivi principali  un manifesto dei diritti per gli anziani, una carta dei diritti per i non autosufficienti e un piano di protezione sociale per gli anziani anche rispetto al reddito. 

L’azione dello Spi-Cgil si è sviluppata negli anni, anche dentro la Ferpa, sostenendo e proponendo tutti quei percorsi che ne affermassero il ruolo di rappresentanza sindacale europea delle persone pensionate e anziane. Presenti e organizzate in tutte le manifestazioni europee le delegazioni dello Spi-Cgil hanno sempre concorso alla loro riuscita, sottolineandone con forza l’unità d’intenti tra generazioni e sindacati.  Ma il contributo dello Spi-Cgil dentro il sindacalismo europeo si è qualificato in questi anni anche nel dibattito che si è fatto particolarmente intenso quando la Ferpa si è trovata davanti a problemi di notevole rilievo, quali: l’elaborazione di una "Carta europea dei diritti della persona fragile e non autosufficiente", il "Libro bianco sulle pensioni" e l’"Iniziativa dei cittadini europei per il diritto all’assistenza a lungo termine". Ognuno di questi temi, che accompagnano la Ferpa dal suo VI° Congresso di Venezia nell’aprile 2011, fino all’inizio del 2014, ha rappresentato un banco di prova importante per un sindacato europeo chiamato a far sintesi tra realtà sindacali molto diverse.   
 
La centralità dell’Europa per lo Spi-Cgil ha comportato negli anni l’assunzione di più sfide sui terreni dell’elaborazione, della proposta e dell’attività, per l’affermazione di un sindacalismo europeo dei pensionati in tutti gli Stati dell’Unione e nelle nuove realtà dei Balcani e del Mediterraneo. Esempi significativi di un’elaborazione tesa a dare risposte di ampio respiro al progetto europeo sono i convegni che lo Spi-Cgil promuove e a cui partecipa con proprie delegazioni sia in Italia che in Europa. La visita di delegazioni regionali dello Spi-Cgil al Parlamento di Bruxelles sono un carattere distintivo del Dipartimento internazionale. 


Con i nuovi sindacati
L’ingresso della Croazia nell’Unione Europea è stato solo uno dei momenti che hanno visto impegnato lo Spi-Cgil nelle regioni balcaniche, dove pure era stato presente con molte sue strutture con aiuti umanitari negli anni della guerra. Il dissolvimento di antichi regimi lungo le coste del Mediterraneo, dal dissolvimento della Jugoslavia alle primavere arabe, hanno originato con la richiesta di democrazia anche quella di una reale rappresentanza sindacale che, della democrazia, è parte ineludibile. 

Dopo i sindacati dei pensionati della Slovenia e della Croazia, che già ne facevano parte, nel 2011 e nel 2013 sono i sindacati dei pensionati di Bosnia Erzegovina e Serbia a entrare come osservatori nella Ferpa, entrambi sostenuti dallo Spi-Cgil che ne ha favorito la nascita e l’ingresso nel sindacalismo europeo. La conferenza dei sindacati dei pensionati di Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina e Serbia che si è tenuta il 29 novembre 2013 in Istria, con la presenza per la prima volta anche del principale sindacato serbo, ha rappresentato una tappa importante di questo percorso, avviato già nel Congresso dello Spi-Cgil del 2010 che aveva visto insieme i presidenti dei sindacati pensionati delle regioni della ex Jugoslavia. Un lavoro di ricostruzione a cui negli anni hanno lavorato attivamente anche i regionali Spi-Cgil di Friuli Venezia Giulia e Veneto, attraverso gemellaggi tra leghe territoriali che hanno costruito e rinsaldato rapporti sindacali e di amicizia tra i pensionati italiani e croati. 

Se il lungo e faticoso percorso dei nuovi Stati balcanici sta approdando all’Europa, è invece il cammino dei paesi a sud del Mediterraneo a essere ancora soggetto a forti tensioni, dopo che le primavere arabe, partite nel 2010 in Tunisia, si sono estese rapidamente ai paesi limitrofi, travolgendo regimi totalitari che sembravano incrollabili. Delegazioni dello Spi-Cgil nazionale e dello Spi-Cgil Sicilia il 26 novembre 2013 sono state Tunisi dove hanno sottoscritto  con il sindacato dei pensionati tunisini della Ugtt (Union général tunisienne du travail) un protocollo di collaborazione finalizzato al rafforzamento del sindacalismo dei pensionati e alla tutela delle aree più fragili e in difficoltà della popolazione anziana.  


Nel mondo
L’azione del Dipartimento internazionale dello Spi-Cgil non si sviluppa solo con la Ferpa ma anche nelle relazioni bilaterali con i sindacati degli altri paesi. In Sud America in particolare si sono consolidati i rapporti con i sindacati locali, sostenendone il coordinamento, la formazione e partecipando agli appuntamenti più significativi, quale l’evento che ha portato alla “Dichiarazione di Montevideo”, un documento sulla protezione sociale che lo Spi-Cgil ha sottoscritto l’8 marzo 2012 nella capitale dell’Uruguay con altri venti sindacati dei pensionati dell’America Latina.