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Pensionati italiani nel mondo

Manovra. La "patrimoniale" delle pensioni. Mobilitazione

In Italia e Ue c'è bisogno di più unità

di Ivan Pedretti, segretario nazionale Spi-Cgil

"L'ultimo decreto del Governo prevede un'intervento pesante nei confronti delle pensioni non certo alte - che vanno dai 930 euro ai 2000 euro - che vedranno penalizzata la perequazione che gli spettava, per cui non avranno l'aumento rispetto all'inflazione. A ciò si aggiunge l'aumento dell'Iva, che interverrà successivamente sui prezzi, per cui aggraverà la situazione inducendo a non consumare milioni di persone. Inoltre per chi possiede la prima casa ci sarà con l'incremento degli estimi catastali un'ulteriore tassazione. Mentre non c'è nulla di significativo e di pesante sulle rendite finanziarie, sui grandi patrimoni, l'evasione fiscale". riassume in poche parole Ivan Pedretti, Segretario nazionale dello Spi Cgil la situazione economico-finanziaria del Paese alla luce dell'ultimo decreto, giunge chiara nella sua dinamicità e pesante incisività sulla condizione socio-economica di milioni di italiani stamane.

Una manovra - che si aggiunge alle altre, non dimentichiamo, che va a pescare ancora una volta su classi di reddito già provate, per cui - afferma il sindacalista dello Spi "sostanizlamente è una manovra che sembra essere la patrimoniale delle pensioni, diversamente da quanto ci si aspettava." Ma aggiunge "Combatteremo fino all'ultimo per vedere di modificare questo decreto in Parlamento nel rapporto con le forze politiche".

Ma non è finita: "c'è l'altro aspetto delle pensioni di anzianità, fa presente Ivan Pedretti, che vede colpiti quei lavoratori che hanno iniziato da giovani a lavorare e che magari fanno i lavori più faticosi ed hanno 42 anni di contributi ma non avendo l'età di 62/63 anni verrebbero penalizzati ogni anno del 2% Per cui se un lavoratore, che ha iniziato a 17 anni ed ha 59 anni di età gli mancano 3 anni per arrivare ai 62 anni di età, viene penalizzato. Ebbene ci pare davvero abbastanza iniquo."

Di qui la mobilitazione dello SPI "per contrastare l'attuazione del decreto. Speriamo di ottenere qualche risultato" aggiunge Pedretti. Oggi, le prefetture sono presidiate da lavoratori e pensionati. Ed è stato indetto uno sciopero di 4 ore per il 12 dicembre. Un presidio è davanti al Parlamento."

Quanto alle misure per lo sviluppo del Paese, qual'è l'opinione dello SPI ?

"Per lo sviluppo c'è davvero poco - afferma Pedretti - soprattutto per le nuove generazioni, per chi lavora in una situazione precaria, saltuaria, discontinua. Se non si mette mano ad ammortizzatori sociali innovativi sarà pesante per le nuove generazioni. Oltretutto noi pensiamo sia sbagliato dividere le nuove generazioni da vecchi e anziani. Il sistema previdenziale ed anche il Paese regge se si sta insieme e si sviluppa. Diversamente è un peso per tutti. Per cui costruiremo proposte che salvaguardino sia le nuove generazioni che quelle anziane. Non c’è altra via rispetto all’unità e tentare di dividere è un danno per l'intero Paese".

Gli effetti si faranno sentire anche sugli italiani all'estero....La riforma incide pesantemente sugli italiani all’estero. Si parla di minimo vent’anni di contribuzione in Italia. Dieci anni di più rispetto all’attuale legislazione che ne prevede dieci per un pro rata di pensione italiana all’estero… "Con un' età di 53 anni e solo per chi avrebbe diritto ad una pensione di 2,8 superiore alla pensione sociale potrà ottenerlo. Il che è impossibile" afferma recisamente il sindacalista della Cgil.

Ritiene ci possano essere delle vie di uscita, pur lasciando integro il risultato da presentare all'Europa ?
"Non le so dire - afferma il Segretario nazionale dello Spi con delega alla Previdenza - ma mi pare che il Governo intenda proseguire sulla sua strada. Confidiamo, però, in un atteggiamento più responsabile da parte del Parlamento, spostando gli interventi di taglio sui redditi più alti e non su quelli più bassi."

Il dibattito si è allargato sul fronte europeo con le rappresentanze dei sindacati, come la Ces, la Ferpa. "Si ma le devo anche sottolineare che stiamo cercando di sviluppare il dibattito sul piano europeo per riportare alla luce una Europa più vicina ai cittadini, meno piegata al sistema finanziario-bancario e più affidata a nuove regole democratiche da parte dei cittadini. Un nuovo governo europeo in grado di ascoltare politicamente i cittadini. "

L’esperienza della Grecia insegna qualcosa ? "Siccome pensiamo che l’Italia sia un Paese più solido e a più forte vivacità politica, pensiamo di non vivere una situazione identica. Però bisogna mettere insieme Grecia ed , ormai, Italia, Germania, Francia…perché la dinamica delle strumentalizzazioni finanziarie è altissima e ritengo che sia necessario mettere in campo nuove regole per il varo di nuovi sistemi finanziari a carattere mondiale. Diversamente, la speculazione finanziaria sarà sempre in agguato per colpire questo o quel Paese. Per cui c’è bisogno di più unità, di più politica e di più regole e controllo delle strutture degli Stati nei confronti del sistema finanziario."conclude il sindacalista dello Spi.

