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21 maggio 2012
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Lavoro di cura

Cosi viene definito il lavoro svolto dai caregiver, letteralmente “prestatore di cura” a favore di soggetti deboli o con problemi.
Un anziano non autosufficiente è dipendente da altre persone per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana; questa dipendenza si sostanzia nella necessità di ricevere cure. Il termine cura è qui inteso nell’accezione anglosassone, quindi non limitatamente a cure di tipo sanitario, ma anche in riferimento ad attività di accompagnamento, di cura dell’ambiente domestico, di aiuto nelle funzioni quotidiane essenziali :mangiare, vestirsi, mettersi a letto, alzarsi, ecc.
L’invecchiamento della popolazione rappresenta una criticità per il sistema sociale nel momento in cui queste forme di dipendenza tendono ad aumentare. Tale criticità, tuttavia, non deriva solo dall’aumento della popolazione non autosufficiente, ma anche da un insieme di condizioni che riguardano l’altro versante della relazione, cioè coloro che svolgono il lavoro di cura, i carer.
Questo tipo di lavoro comprende una serie di attività, spesso poco visibili, nascoste tra i meandri delle relazioni familiari o di vicinato e relativo ad un mondo degli affetti.
Il lavoro di cura è quasi sempre appannaggio della donna, anche se lavora, raramente il carico e la responsabilità dell’assistenza viene condiviso con i familiari non conviventi. La presenza dell’anziano non autosufficiente in famiglia, può costituire elemento di problematicità e di difficoltà, a far fronte alla situazione
Le profonde trasformazioni nell’organizzazione della produzione, nel mercato del lavoro e nella famiglia hanno modificato l’assetto tradizionale entro cui il lavoro di cura è organizzato. Lo sviluppo di un mercato di servizi alla persona e la crescente attenzione da parte delle politiche sociali al settore socio-assistenziale sono elementi che sembrano indicare come le famiglie esprimono una domanda di care che non sono più in grado di soddisfare al loro interno: ci si trova oggi davanti a una redistribuzione delle responsabilità e dei compiti di cura tra famiglia, Stato e mercato.
Nella differente combinazione tra queste dimensioni si vanno a configurare i contesti maggiormente diffusi e significativi entro cui il lavoro di cura viene erogato:

  • lavoro di cura svolto da un familiare, quindi non retribuito e svolto principalmente nell’ambito domiciliare;
  • lavoro di cura retribuito offerto da singoli operatori, talvolta al di fuori della regolamentazione del mercato del lavoro (cioè lavoro sommerso), nella maggior parte dei casi svolto presso il domicilio dell’assistito;
  • lavoro di cura svolto da personale che opera nell’ambito di organizzazioni formali, pubbliche o private, quindi lavoro retribuito, formalmente regolamentato, svolto presso il domicilio dell’assistito e/o all’interno di strutture residenziali e semiresidenziali.

Il lavoro di cura nel sistema di protezione locale :
Il sistema di assistenza per gli anziani sul territorio regionale si compone di:

  • strutture residenziali, a loro volta differenziate in strutture di tipo socio-sanitario e in strutture di tipo socio-assistenziale;
  • strutture semi-residenziali (centri diurni);
  • servizi di sostegno domiciliari, anche questi differenziati a seconda del contenuto di tipo più sanitario nel caso dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) o più assistenziale nel caso del servizio assistenza domiciliare (SAD);
  • trasferimenti monetari (assegni di cura e di accompagnamento, voucher o buoni-servizio.

In molte Regioni è stato introdotto l’assegno di cura o il voucher a favore delle famiglie o di altri soggetti ( ad esempio Assistenti familiari ) che assumono il compito di erogare interventi assistenziali agli anziani Il contributo giornaliero viene erogato sulla base di livelli di non autosufficienza. Per saperne di più collegati al sito della tua Regione e del Comune di residenza .
 

Lavoro di cura

Cosi viene definito il lavoro svolto dai caregiver, letteralmente “prestatore di cura” a favore di soggetti deboli o con problemi.
Un anziano non autosufficiente è dipendente da altre persone per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana; questa dipendenza si sostanzia nella necessità di ricevere cure. Il termine cura è qui inteso nell’accezione anglosassone, quindi non limitatamente a cure di tipo sanitario, ma anche in riferimento ad attività di accompagnamento, di cura dell’ambiente domestico, di aiuto nelle funzioni quotidiane essenziali :mangiare, vestirsi, mettersi a letto, alzarsi, ecc.
L’invecchiamento della popolazione rappresenta una criticità per il sistema sociale nel momento in cui queste forme di dipendenza tendono ad aumentare. Tale criticità, tuttavia, non deriva solo dall’aumento della popolazione non autosufficiente, ma anche da un insieme di condizioni che riguardano l’altro versante della relazione, cioè coloro che svolgono il lavoro di cura, i carer.
Questo tipo di lavoro comprende una serie di attività, spesso poco visibili, nascoste tra i meandri delle relazioni familiari o di vicinato e relativo ad un mondo degli affetti.
Il lavoro di cura è quasi sempre appannaggio della donna, anche se lavora, raramente il carico e la responsabilità dell’assistenza viene condiviso con i familiari non conviventi. La presenza dell’anziano non autosufficiente in famiglia, può costituire elemento di problematicità e di difficoltà, a far fronte alla situazione
Le profonde trasformazioni nell’organizzazione della produzione, nel mercato del lavoro e nella famiglia hanno modificato l’assetto tradizionale entro cui il lavoro di cura è organizzato. Lo sviluppo di un mercato di servizi alla persona e la crescente attenzione da parte delle politiche sociali al settore socio-assistenziale sono elementi che sembrano indicare come le famiglie esprimono una domanda di care che non sono più in grado di soddisfare al loro interno: ci si trova oggi davanti a una redistribuzione delle responsabilità e dei compiti di cura tra famiglia, Stato e mercato.
Nella differente combinazione tra queste dimensioni si vanno a configurare i contesti maggiormente diffusi e significativi entro cui il lavoro di cura viene erogato:

  • lavoro di cura svolto da un familiare, quindi non retribuito e svolto principalmente nell’ambito domiciliare;
  • lavoro di cura retribuito offerto da singoli operatori, talvolta al di fuori della regolamentazione del mercato del lavoro (cioè lavoro sommerso), nella maggior parte dei casi svolto presso il domicilio dell’assistito;
  • lavoro di cura svolto da personale che opera nell’ambito di organizzazioni formali, pubbliche o private, quindi lavoro retribuito, formalmente regolamentato, svolto presso il domicilio dell’assistito e/o all’interno di strutture residenziali e semiresidenziali.

Il lavoro di cura nel sistema di protezione locale :
Il sistema di assistenza per gli anziani sul territorio regionale si compone di:

  • strutture residenziali, a loro volta differenziate in strutture di tipo socio-sanitario e in strutture di tipo socio-assistenziale;
  • strutture semi-residenziali (centri diurni);
  • servizi di sostegno domiciliari, anche questi differenziati a seconda del contenuto di tipo più sanitario nel caso dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) o più assistenziale nel caso del servizio assistenza domiciliare (SAD);
  • trasferimenti monetari (assegni di cura e di accompagnamento, voucher o buoni-servizio.

In molte Regioni è stato introdotto l’assegno di cura o il voucher a favore delle famiglie o di altri soggetti ( ad esempio Assistenti familiari ) che assumono il compito di erogare interventi assistenziali agli anziani Il contributo giornaliero viene erogato sulla base di livelli di non autosufficienza. Per saperne di più collegati al sito della tua Regione e del Comune di residenza .
 

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