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Casa e anziani: serve una nuova politica
Occorrono fantasia e nuove idee per sopravvivere a un welfare ridotto al lumicino dopo i tagli operati dal governo. Lo Spi Cgil Liguria ci prova e a Genova, presso la biblioteca Berio, al convegno “Difendere e innovare il sistema del welfare: nuove iniziative a sostegno degli anziani in Liguria”, ha presentato una serie di proposte per migliorare le condizioni di vita di tanti anziani.
Tra quelle che hanno suscitato l’immediato interesse da parte di Regione e Comune, la possibilità di creare un’agenzia per aiutare gli anziani che vivono in appartamenti di proprietà, ma in condizioni economiche che non permettono loro né di curarsi né di far fronte alle spese ordinarie e straordinarie di mantenimento o adeguamento. Spesso queste persone sono portate a vendere il proprio alloggio con la formula della nuda proprietà, esponendosi al rischio di cadere vittime di un mercato aggressivo e a volte privo di scrupoli. Creare le condizioni affinché l'anziano possa rimanere nella sua casa e migliorare la propria condizione economica è possibile, purché la valorizzazione del suo patrimonio sia garantita.
C'è dunque un ruolo che le istituzioni pubbliche devono svolgere anche con l'obiettivo di gestire nell'interesse pubblico un patrimonio abitativo prezioso per la salvaguardia delle città e del territorio. La segretaria dello Spi Liguria Anna Giacobbe, insieme a Lorena Rambaudi (Regione) e Roberta Papi (Comune) stanno lavorando per coinvolgere al progetto le Fondazioni, gli istituti di credito, la Caritas e altre associazioni di volontariato.
“In questi anni - spiega Giacobbe - le risorse per le politiche sociali sono state ridotte con il taglio ai trasferimenti e la sottostima del fabbisogno sanitario della società. I nuovi tagli imposti dal governo riducono ulteriormente quantità e qualità del sostegno alle persone». Per esempio ai 3.090 cittadini liguri che hanno perso a causa dei tagli il fondo per le autosufficienze adesso se ne aggiungono altri 3.300 che rischiano di perderlo (1.504 solo nella città di Genova). Sempre a Genova ci sono 1.600 anziani in coda per un posto in una residenza protetta e altre 400 persone in attesa, in ospedale, che si liberi un posto analogo. La gravità della situazione è segnalata anche dai dati dell' Agenzia del Territorio, nel 2009 (che è l' ultimo anno disponibile) sono passate di mano, in Liguria, 1.418 case col meccanismo della nuda proprietà (649 a Genova), pari al 6,7% del totale”.
Al Convegno dello Spi Liguria, cui hanno partecipato Claudio Burlando, Alessandro Montebugnoli, Franco Bonanni, Stefania Silvano, Roberta Papi, Claudio Regazzoni, Franco Catani, Mario Calbi, Gian Luigi Granero, Giulia Stella, e concluso da Lucio Saltini, della segreteria nazionale Spi, sono due le ipotesi venute fuori in merito alla vendita della casa di proprietà: la vendita o il vitalizio ipotecario. “Nel primo caso – afferma Anna Giacobbe – potrebbero entrare in campo le Fondazioni che hanno necessità di patrimonializzare, nel secondo le banche.
“Occorre mobilitare tutte le risorse di cui la comunità dispone, ma la guida, la regia deve essere fortemente pubblica – puntualizza invece Fabiocchi dello Spi ligure - Ci sono, in Liguria, tante case grandi con un anziano senza reddito dentro e tanti anziani con reddito, che però non hanno una casa. È proprio impensabile trovare una forma che accontenti, caso per caso, i singoli anziani?”. A Genova, invece, in alcuni casi possessori di casa con reddito basso e anziani privi di famiglia e di casa, ma con un buon reddito, hanno dato vita a forme di convivenza.
Davanti allo spettro della povertà ci si industria come si può. "Ma – ricorda Lucio Saltini, responsabile delle politiche sociali per lo Spi Cgil – per le famiglie a basso reddito come per gli anziani, i giovani, gli immigrati, il cui reddito annuo non supera i 15-20 mila euro, l’unica risposta al bisogno di una casa dignitosa e confortevole rimane il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica. Un intervento da realizzare all’interno di programmi di riqualificazione urbana concepiti per favorire il bene collettivo e non la rendita e la speculazione.” - In Italia quasi due milioni gli anziani in affitto