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21 maggio 2012
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Guardando all'Europa:"Emerga nuovo disegno d'Europa del welfare e del lavoro"

Appuntamento a Roma venerdì 11 maggio (guarda il video)

"Sono cambiate le leggi, il libro bianco sulle pensioni della Ue uscito di recente uscito pone una serie di vincoli, parla dell'innalzamento dell'età responsabile, dei pilastri privati di secondo livello per quanto riguarda le pensioni, dell'aumento dell'età pensionabile che vede gli anziani sul posto di lavoro molto più a lungo di quanto ci si potesse aspettare.
In Italia, poi, le modifiche allo stato sociale, le pensioni, le proposte del Ministro del lavoro Fornero di fatto pongono una serie di riflessioni ci impongono di ridisegnare il welfare e complessivamente lo stato sociale sia a livello nazionale che europeo". Sono i motivi che ci hanno indotto a promuovere l'incontro "L'Unione Europea tra paure e speranze" il convegno che si terrà a Roma il prossimo venerdì 11 maggio, illustra Renata Bagatin segretario nazionale dello Spi Cgil e responsabile del Dipartimento internazionale ad Italialavorotv/Italiannetwork..

All'iniziativa promossa dallo Spi, in particolare dal Dipartimento internazionale del Sindacato dei pensionati italiani della Cgil, prenderanno parte diversi attori di quel cambiamento che i Paesi membri dell'Europa si auspicano possa avvenire quanto prima.

"Abbiamo invitato Giuliano Amato alla luce della sua esperienza di governo per indagare su quali prospettive ci attendono. Personalmente vorrei sperare nell'Europa, come sottolinea il titolo del convegno" sottolinea Bagatin, che aggiunge "Vorrei che l'Europa non diventasse quel "Salvagente" di cui molti parlano, ma che diventi protagonista di una modifica delle tendenze che oggi stanno prendendo piede in Europa e nel mondo. E vorrei sperare che l'Europa sia la protagonista di questo cambiamento, che non consideri soltanto i numeri, i problemi delle banche e non quelli delle persone con i loro problemi. Che l'Europa, in sostanza, torni ad essere l'Europa che abbiamo voluto e che da queste macerie nasca un'Europa dei cittadini. E' vero ci sono tanti problemi ma per risolverli ci sono anche tanti strumenti! Dunque, ci auspichiamo un 'Unione Europea che torni a darci delle speranz e che risolva le paure con il cambiamento. E' quello che noi ci auguriamo e per il quale lavoriamo.

Insieme ad Amato gli interlocutori del convegno sono: Cofferati, parlamentare europeo, oltre che ex segretario della Cgil, che segue le questioni che riguardano i temi del welfare; Luca Visentini, segretario della Ces, con il quale vogliamo comprendere come si muove la Ces, quali politiche mette in atto. Politiche che non devono riguardare solo il luogo di lavoro ma complessivamente le politiche europee del sindacato. Dunque, non solo quello che accade sul luogo di lavoro ma anche quello che accade complessivamente nella società e nel territorio, fra lavoratori e pensionati, anziani e giovani, donne e uomini, il livello di povertà, di occupazione generale e giovanile in particolare. E' possibile che tanti giovani formati in Italia debbano cercare altrove le occasioni di lavoro ? Non dimentichiamo, poi, che il 2012 è anche l'anno europeo dell'invecchiamento attivo promosso dalla Commissione Ue e che vi è sempre più l'esigenza che la Ces abbia un ruolo confederale del sindacalismo europeo su tutti i fronti. A riflettere sui bisogni e le necessità che provengono dalla società italiana anche Danilo Barbi della Cgil per individuare le possibilità che esistono di fare un salto di qualità nelle politiche di welfare. "

Ammette la sindacalista dello Spi "è difficile in questo momento essere ottimisti, ma bisogna esserlo perchè ci sono delle prospettive che si intravedono".

Con noi ci sarà anche Carla Cantone, il nostro segretario generale, impegnata a fondo su questi temi anche alla luce della sua esperienza sindacale che l'ha vista accanto a diverse categorie di lavoratori, per cui ha una visione ampia di quelli che sono i problemi delle persone, per le quali oggi si sta battendo, in particolare, a sostegno degli anziani, in Italia ed in Europa.

Dunque, si tratta di un parterre di persone che possono dare un notevole contributo per chiarirci le idee su come fare quel salto di qualità che è oggi più che mai necessario. Non c'è solo necessità di parlare dei singoli problemi, che pure è fondamentale, ma di comprendere che per uscire da questi c'è bisogno di un'Europa forte, che parli a nome di tutti e non solo dei problemi economici ma anche di quelli relativi allo stato sociale. In questo senso ci auspichiamo che dal convegno vengano alcune risposte, sapendo, comunque, che la battaglia deve necessariamente continuare" sottolinea la sindacalista dello Spi Cgil.

