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21 maggio 2012
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Politica di coesione

La politica regionale e di coesione dell’Unione europea ha come obiettivo la riduzione delle disparità tra le regioni e dei divari economici tra i cittadini, realizzando la solidarietà tra gli Stati dell’Unione Europea.

La politica di coesione stimola gli Stati a mantenere i loro investimenti per la crescita economica e sociale anche in periodi di recessione.
Al finanziamento europeo si devono aggiungere finanziamenti nazionali e/o regionali (cofinanziamenti).

Il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 è il documento di orientamento strategico che gli Stati Membri sono tenuti a presentare alla Commissione Europea (C.E) in attuazione della politica di coesione. Deve indicare le priorità tematiche e territoriali.

Tra le priorità del quadro strategico nazionale dell’Italia è importante per la politica e la contrattazione dello Spi Cgil, quella di accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori.

 

Il futuro della politica di coesione: il confronto sulle prospettive delle politiche di inclusione sociale

Si è tenuto il 17 di dicembre a Roma, organizzato dal Dipartimento per lo sviluppo, un seminario sul “Rapporto – Barca” che fa proposte relative alla riforma della politica di coesione.
Il Rapporto conferma, anche per il futuro, il ruolo portante della politica di coesione nell’ambito del processo di integrazione europea e la necessità per l’Unione Europea di dotarsi di una politica di sviluppo economico e sociale che risponda ai bisogni specifici di territori molto diversi. Una politica di coesione rinnovata dove porre tutte le Regioni in grado di realizzare il loro potenziale di sviluppo economico e andare a beneficio di tutti i cittadini ovunque risiedano.
Il Rapporto raccomanda in particolare di:

  • Concentrarsi su priorità fondamentali, come i progetti di inclusione sociale e la crescita del benessere come parte integrante delle politiche di sviluppo;
  • Promuovere l’applicazione di metodi che, accentuando l’importanza sui risultati, permettano di stimare la valutazione di impatto degli investimenti per capire meglio che cosa funziona e perché;
  • Favorire la mobilitazione degli attori locali per evitare una loro eccessiva dipendenza da parte di gruppi di interesse;
  • Rafforzare il principio di addizionalità della spesa comunitaria e di renderla innovativa e flessibile.

Un cambiamento della politica di coesione può realizzarsi solo in presenza di un nuovo tipo di accordo strategico, tra la Commissione e gli Stati Membri, incentrato su risultati e impegni verificabili.

Il Rapporto sottolinea la necessità di un rilancio di una più efficace governance multilivello tra Commissione Europea, Stati membri, Regioni e partner sociali da porre alla base di un rinnovato “quadro strategico europeo per lo sviluppo”.

 

Politica di coesione

La politica regionale e di coesione dell’Unione europea ha come obiettivo la riduzione delle disparità tra le regioni e dei divari economici tra i cittadini, realizzando la solidarietà tra gli Stati dell’Unione Europea.

La politica di coesione stimola gli Stati a mantenere i loro investimenti per la crescita economica e sociale anche in periodi di recessione.
Al finanziamento europeo si devono aggiungere finanziamenti nazionali e/o regionali (cofinanziamenti).

Il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 è il documento di orientamento strategico che gli Stati Membri sono tenuti a presentare alla Commissione Europea (C.E) in attuazione della politica di coesione. Deve indicare le priorità tematiche e territoriali.

Tra le priorità del quadro strategico nazionale dell’Italia è importante per la politica e la contrattazione dello Spi Cgil, quella di accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori.

 

Il futuro della politica di coesione: il confronto sulle prospettive delle politiche di inclusione sociale

Si è tenuto il 17 di dicembre a Roma, organizzato dal Dipartimento per lo sviluppo, un seminario sul “Rapporto – Barca” che fa proposte relative alla riforma della politica di coesione.
Il Rapporto conferma, anche per il futuro, il ruolo portante della politica di coesione nell’ambito del processo di integrazione europea e la necessità per l’Unione Europea di dotarsi di una politica di sviluppo economico e sociale che risponda ai bisogni specifici di territori molto diversi. Una politica di coesione rinnovata dove porre tutte le Regioni in grado di realizzare il loro potenziale di sviluppo economico e andare a beneficio di tutti i cittadini ovunque risiedano.
Il Rapporto raccomanda in particolare di:

  • Concentrarsi su priorità fondamentali, come i progetti di inclusione sociale e la crescita del benessere come parte integrante delle politiche di sviluppo;
  • Promuovere l’applicazione di metodi che, accentuando l’importanza sui risultati, permettano di stimare la valutazione di impatto degli investimenti per capire meglio che cosa funziona e perché;
  • Favorire la mobilitazione degli attori locali per evitare una loro eccessiva dipendenza da parte di gruppi di interesse;
  • Rafforzare il principio di addizionalità della spesa comunitaria e di renderla innovativa e flessibile.

Un cambiamento della politica di coesione può realizzarsi solo in presenza di un nuovo tipo di accordo strategico, tra la Commissione e gli Stati Membri, incentrato su risultati e impegni verificabili.

Il Rapporto sottolinea la necessità di un rilancio di una più efficace governance multilivello tra Commissione Europea, Stati membri, Regioni e partner sociali da porre alla base di un rinnovato “quadro strategico europeo per lo sviluppo”.

 

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