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Libia: Cgil in piazza contro il massacro

Appuntamento a Roma, ore 16, davanti al Parlamento


La Cgil scenderà oggi in piazza in occasione della manifestazione promossa dall’appello: 'Pane, lavoro, democrazia, accoglienza' contro il massacro in Libia e invita tutte e tutti a partecipare. L'appuntamento è previsto per oggi 24 febbraio, alle ore 16, davanti al Parlamento.
“Un paese democratico come il nostro dovrebbe dire con chiarezza, come la Cgil e il sindacato internazionale denunciano da giorni, che in Libia è in corso un genocidio e che continuano ad essere perpetrati crimini contro l’umanità”. A dichiararlo è la Cgil nazionale, che aggiunge “il governo italiano, dovrebbe esigere che si smetta di sparare sulla folla e che il dittatore se ne vada. Non può esserci equidistanza di fronte ad una situazione di 'guerra civile', perché non ci troviamo in presenza di un conflitto interno alla popolazione, in Libia il regime bombarda le masse nelle piazze e usa le armi contro la popolazione”.
Nell'appello 'Pane, lavoro, democrazia, accoglienza' i cui primi firmatari sono Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Igiaba Scego, Cristina Comencini, si legge “non possiamo restare in silenzio, mentre il Governo italiano tace, preoccupato solo di impedire l'arrivo di migranti sulle nostre coste”, per questo, invita a scendere in piazza oggi per “chiedere la fine della repressione in Libia e in tutti gli altri paesi coinvolti dalla 'rivolta dei gelsomini', dallo Yemen al Bahrein fino alla lontana Cina”, inoltre è necessario “unire le nostre voci” per sostenere "i processi democratici in Tunisia e in Egitto e lo smantellamento dei vecchi regimi”. “Ai morti nelle piazze si stanno aggiungendo in questi giorni ancora tanti, troppi morti in mare”, per questo conclude l'appello “è arrivato il momento di dire basta!”.
Testimoni riferiscono di un nuovo attacco contro la città a 30 chilometri dalla capitale. "E' in corso un massacro". Alitalia sospende i voli: "Troppo caos". Obama chiede che venga posta fine alla "violenza mostruosa". La repressione in corso "viola le leggi internazionali" ed è contraria ai diritti umani, che "non sono negoziabili", ha aggiunto il presidente Usa. Domani nuovo manifestazione a Tripoli annunciata via sms. La Russa: "Le nostre navi in mare pronte per evacuare cittadini italiani"
 

(24/02/2011)

Libia: Cgil in piazza contro il massacro

Appuntamento a Roma, ore 16, davanti al Parlamento


La Cgil scenderà oggi in piazza in occasione della manifestazione promossa dall’appello: 'Pane, lavoro, democrazia, accoglienza' contro il massacro in Libia e invita tutte e tutti a partecipare. L'appuntamento è previsto per oggi 24 febbraio, alle ore 16, davanti al Parlamento.
“Un paese democratico come il nostro dovrebbe dire con chiarezza, come la Cgil e il sindacato internazionale denunciano da giorni, che in Libia è in corso un genocidio e che continuano ad essere perpetrati crimini contro l’umanità”. A dichiararlo è la Cgil nazionale, che aggiunge “il governo italiano, dovrebbe esigere che si smetta di sparare sulla folla e che il dittatore se ne vada. Non può esserci equidistanza di fronte ad una situazione di 'guerra civile', perché non ci troviamo in presenza di un conflitto interno alla popolazione, in Libia il regime bombarda le masse nelle piazze e usa le armi contro la popolazione”.
Nell'appello 'Pane, lavoro, democrazia, accoglienza' i cui primi firmatari sono Andrea Camilleri, Luigi Ciotti, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia, Igiaba Scego, Cristina Comencini, si legge “non possiamo restare in silenzio, mentre il Governo italiano tace, preoccupato solo di impedire l'arrivo di migranti sulle nostre coste”, per questo, invita a scendere in piazza oggi per “chiedere la fine della repressione in Libia e in tutti gli altri paesi coinvolti dalla 'rivolta dei gelsomini', dallo Yemen al Bahrein fino alla lontana Cina”, inoltre è necessario “unire le nostre voci” per sostenere "i processi democratici in Tunisia e in Egitto e lo smantellamento dei vecchi regimi”. “Ai morti nelle piazze si stanno aggiungendo in questi giorni ancora tanti, troppi morti in mare”, per questo conclude l'appello “è arrivato il momento di dire basta!”.
Testimoni riferiscono di un nuovo attacco contro la città a 30 chilometri dalla capitale. "E' in corso un massacro". Alitalia sospende i voli: "Troppo caos". Obama chiede che venga posta fine alla "violenza mostruosa". La repressione in corso "viola le leggi internazionali" ed è contraria ai diritti umani, che "non sono negoziabili", ha aggiunto il presidente Usa. Domani nuovo manifestazione a Tripoli annunciata via sms. La Russa: "Le nostre navi in mare pronte per evacuare cittadini italiani"
 

(24/02/2011)

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