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Una valanga di Sì al referendum travolge il governo: questo il risultato che ieri ha sancito l’accantonamento definitivo delle leggi approvate dall’esecutivo e che riguardavano la privatizzazione dei servizi idrici, l’avvio del programma nucleare con la costruzione di quattro centrali nel nostro Paese e la possibilità da parte del presidente del Consiglio e dei suoi ministri di apporre il legittimo impedimento per sfuggire ai processi. Da anni in Italia non si assisteva a una mobilitazione così vasta e così capillare. Il dato dell’affluenza, quasi il 57 per cento, unito alla percentuale bulgara dei Sì, nell’ordine del 95 per cento, espressi dagli italiani, la dice lunga sull’indice di gradimento verso l’attuale compagine governativa. “Vince la democrazia sui temi dell'acqua, dell'energia e della giustizia uguale per tutti” ha dichiarato Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil, presente ieri a Piazza Bocca della Verità a Roma, dove i comitati referendari per il 'Sì' si sono dati appuntamento per festeggiare gli ottimi risultati raggiunti. Per la leader della Cgil “è stata una delle occasioni in cui si è riusciti a riunire la partecipazione dei cittadini e la politica”, riuscendo così “nella vittoria della democrazia e in una secca sconfitta delle politiche del governo”. Inoltre, il Segretario Generale della Cgil, rivolgendosi all'esecutivo e sottolineando le sconfitte che in un questo periodo ha incassato: le amministrative e il referendum, ha concluso “ora ha numerose prove che il Paese sta pensando ad altro e che vorrebbe altre politiche, rifletta e tragga le conseguenze”.