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CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI 
Verso un nuovo Statuto dei lavoratori 

 
 

La Corte di Cassazione si è pronunciata il 24 aprile scorso per annullare definitivamente i quesiti referendari della Cgil. Ora il cammino prosegue verso la Carta Universale dei diritti del lavoro che è stata già incardinata in Parlamento. La Cgil vuole ridare Diritti, Democrazia e Dignità al Lavoro, guardando in avanti, con una proposta che sia capace di leggere il cambiamento, innovando gli strumenti contrattuali, preservando quei dirittifondamentali riconosciuti senza distinzione a tutti i lavoratori perché inderogabili e quindi universali.

La Carta dei diritti è una proposta di legge di iniziativa popolare che si misura con il cambiamento intervenuto nel mondo del lavoro, che oggi vede molte disuguaglianze, discriminazioni e divisioni.

Lo Statuto è fatto di tre parti:
princìpi universali
norme di legge che danno efficacia generale alla contrattazione e codificano democrazia e rappresentanza per tutti
riscrittura dei contratti di lavoro.

Clicca qui per approfondire


Breve cronistoria dei tre quesiti referendari presentati dalla Cgil
-Il 9 aprile 2016 è iniziata la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare Carta dei diritti universali e dei referendum su articolo 18, voucher e appalti.
-Il 1 luglio 2016 sono state depositate in Corte di Cassazione oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti.
-Il 10 dicembre 2016 la Cassazione ha dato parere favorevole ai tre referendum.
-L'11 gennaio 2017 la sentenza della Consulta dichiara ammissibili due dei tre quesiti (voucher e appalti). 
-Il 10 febbraio 2017 la Consulta ha pubblicato le motivazioni della sentenza. 
-Il 14 marzo 2017 il Consiglio dei Ministri stabilisce al 28 maggio la data del voto. 
-Il 17 marzo 2017 il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge 25/2017 che abolisce la disciplina dei voucher. 
-Il 19 aprile 2017 il Parlamento approva in via definitiva la legge su voucher e appalti.
-Il 24 aprile 2017 la Corte di Cassazione annulla i referendum perché la legge accoglie totalmente le richieste referendarie. 

Cosa prevedevano i quesiti 
Voucher
Quello che si chiede con il quesito referendario è l’abrogazione dei voucher, finora usati in maniera “flessibile” e illegittima, e la successiva definizione di una disciplina più giusta ed equa che regoli il cosiddetto lavoro accessorio. 
Appalti 
Quello che si chiede con il quesito referendario è il ripristiniamo della cosiddetta responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore. Ovvero la possibilità di assicurare la tutela dell’occupazione dei lavoratori nei casi di cambi d’appalto e di contrastare pratiche di concorrenza sleale da parte delle imprese.