(07/11/2011-ITL/ITNET)


 

Pensionati italiani nel mondo

Manovra. La "patrimoniale" delle pensioni. Mobilitazione

In Italia e Ue c'è bisogno di più unità

di Ivan Pedretti, segretario nazionale Spi-Cgil

"L'ultimo decreto del Governo prevede un'intervento pesante nei confronti delle pensioni non certo alte - che vanno dai 930 euro ai 2000 euro - che vedranno penalizzata la perequazione che gli spettava, per cui non avranno l'aumento rispetto all'inflazione. A ciò si aggiunge l'aumento dell'Iva, che interverrà successivamente sui prezzi, per cui aggraverà la situazione inducendo a non consumare milioni di persone. Inoltre per chi possiede la prima casa ci sarà con l'incremento degli estimi catastali un'ulteriore tassazione. Mentre non c'è nulla di significativo e di pesante sulle rendite finanziarie, sui grandi patrimoni, l'evasione fiscale". riassume in poche parole Ivan Pedretti, Segretario nazionale dello Spi Cgil la situazione economico-finanziaria del Paese alla luce dell'ultimo decreto, giunge chiara nella sua dinamicità e pesante incisività sulla condizione socio-economica di milioni di italiani stamane.

Una manovra - che si aggiunge alle altre, non dimentichiamo, che va a pescare ancora una volta su classi di reddito già provate, per cui - afferma il sindacalista dello Spi "sostanizlamente è una manovra che sembra essere la patrimoniale delle pensioni, diversamente da quanto ci si aspettava." Ma aggiunge "Combatteremo fino all'ultimo per vedere di modificare questo decreto in Parlamento nel rapporto con le forze politiche".

Ma non è finita: "c'è l'altro aspetto delle pensioni di anzianità, fa presente Ivan Pedretti, che vede colpiti quei lavoratori che hanno iniziato da giovani a lavorare e che magari fanno i lavori più faticosi ed hanno 42 anni di contributi ma non avendo l'età di 62/63 anni verrebbero penalizzati ogni anno del 2% Per cui se un lavoratore, che ha iniziato a 17 anni ed ha 59 anni di età gli mancano 3 anni per arrivare ai 62 anni di età, viene penalizzato. Ebbene ci pare davvero abbastanza iniquo."

Di qui la mobilitazione dello SPI "per contrastare l'attuazione del decreto. Speriamo di ottenere qualche risultato" aggiunge Pedretti. Oggi, le prefetture sono presidiate da lavoratori e pensionati. Ed è stato indetto uno sciopero di 4 ore per il 12 dicembre. Un presidio è davanti al Parlamento."

Quanto alle misure per lo sviluppo del Paese, qual'è l'opinione dello SPI ?

"Per lo sviluppo c'è davvero poco - afferma Pedretti - soprattutto per le nuove generazioni, per chi lavora in una situazione precaria, saltuaria, discontinua. Se non si mette mano ad ammortizzatori sociali innovativi sarà pesante per le nuove generazioni. Oltretutto noi pensiamo sia sbagliato dividere le nuove generazioni da vecchi e anziani. Il sistema previdenziale ed anche il Paese regge se si sta insieme e si sviluppa. Diversamente è un peso per tutti. Per cui costruiremo proposte che salvaguardino sia le nuove generazioni che quelle anziane. Non c’è altra via rispetto all’unità e tentare di dividere è un danno per l'intero Paese".

Gli effetti si faranno sentire anche sugli italiani all'estero....La riforma incide pesantemente sugli italiani all’estero. Si parla di minimo vent’anni di contribuzione in Italia. Dieci anni di più rispetto all’attuale legislazione che ne prevede dieci per un pro rata di pensione italiana all’estero… "Con un' età di 53 anni e solo per chi avrebbe diritto ad una pensione di 2,8 superiore alla pensione sociale potrà ottenerlo. Il che è impossibile" afferma recisamente il sindacalista della Cgil.

Ritiene ci possano essere delle vie di uscita, pur lasciando integro il risultato da presentare all'Europa ?
"Non le so dire - afferma il Segretario nazionale dello Spi con delega alla Previdenza - ma mi pare che il Governo intenda proseguire sulla sua strada. Confidiamo, però, in un atteggiamento più responsabile da parte del Parlamento, spostando gli interventi di taglio sui redditi più alti e non su quelli più bassi."

Il dibattito si è allargato sul fronte europeo con le rappresentanze dei sindacati, come la Ces, la Ferpa. "Si ma le devo anche sottolineare che stiamo cercando di sviluppare il dibattito sul piano europeo per riportare alla luce una Europa più vicina ai cittadini, meno piegata al sistema finanziario-bancario e più affidata a nuove regole democratiche da parte dei cittadini. Un nuovo governo europeo in grado di ascoltare politicamente i cittadini. "

L’esperienza della Grecia insegna qualcosa ? "Siccome pensiamo che l’Italia sia un Paese più solido e a più forte vivacità politica, pensiamo di non vivere una situazione identica. Però bisogna mettere insieme Grecia ed , ormai, Italia, Germania, Francia…perché la dinamica delle strumentalizzazioni finanziarie è altissima e ritengo che sia necessario mettere in campo nuove regole per il varo di nuovi sistemi finanziari a carattere mondiale. Diversamente, la speculazione finanziaria sarà sempre in agguato per colpire questo o quel Paese. Per cui c’è bisogno di più unità, di più politica e di più regole e controllo delle strutture degli Stati nei confronti del sistema finanziario."conclude il sindacalista dello Spi.

(07/11/2011-ITL/ITNET)


 

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