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20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato

 
 
 
 

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita.

L’Unhcr, agenzia dell’Onu, invita a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto. Fra le sue iniziative ricordiamo la campagna #WithRefugees: una petizione, con la quale l’Unhcr chiede ai governi di garantire che ogni bambino rifugiato abbia un’istruzione, che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere, che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità.  La petizione verrà presentata all’Assemblea delle Nazioni Unite entro la fine del 2018 in occasione dell’adozione del Global Compact per i rifugiati (vedi il sito della campagna www.unhcr.it/withrefugees).

L’accoglienza è un valore, la solidarietà è un dovere. Alla luce delle polemiche delle ultime settimane riguardo la nave Acquarius a seguito della campagna mediatica di Lega e Movimento 5 Stelle conviene, ancora una volta, fare riferimento ai dati reali e non alla propaganda, si dovrebbe riconoscere che il nostro paese è tra gli ultimi in Europa per accoglienza di profughi e rifugiati:  2,4 persone ogni mille abitanti, contro, ad esempio, 4,2 della Serbia, 8,1 della Germania, 9,9 della Svizzera, 10 di Cipro, 10,7 dell’Austria, 18,3 di Malta e 23,4 della Svezia, il paese europeo che ne accoglie in maggior numero in proporzione ai propri abitanti.

Lo Spi – insieme alla Cgil – è impegnato perché l’Italia e l’Europa affrontino con spirito di umanità e solidarietà l’afflusso dei profughi, promuovendo politiche di accoglienza, di integrazione e di convivenza, nel rispetto della sicurezza e della legalità, che consentano il positivo sviluppo di una società multiculturale e plurale, dove ogni persona possa sviluppare liberamente le sue potenzialità e dare il suo contributo positivo all’insieme della collettività.

(Roma, 18 giugno 2018)