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Due Sì contro la mercificazione dell’acqua

La campagna referendaria entra nel vivo – si vota il 12 e 13 giugno – e il popolo dell'acqua torna in piazza. Stavolta a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Cgil, in occasione dello sciopero generale proclamato per il 6 maggio.

“Siamo convinti – scrive in un comunicato il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua – che la straordinaria mobilitazione dal basso che ha permesso la raccolta di oltre un 1.400.000 firme a sostegno dei referendum per la ripubblicizzazione della gestione dell'acqua, così come l'ampia partecipazione alle mobilitazioni in difesa dell'istruzione, della ricerca e del lavoro, siano il segnale di un'importante capacità di resistenza e di proposta, che si muove verso un'alternativa al modello sociale ed economico vigente.

Per questo il popolo dell'acqua, mobilitato nell'ultima tappa della campagna referendaria per l'acqua bene comune, parteciperà allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 maggio e sarà a fianco dei lavoratori che manifesteranno in diverse città d'Italia, in un percorso che continua a vederci insieme in difesa dell'Acqua e dei Beni Comuni”. Anche per contrastare quella che il giurista Stefano Rodotà ha definito “la fuga del governo dai referendum”, il quale, oltre a voler cancellare il referendum sul nucleare, 
”ora –ha denunciato Rodotà sul quotidiano la Repubblica – vuole fare lo stesso con i due quesiti che riguardano la privatizzazione dell'acqua”. Un ostracismo che fa il paio l'ostruzionismo che in Rai la maggioranza opera da diverse settimane. La Commissione di vigilanza, infatti, non è ancora riuscita a deliberare il regolamento per l'informazione sui referendum di Giugno. Un gravissimo comportamento che, per il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, pone l'intera struttura pubblica Rai fuorilegge e nega il diritto all'informazione garantito dalla Costituzione”.

Le mani dei privati sull’acqua. “Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti – afferma il Comitato promotore del referendum – stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani.

Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell'acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza”.
Il governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011.

Contro questa legge il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e il Forum dei Movimenti per l'Acqua hanno promosso 3 referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana).

“Ora – dicono i promotori – vogliamo che tutti i cittadini si possano esprimere e votare. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti per sostenere la campagna referendaria, informare tutti gli italiani del pericolo che corrono e del modo per fermarli”. È il momento di schierarsi, di partecipare, di condividere.
Intanto l’Istat, in occasione della Giornata mondiale dedicata all'oro blu che cade il 22 marzo, pubblica un rapporto sulle condizioni dell’oro blu in Italia e ancora una volta denuncia le condizioni disastrate in cui versano condotte d’acqua.

In alcune regioni del Mezzogiorno, per assicurare una fornitura di 100 litri bisogna immetterne 180. A questo 'spreco' generalizzato corrisponde comunque un uso più attento della risorsa acqua fatto dai cittadini. Nel 2009 il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 capoluogo di provincia, è stato pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008.

In tutti i capoluogo di provincia con una popolazione superiore a 250mila abitanti c'è stata una diminuzione del consumo per uso domestico rispetto all'anno precedente, a eccezione di Milano dove si registra un incremento dell'1,5%. La contrazione dei consumi (secondo l'Istat ininterrotta a partire dal 2001) testimonia una maggiore attenzione all'uso della risorsa idrica su gran parte del territorio nazionale.

- Un video spot per dire Si' all'acqua pubblica promosso dal comune di Capannori (Lucca) insieme all'Osservatorio per la Pace e alla Commissione Pari Opportunità

 

(04.05.2011)
 

Due Sì contro la mercificazione dell’acqua

La campagna referendaria entra nel vivo – si vota il 12 e 13 giugno – e il popolo dell'acqua torna in piazza. Stavolta a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Cgil, in occasione dello sciopero generale proclamato per il 6 maggio.

“Siamo convinti – scrive in un comunicato il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua – che la straordinaria mobilitazione dal basso che ha permesso la raccolta di oltre un 1.400.000 firme a sostegno dei referendum per la ripubblicizzazione della gestione dell'acqua, così come l'ampia partecipazione alle mobilitazioni in difesa dell'istruzione, della ricerca e del lavoro, siano il segnale di un'importante capacità di resistenza e di proposta, che si muove verso un'alternativa al modello sociale ed economico vigente.

Per questo il popolo dell'acqua, mobilitato nell'ultima tappa della campagna referendaria per l'acqua bene comune, parteciperà allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 maggio e sarà a fianco dei lavoratori che manifesteranno in diverse città d'Italia, in un percorso che continua a vederci insieme in difesa dell'Acqua e dei Beni Comuni”. Anche per contrastare quella che il giurista Stefano Rodotà ha definito “la fuga del governo dai referendum”, il quale, oltre a voler cancellare il referendum sul nucleare, 
”ora –ha denunciato Rodotà sul quotidiano la Repubblica – vuole fare lo stesso con i due quesiti che riguardano la privatizzazione dell'acqua”. Un ostracismo che fa il paio l'ostruzionismo che in Rai la maggioranza opera da diverse settimane. La Commissione di vigilanza, infatti, non è ancora riuscita a deliberare il regolamento per l'informazione sui referendum di Giugno. Un gravissimo comportamento che, per il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, pone l'intera struttura pubblica Rai fuorilegge e nega il diritto all'informazione garantito dalla Costituzione”.

Le mani dei privati sull’acqua. “Partiti, multinazionali, banche e i soliti imprenditori con gli agganci giusti – afferma il Comitato promotore del referendum – stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell'acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani.

Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell'acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza”.
Il governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011.

Contro questa legge il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e il Forum dei Movimenti per l'Acqua hanno promosso 3 referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana).

“Ora – dicono i promotori – vogliamo che tutti i cittadini si possano esprimere e votare. Per questo chiediamo l’aiuto di tutti per sostenere la campagna referendaria, informare tutti gli italiani del pericolo che corrono e del modo per fermarli”. È il momento di schierarsi, di partecipare, di condividere.
Intanto l’Istat, in occasione della Giornata mondiale dedicata all'oro blu che cade il 22 marzo, pubblica un rapporto sulle condizioni dell’oro blu in Italia e ancora una volta denuncia le condizioni disastrate in cui versano condotte d’acqua.

In alcune regioni del Mezzogiorno, per assicurare una fornitura di 100 litri bisogna immetterne 180. A questo 'spreco' generalizzato corrisponde comunque un uso più attento della risorsa acqua fatto dai cittadini. Nel 2009 il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 capoluogo di provincia, è stato pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008.

In tutti i capoluogo di provincia con una popolazione superiore a 250mila abitanti c'è stata una diminuzione del consumo per uso domestico rispetto all'anno precedente, a eccezione di Milano dove si registra un incremento dell'1,5%. La contrazione dei consumi (secondo l'Istat ininterrotta a partire dal 2001) testimonia una maggiore attenzione all'uso della risorsa idrica su gran parte del territorio nazionale.

- Un video spot per dire Si' all'acqua pubblica promosso dal comune di Capannori (Lucca) insieme all'Osservatorio per la Pace e alla Commissione Pari Opportunità

 

(04.05.2011)
 

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