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Esistenza in vita: "In ogni area geo-politica problemi diversi e questioni mai risolte..."


a colloquio con Livio Melgari, Spi - Cgil nazionale

"Ogni volta che arriva da parte dell’Inps la richiesta di documentazione scatta da parte del pensionato un certo livello di ansia, dal momento che il contenuto della documentazione non è sempre semplice e facilmente comprensibile”. Lo sottolinea ad ItaliaLavoroTv/Italiannetwork Livio Melgari del Dipartimento Internazionale dello Spi Cgil.

“I problemi registrati – spiega Melgari - sono drammaticamente quelli di sempre: persone impossibilitate a spostarsi nei luoghi in cui la documentazione viene rilasciata e convalidata, problemi di comprensione del contenuto della documentazione… "Si tratta di criticità assolutamente inevitabili quando si chiede ad un bacino così ampio di persone sparse per il mondo di presentare una documentazione, scontrandosi con legislazioni e modulistiche disparate tra di loro. Gli stessi problemi che riguardano sia i destinatari della richiesta di documentazione che gli uffici di patronato che vengono letteralmente presi d’assalto dai nostri connazionali”, afferma il sindacalista dello SPI.

“I problemi maggiori sono attualmente sofferti da coloro che devono attestare l’esistenza in vita, compresi i funzionari pubblici, in quella che è l’accezione europea che si da a questo termine.

Quanto al Sud America, l'area geopolitica che mostra, in genere maggiori complessità, Melgari esemplifica una delle tante difficoltà che sono emerse nell'occasione della certificazione dell'esistenza in vita, nonostante l'impegno dei promotori: "trovare una casa di riposo pubblica o un ospedale pubblico, il cui direttore certifichi l'esistenza in vita dell'anziano pensionato italiano, non è così semplice. La poca sanità che c’è è privata: di conseguenza una delle richieste che abbiamo inoltrato ai dirigenti della City è quella che, a certificare l’esistenza in vita nelle case di riposo, non fossero solo gli addetti pubblici, ma anche gli addetti privati. Un’esigenza che non era prevista e che noi non possiamo risolvere in prima persona, dal momento che l’Inps non ha acconsentito che ci fosse una certificazione dei patronati. Contiamo, dunque, sul fatto che si riconoscano figure analoghe ai certificatori di altri Paesi che non obblighino i pensionati a fare centinaia di chilometri per arrivare al Consolato più vicino”.....

In buona sostanza, stanno emergendo una serie di difficoltà nuove, rispetto a quelle che avevamo affrontate, che speriamo vengano risolte entro il 1° febbraio 2012”.  (ITL/ITNET)

- guarda l'intervista

(19.12.2011)

 

Esistenza in vita: "In ogni area geo-politica problemi diversi e questioni mai risolte..."


a colloquio con Livio Melgari, Spi - Cgil nazionale

"Ogni volta che arriva da parte dell’Inps la richiesta di documentazione scatta da parte del pensionato un certo livello di ansia, dal momento che il contenuto della documentazione non è sempre semplice e facilmente comprensibile”. Lo sottolinea ad ItaliaLavoroTv/Italiannetwork Livio Melgari del Dipartimento Internazionale dello Spi Cgil.

“I problemi registrati – spiega Melgari - sono drammaticamente quelli di sempre: persone impossibilitate a spostarsi nei luoghi in cui la documentazione viene rilasciata e convalidata, problemi di comprensione del contenuto della documentazione… "Si tratta di criticità assolutamente inevitabili quando si chiede ad un bacino così ampio di persone sparse per il mondo di presentare una documentazione, scontrandosi con legislazioni e modulistiche disparate tra di loro. Gli stessi problemi che riguardano sia i destinatari della richiesta di documentazione che gli uffici di patronato che vengono letteralmente presi d’assalto dai nostri connazionali”, afferma il sindacalista dello SPI.

“I problemi maggiori sono attualmente sofferti da coloro che devono attestare l’esistenza in vita, compresi i funzionari pubblici, in quella che è l’accezione europea che si da a questo termine.

Quanto al Sud America, l'area geopolitica che mostra, in genere maggiori complessità, Melgari esemplifica una delle tante difficoltà che sono emerse nell'occasione della certificazione dell'esistenza in vita, nonostante l'impegno dei promotori: "trovare una casa di riposo pubblica o un ospedale pubblico, il cui direttore certifichi l'esistenza in vita dell'anziano pensionato italiano, non è così semplice. La poca sanità che c’è è privata: di conseguenza una delle richieste che abbiamo inoltrato ai dirigenti della City è quella che, a certificare l’esistenza in vita nelle case di riposo, non fossero solo gli addetti pubblici, ma anche gli addetti privati. Un’esigenza che non era prevista e che noi non possiamo risolvere in prima persona, dal momento che l’Inps non ha acconsentito che ci fosse una certificazione dei patronati. Contiamo, dunque, sul fatto che si riconoscano figure analoghe ai certificatori di altri Paesi che non obblighino i pensionati a fare centinaia di chilometri per arrivare al Consolato più vicino”.....

In buona sostanza, stanno emergendo una serie di difficoltà nuove, rispetto a quelle che avevamo affrontate, che speriamo vengano risolte entro il 1° febbraio 2012”.  (ITL/ITNET)

- guarda l'intervista

(19.12.2011)

 

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