Quanto ai dubbi sull'attualità del modello di welfare europeo, esposti recentemente dal Presidente della Bce l'italiano Mario Draghi, per Bagatin "non sono assolutamente condivisibili." E' invalsa una tendenza ad affermare l'insostenibilità del modello di welfare europeo perchè la situazione è cambiata e quindi dobbiamo cambiare anche il nostro welfare. Ed è preoccupante per la sindacalista italiana "che si vada avanti su questo tipo di ipotesi" Mentre nel risultato elettorale francese, che ha consegnato l'Eliseo ad Hollande, c'è proprio l'affermazione del riconoscimento di un welfare diverso, vicino alle esigenze dei cittadini.

Per l'esponente dello Spiè evidente che "insistendo su ipotesi di revisione del modello europeo si ottengono i risultati emersi dalle elezioni in Grecia, dove si è votato contro tutti i partiti che hanno sostenuto le misure di austerità estreme imposte dall'Europa con il risultato di distruggere la popolazione. Per il mantenimento della democrazia in Europa - sottolinea Bagatin - c'è bisogno che le persone vengano ascoltate e tutelate. Dopodichè possiamo anche metterci a ragionare e discutere per trovare delle soluzioni diverse, ma venirci a dire che il modello di welfare che esisteva non c'è piu' non è possibile accettarlo.

Esiste il welfare ed esiste anche una popolazione" prosegue Bagatin. " E come dice il segretario generale dello Spi Carla Cantone "quando una popolazione invecchia, quando una persona invecchia non ha la forza di guardare avanti come avveniva quando era giovane e se la metti di fronte a tanti problemi e paure crei un popolo sottotiro anche in termini di democrazia". Ebbene, dichiara a chiare note Bagatin, "noi siamo dalla parte della gente che ha problemi, della democrazia e del sindacato e le istituzioni devono difendere le persone a tutti i costi. Io mi auguro che dal convegno emerga un nuovo disegno dell'Europa sia in termini di welfare che di lavoro".

Risposte non generalizzate ma concrete e reali, come quella sulla modifica degli ambienti di lavoro più adatti ad una persona di settant'anni come chiedono che avvenga. Tutti ci domandiamo "Si puo' lavorare con gli stessi ritmi e tempi di lavoro ? Ed il libro bianco dice che le imprese devono apportare modifiche tecnologiche ed organizzative affinchè ciò avvenga ? Ci sono già delle esperienze in alcune realtà. E possiamo noi sviluppare un ragionamento in Italia su questi temi nell'ambito di una riflessione europea ? Ritengo che si debba essere estremamente attenti a non creare nuove leggi e nuovi interventi che mettano la persona e l'impresa in condizione di solitudine. Ecco, mi auguro che il convegno possa dare delle prime risposte in questo senso.(ITL/ITNET)

(08.05.2012)
 

Guardando all'Europa:"Emerga nuovo disegno d'Europa del welfare e del lavoro"

Appuntamento a Roma venerdì 11 maggio (guarda il video)

"Sono cambiate le leggi, il libro bianco sulle pensioni della Ue uscito di recente uscito pone una serie di vincoli, parla dell'innalzamento dell'età responsabile, dei pilastri privati di secondo livello per quanto riguarda le pensioni, dell'aumento dell'età pensionabile che vede gli anziani sul posto di lavoro molto più a lungo di quanto ci si potesse aspettare.
In Italia, poi, le modifiche allo stato sociale, le pensioni, le proposte del Ministro del lavoro Fornero di fatto pongono una serie di riflessioni ci impongono di ridisegnare il welfare e complessivamente lo stato sociale sia a livello nazionale che europeo". Sono i motivi che ci hanno indotto a promuovere l'incontro "L'Unione Europea tra paure e speranze" il convegno che si terrà a Roma il prossimo venerdì 11 maggio, illustra Renata Bagatin segretario nazionale dello Spi Cgil e responsabile del Dipartimento internazionale ad Italialavorotv/Italiannetwork..

All'iniziativa promossa dallo Spi, in particolare dal Dipartimento internazionale del Sindacato dei pensionati italiani della Cgil, prenderanno parte diversi attori di quel cambiamento che i Paesi membri dell'Europa si auspicano possa avvenire quanto prima.

"Abbiamo invitato Giuliano Amato alla luce della sua esperienza di governo per indagare su quali prospettive ci attendono. Personalmente vorrei sperare nell'Europa, come sottolinea il titolo del convegno" sottolinea Bagatin, che aggiunge "Vorrei che l'Europa non diventasse quel "Salvagente" di cui molti parlano, ma che diventi protagonista di una modifica delle tendenze che oggi stanno prendendo piede in Europa e nel mondo. E vorrei sperare che l'Europa sia la protagonista di questo cambiamento, che non consideri soltanto i numeri, i problemi delle banche e non quelli delle persone con i loro problemi. Che l'Europa, in sostanza, torni ad essere l'Europa che abbiamo voluto e che da queste macerie nasca un'Europa dei cittadini. E' vero ci sono tanti problemi ma per risolverli ci sono anche tanti strumenti! Dunque, ci auspichiamo un 'Unione Europea che torni a darci delle speranz e che risolva le paure con il cambiamento. E' quello che noi ci auguriamo e per il quale lavoriamo.

