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In Croazia per Europa a 28. Far quadrato e sostenere i problemi dei lavoratori e dei pensionati. L'Europa è anche nostra


Un incontro che ha visto la presenza di pensionati provenienti da tutta l’Istria, insieme al sindacato confederale dei lavoratori indipendenti, oltre al SUH ed alla delegazione dello Spi Cgil.

"Abbiamo approfondito gli aspetti fondamentali che hanno portato allo sviluppo dell'Unione Europea e dei valori sui quali si fondano le istituzioni europee, pur senza enfatizzare sulle grandi opportunità che l’Europa offre" ha sottolineato ad Italialavorotv/Italiannetwork, Renata Bagatin, "ma offrendo concreti spunti di riflessione sugli obiettivi che l'Europa si propone in un momento storico difficile come quello che stiamo attraversando".

Ed è proprio guardando all'attuale contesto - ha proseguito Bagatin - che è importante far quadrato e tentare tutti insieme di portare avanti con forza i problemi dei lavoratori e dei pensionati europei, pur sapendo che la battaglia non è in discesa ma in salita". "Coscienti - ha proseguito la sindacalista della Cgil - che da soli non si possono risolvere anche i problemi nazionali in un mondo ormai altamente interconnesso."

Bagatin non fa mistero, nel corso della breve intervista, come permangano evidenti resistenze ma nella maggioranza dei casi i pensionati croati sembrano orientati a "scegliere il male minore". Dunque, una scelta obbligata anche alla luce del peggioramento della situazione finanziaria interna - "che subisce le costanti pressioni della Banca mondiale - e nonostante il grande fermento della destra nazionalista che gioca questa carta puntando sui timore della popolazione dell'ingresso dei flussi degli zingari e della droga grazie all'abbattimento delle frontiere. Minacce e paure che - ha fatto presente Bagatin - fanno parte di un bagaglio menzognero, mentre vi è la forte necessità che ai problemi economico-finanziari del continente si risponda consolidando i rapporti fra stati e collaborando intensamente fra i soggetti sociali.

Un elemento, quest'ultimo, che trova ampio riscontro nella creazione di vincoli più stretti fra i pensionati italiani ed i pensionati croati anche a seguito del gemellaggio fra comunità friulane e venete e comunità istriane che insieme stanno affrontando diversi problemi mettendo insieme le proprie energie. In buona sostanza - ha sottolineato la responsabile del Dipartimento Internazionale dello Spi Cgil "Siamo per l’Europa anche se coscienti di non poter risolvere numerosi problemi ma con la certezza che insieme si possa far meglio".

"E',d'altra parte, ha proseguito l'esponente del Sindacato dei pensionati della Cgil - non si può pensare di lasciare l'Europa in mano alla deriva di un centro-destra che ha profondamente inciso negli ultimi anni sulla trasformazione dell'Europa e non possiamo pensare che la politica riguardi gli altri e non noi cittadini d'Europa. Di qui l'improrogabile necessità che tutti partecipino ai processi politici. In questo senso è di sprone per le prossimo referendum in Croazia il pensiero che esponenti croati potranno partecipare ai processi decisionali che riguardano anche il loro Paese, da quelli politici a quelli economici e sociali. In questo senso, vi è l'auspicio che siano costantemente tutelati i principi fondamentali dell'Europa e vi sia un forte orientamento alla ripresa del dibattito e valorizzazione della Carta dei diritti , sulla quale anche noi del Sindacato dei Pensionati della CGIL, auspichiamo vi sia quanto prima un incontro con i parlamentari della delegazione italiana per stabilire più ampi rapporti sui temi che riguardano le stesse comunità italiane all'estero" ha concluso Renata Bagatin.

(ITL/ITNET)

(19.01.2012)

 

In Croazia per Europa a 28. Far quadrato e sostenere i problemi dei lavoratori e dei pensionati. L'Europa è anche nostra


Un incontro che ha visto la presenza di pensionati provenienti da tutta l’Istria, insieme al sindacato confederale dei lavoratori indipendenti, oltre al SUH ed alla delegazione dello Spi Cgil.

"Abbiamo approfondito gli aspetti fondamentali che hanno portato allo sviluppo dell'Unione Europea e dei valori sui quali si fondano le istituzioni europee, pur senza enfatizzare sulle grandi opportunità che l’Europa offre" ha sottolineato ad Italialavorotv/Italiannetwork, Renata Bagatin, "ma offrendo concreti spunti di riflessione sugli obiettivi che l'Europa si propone in un momento storico difficile come quello che stiamo attraversando".

Ed è proprio guardando all'attuale contesto - ha proseguito Bagatin - che è importante far quadrato e tentare tutti insieme di portare avanti con forza i problemi dei lavoratori e dei pensionati europei, pur sapendo che la battaglia non è in discesa ma in salita". "Coscienti - ha proseguito la sindacalista della Cgil - che da soli non si possono risolvere anche i problemi nazionali in un mondo ormai altamente interconnesso."

Bagatin non fa mistero, nel corso della breve intervista, come permangano evidenti resistenze ma nella maggioranza dei casi i pensionati croati sembrano orientati a "scegliere il male minore". Dunque, una scelta obbligata anche alla luce del peggioramento della situazione finanziaria interna - "che subisce le costanti pressioni della Banca mondiale - e nonostante il grande fermento della destra nazionalista che gioca questa carta puntando sui timore della popolazione dell'ingresso dei flussi degli zingari e della droga grazie all'abbattimento delle frontiere. Minacce e paure che - ha fatto presente Bagatin - fanno parte di un bagaglio menzognero, mentre vi è la forte necessità che ai problemi economico-finanziari del continente si risponda consolidando i rapporti fra stati e collaborando intensamente fra i soggetti sociali.

Un elemento, quest'ultimo, che trova ampio riscontro nella creazione di vincoli più stretti fra i pensionati italiani ed i pensionati croati anche a seguito del gemellaggio fra comunità friulane e venete e comunità istriane che insieme stanno affrontando diversi problemi mettendo insieme le proprie energie. In buona sostanza - ha sottolineato la responsabile del Dipartimento Internazionale dello Spi Cgil "Siamo per l’Europa anche se coscienti di non poter risolvere numerosi problemi ma con la certezza che insieme si possa far meglio".

"E',d'altra parte, ha proseguito l'esponente del Sindacato dei pensionati della Cgil - non si può pensare di lasciare l'Europa in mano alla deriva di un centro-destra che ha profondamente inciso negli ultimi anni sulla trasformazione dell'Europa e non possiamo pensare che la politica riguardi gli altri e non noi cittadini d'Europa. Di qui l'improrogabile necessità che tutti partecipino ai processi politici. In questo senso è di sprone per le prossimo referendum in Croazia il pensiero che esponenti croati potranno partecipare ai processi decisionali che riguardano anche il loro Paese, da quelli politici a quelli economici e sociali. In questo senso, vi è l'auspicio che siano costantemente tutelati i principi fondamentali dell'Europa e vi sia un forte orientamento alla ripresa del dibattito e valorizzazione della Carta dei diritti , sulla quale anche noi del Sindacato dei Pensionati della CGIL, auspichiamo vi sia quanto prima un incontro con i parlamentari della delegazione italiana per stabilire più ampi rapporti sui temi che riguardano le stesse comunità italiane all'estero" ha concluso Renata Bagatin.

(ITL/ITNET)

(19.01.2012)

 

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