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Il diritto alla mobilità é essenziale per una adeguata inclusione sociale, ciò nonostante è ampiamente disatteso. Lo testimoniano la diffusione delle barriere architettoniche e l’egemonia dei mezzi di trasporto individuale. Chi non dispone di adeguata agilità fisica o di patente di guida è largamente impedito nell’esercizio di funzioni essenziali come incontrare persone, accedere a servizi, acquistare merci. La diffusa inosservanza delle norme di sicurezza e delle regole completa il quadro con gli effetti denunciati dalla campagna “Strada alla vita” (ultima edizione: seconda metà di maggio 2008)promossa da diverse organizzazioni tra le quali lo Spi. A questo stato di cose ha tentato di porre rimedio anche il volontariato: nell’ambito del solo Filo d’Argento le attività di supporto al diritto alla mobilità portano a percorrere ogni anno molti milioni di chilometri. Altre organizzazioni svolgono funzioni analoghe, ma non possono rispondere alla sfida proposta dall’aumento della popolazione anziana senza lo sviluppo di politiche pubbliche in grado di offrire alternative all’automobile. Da qui nasce l’esigenza di arricchire la negoziazione sociale per sostenere il diritto alla mobilità
- i dati sulle vittime della strada (.pdf) - i dati sull'impegno del volontariato (Auser) a sostegno del diritto alla mobilità (.pdf) - le linee rivendicative proposte dal Dipartimento politiche del benessere (.pdf)