Insieme ad Amato gli interlocutori del convegno sono: Cofferati, parlamentare europeo, oltre che ex segretario della Cgil, che segue le questioni che riguardano i temi del welfare; Luca Visentini, segretario della Ces, con il quale vogliamo comprendere come si muove la Ces, quali politiche mette in atto. Politiche che non devono riguardare solo il luogo di lavoro ma complessivamente le politiche europee del sindacato. Dunque, non solo quello che accade sul luogo di lavoro ma anche quello che accade complessivamente nella società e nel territorio, fra lavoratori e pensionati, anziani e giovani, donne e uomini, il livello di povertà, di occupazione generale e giovanile in particolare. E' possibile che tanti giovani formati in Italia debbano cercare altrove le occasioni di lavoro ? Non dimentichiamo, poi, che il 2012 è anche l'anno europeo dell'invecchiamento attivo promosso dalla Commissione Ue e che vi è sempre più l'esigenza che la Ces abbia un ruolo confederale del sindacalismo europeo su tutti i fronti. A riflettere sui bisogni e le necessità che provengono dalla società italiana anche Danilo Barbi della Cgil per individuare le possibilità che esistono di fare un salto di qualità nelle politiche di welfare. "

Ammette la sindacalista dello Spi "è difficile in questo momento essere ottimisti, ma bisogna esserlo perchè ci sono delle prospettive che si intravedono".

Con noi ci sarà anche Carla Cantone, il nostro segretario generale, impegnata a fondo su questi temi anche alla luce della sua esperienza sindacale che l'ha vista accanto a diverse categorie di lavoratori, per cui ha una visione ampia di quelli che sono i problemi delle persone, per le quali oggi si sta battendo, in particolare, a sostegno degli anziani, in Italia ed in Europa.

Dunque, si tratta di un parterre di persone che possono dare un notevole contributo per chiarirci le idee su come fare quel salto di qualità che è oggi più che mai necessario. Non c'è solo necessità di parlare dei singoli problemi, che pure è fondamentale, ma di comprendere che per uscire da questi c'è bisogno di un'Europa forte, che parli a nome di tutti e non solo dei problemi economici ma anche di quelli relativi allo stato sociale. In questo senso ci auspichiamo che dal convegno vengano alcune risposte, sapendo, comunque, che la battaglia deve necessariamente continuare" sottolinea la sindacalista dello Spi Cgil.

Quanto ai dubbi sull'attualità del modello di welfare europeo, esposti recentemente dal Presidente della Bce l'italiano Mario Draghi, per Bagatin "non sono assolutamente condivisibili." E' invalsa una tendenza ad affermare l'insostenibilità del modello di welfare europeo perchè la situazione è cambiata e quindi dobbiamo cambiare anche il nostro welfare. Ed è preoccupante per la sindacalista italiana "che si vada avanti su questo tipo di ipotesi" Mentre nel risultato elettorale francese, che ha consegnato l'Eliseo ad Hollande, c'è proprio l'affermazione del riconoscimento di un welfare diverso, vicino alle esigenze dei cittadini.

Per l'esponente dello Spiè evidente che "insistendo su ipotesi di revisione del modello europeo si ottengono i risultati emersi dalle elezioni in Grecia, dove si è votato contro tutti i partiti che hanno sostenuto le misure di austerità estreme imposte dall'Europa con il risultato di distruggere la popolazione. Per il mantenimento della democrazia in Europa - sottolinea Bagatin - c'è bisogno che le persone vengano ascoltate e tutelate. Dopodichè possiamo anche metterci a ragionare e discutere per trovare delle soluzioni diverse, ma venirci a dire che il modello di welfare che esisteva non c'è piu' non è possibile accettarlo.

Esiste il welfare ed esiste anche una popolazione" prosegue Bagatin. " E come dice il segretario generale dello Spi Carla Cantone "quando una popolazione invecchia, quando una persona invecchia non ha la forza di guardare avanti come avveniva quando era giovane e se la metti di fronte a tanti problemi e paure crei un popolo sottotiro anche in termini di democrazia". Ebbene, dichiara a chiare note Bagatin, "noi siamo dalla parte della gente che ha problemi, della democrazia e del sindacato e le istituzioni devono difendere le persone a tutti i costi. Io mi auguro che dal convegno emerga un nuovo disegno dell'Europa sia in termini di welfare che di lavoro".

Risposte non generalizzate ma concrete e reali, come quella sulla modifica degli ambienti di lavoro più adatti ad una persona di settant'anni come chiedono che avvenga. Tutti ci domandiamo "Si puo' lavorare con gli stessi ritmi e tempi di lavoro ? Ed il libro bianco dice che le imprese devono apportare modifiche tecnologiche ed organizzative affinchè ciò avvenga ? Ci sono già delle esperienze in alcune realtà. E possiamo noi sviluppare un ragionamento in Italia su questi temi nell'ambito di una riflessione europea ? Ritengo che si debba essere estremamente attenti a non creare nuove leggi e nuovi interventi che mettano la persona e l'impresa in condizione di solitudine. Ecco, mi auguro che il convegno possa dare delle prime risposte in questo senso.(ITL/ITNET)

(08.05.2012)
 

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