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Servizi sociali: Corte costituzionale contro le discriminazioni

La Corte Costituzionale dichiara illegittime le norme che escludono da una serie di servizi sociali chi non risiede da anni in una determinata regione.
Secondo la Corte (sentenza n. 40, depositata in Cancelleria il 9/02/2011) tali disposizioni “introducono una preclusione destinata a discriminare tra i fruitori del sistema integrato dei servizi concernenti provvidenze sociali”.

Viene così ribadito un sacrosanto principio di eguaglianza di fronte a norme che arbitrariamente introducono vincoli e condizioni tali da negare il diritto a fruire di provvidenze e servizi a persone e famiglie che posseggono i requisiti richiesti.

Le Regioni guidate dalla Lega e, in generale, quelle di centro destra dovranno quindi adeguare la loro legislazione che per il godimento di alcuni servizi - tipo l’ assegnazione di alloggi pubblici – prevede la residenza in quel territorio da almeno dieci anni.

Finalmente la sentenza della Consulta fa giustizia di norme discriminatorie che, pensate per gli immigrati, hanno finito per danneggiare anche lavoratori italiani in mobilità territoriale per ragioni di lavoro.

(14.02.2011)
 

Servizi sociali: Corte costituzionale contro le discriminazioni

La Corte Costituzionale dichiara illegittime le norme che escludono da una serie di servizi sociali chi non risiede da anni in una determinata regione.
Secondo la Corte (sentenza n. 40, depositata in Cancelleria il 9/02/2011) tali disposizioni “introducono una preclusione destinata a discriminare tra i fruitori del sistema integrato dei servizi concernenti provvidenze sociali”.

Viene così ribadito un sacrosanto principio di eguaglianza di fronte a norme che arbitrariamente introducono vincoli e condizioni tali da negare il diritto a fruire di provvidenze e servizi a persone e famiglie che posseggono i requisiti richiesti.

Le Regioni guidate dalla Lega e, in generale, quelle di centro destra dovranno quindi adeguare la loro legislazione che per il godimento di alcuni servizi - tipo l’ assegnazione di alloggi pubblici – prevede la residenza in quel territorio da almeno dieci anni.

Finalmente la sentenza della Consulta fa giustizia di norme discriminatorie che, pensate per gli immigrati, hanno finito per danneggiare anche lavoratori italiani in mobilità territoriale per ragioni di lavoro.

(14.02.2011)
 

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