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La Cgil sostiene la campagna promossa dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico contro il fenomeno della “Corruzione” e si impegna a sostenere la raccolta di firme attraverso l’invio al Presidente della Repubblica di apposite cartoline.
Riferendosi alle stime della Corte dei Conti, la Cgil fa notare che il costo prodotto dalla corruzione nel nostro paese si aggira fra i 50 e i 60 miliardi di euro. Un costo che “oltre ad essere pagato dai cittadini, sottrae risorse allo Stato con le quali invece si potrebbero sostenere i necessari interventi per superare la grave crisi che stiamo attraversando”.
Il nostro paese arretra, sul piano della trasparenza e della legalità, al 67° posto per trasparenza nella pubblica amministrazione, La corruzione, afferma la Cgil, è un fenomeno assolutamente allarmante e rappresenta “un pesante macigno che soffoca la vita democratica e la libertà dei cittadini”.
Nell’appello si chiede di:
• ratificare, da parte dell’Italia, le convenzioni internazionali che non ha ancora ratificato, a partire dalla Convenzione di Strasburgo del 1999, che prevede l’introduzione nel codice penale del paese di delitti importanti, come il traffico di influenze illecite (cioè la corruzione realizzata con favori e regali invece che con la classica mazzetta), la corruzione fra privati, l’auto riciclaggio;
• introdurre nel nostro ordinamento la figura del collaboratore di giustizia per i reati di corruzione, come avviene per quelli di Mafia;
• aggredire le ricchezze accumulate dai corrotti, confiscandone i beni e dando concreta attuazione alle norme già inserite nella legge finanziaria del 2007, che ne prevedono l’uso sociale come già avviene per quelli sottratti alle mafie;
• accendere i riflettori su questi temi e mobilitare il paese, “per ritrovare il protagonismo dei cittadini e superare i fenomeni di indifferenza che si stanno diffondendo”.
Tutto ciò è parte importante dell’impegno della Cgil.
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(31.01.2011)