ingrandisci / riduci font ingrandisci font riduci font
07.56
21 maggio 2012
Chi siamo
Gli organismi
Struttura
La struttura nazionale
Dove trovarci
Lo Spi in Italia
Contatta lo Spi
E-mail, telefoni
Ufficio stampa
  • Informazione
    • Comunicati Stampa
    • Rassegna Welfare
    • Notiziari Tematici
    • Multimedia SPI
  • Tematiche
    • Pensioni e Redditi
    • Salute
    • Non Autosufficienza
    • Servizi sociali
    • Contrattazione
    • Socialità e Benessere
  • Approfondimenti
    • Esperto risponde
    • Le Nostre Parole
    • economia e politica
    • Archivi e teche

Referendum: manifestazione contro la privatizzazione dell'acqua

Trecentomila in piazza per l'acqua pubblica

La campagna referendaria entra nel vivo –si vota il 12 e 13 giugno– e il popolo dell'acqua torna in piazza con una grande Manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma il 26 marzo. All'iniziativa, promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, hanno aderito moltissime realtà, compreso lo Spi Cgil. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica alle ore 14.00 ha raggiunto Piazza San Giovanni dove centinaia di migliaia  di cittadini hanno assistito al concerto degli artisti per l'acqua. Una vittoria dei Sì ai referendum della prossima primavera può costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell'acqua e in difesa dei Beni Comuni. Per questo il Comitato promotore chiama tutte le donne e gli uomini a partecipare a una manifestazione aperta, allegra e plurale. Per lanciare la vittoria dei Sì ai referendum per l’acqua bene comune. E per dire che un’altra Italia è possibile.

Le mani dei privati sull’acqua


“Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti – afferma il Comitato promotore del referendum – stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani. Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell'acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza”.
Il governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Contro questa legge il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e il Forum dei Movimenti per l'Acqua hanno promosso 3 referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana). “Ora – dicono i promotori – vogliamo che tutti i cittadini si possano esprimere e votare. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti per sostenere la campagna referendaria, informare tutti gli italiani del pericolo che corrono e del modo per fermarli”. È il momento di schierarsi, di partecipare, di condividere.
Intanto l’Istat, in occasione della Giornata mondiale dedicata all'oro blu che cade il 22 marzo, pubblica un rapporto sulle condizioni dell’oro blu in Italia e ancora una volta denuncia le condizioni disastrate in cui versano condotte d’acqua. In alcune regioni del Mezzogiorno, per assicurare una fornitura di 100 litri bisogna immetterne 180. A questo 'spreco' generalizzato corrisponde comunque un uso più attento della risorsa acqua fatto dai cittadini. Nel 2009 il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 capoluogo di provincia, è stato pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008. In tutti i capoluogo di provincia con una popolazione superiore a 250mila abitanti c'è stata una diminuzione del consumo per uso domestico rispetto all'anno precedente, a eccezione di Milano dove si registra un incremento dell'1,5%. La contrazione dei consumi (secondo l'Istat ininterrotta a partire dal 2001) testimonia una maggiore attenzione all'uso della risorsa idrica su gran parte del territorio nazionale.

- I due quesiti del referendum
- Lo Spi per l'acqua pubblica
- Acqua pubblica o privata? Commenta

 

(23.03.2011)

Referendum: manifestazione contro la privatizzazione dell'acqua

Trecentomila in piazza per l'acqua pubblica

La campagna referendaria entra nel vivo –si vota il 12 e 13 giugno– e il popolo dell'acqua torna in piazza con una grande Manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma il 26 marzo. All'iniziativa, promossa dal Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, hanno aderito moltissime realtà, compreso lo Spi Cgil. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica alle ore 14.00 ha raggiunto Piazza San Giovanni dove centinaia di migliaia  di cittadini hanno assistito al concerto degli artisti per l'acqua. Una vittoria dei Sì ai referendum della prossima primavera può costituire una prima e fondamentale tappa, contro la privatizzazione dell'acqua e in difesa dei Beni Comuni. Per questo il Comitato promotore chiama tutte le donne e gli uomini a partecipare a una manifestazione aperta, allegra e plurale. Per lanciare la vittoria dei Sì ai referendum per l’acqua bene comune. E per dire che un’altra Italia è possibile.

Le mani dei privati sull’acqua


“Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti – afferma il Comitato promotore del referendum – stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani. Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell'acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza”.
Il governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Contro questa legge il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e il Forum dei Movimenti per l'Acqua hanno promosso 3 referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana). “Ora – dicono i promotori – vogliamo che tutti i cittadini si possano esprimere e votare. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti per sostenere la campagna referendaria, informare tutti gli italiani del pericolo che corrono e del modo per fermarli”. È il momento di schierarsi, di partecipare, di condividere.
Intanto l’Istat, in occasione della Giornata mondiale dedicata all'oro blu che cade il 22 marzo, pubblica un rapporto sulle condizioni dell’oro blu in Italia e ancora una volta denuncia le condizioni disastrate in cui versano condotte d’acqua. In alcune regioni del Mezzogiorno, per assicurare una fornitura di 100 litri bisogna immetterne 180. A questo 'spreco' generalizzato corrisponde comunque un uso più attento della risorsa acqua fatto dai cittadini. Nel 2009 il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 capoluogo di provincia, è stato pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008. In tutti i capoluogo di provincia con una popolazione superiore a 250mila abitanti c'è stata una diminuzione del consumo per uso domestico rispetto all'anno precedente, a eccezione di Milano dove si registra un incremento dell'1,5%. La contrazione dei consumi (secondo l'Istat ininterrotta a partire dal 2001) testimonia una maggiore attenzione all'uso della risorsa idrica su gran parte del territorio nazionale.

- I due quesiti del referendum
- Lo Spi per l'acqua pubblica
- Acqua pubblica o privata? Commenta

 

(23.03.2011)

Stampa  
Strategie Sindacali Strategie Organizzative Politiche Internazionali Studi e Ricerche Formazione Sindacale Politiche di Genere Cultura e Comunicazione Memoria

Crediti

Crediti