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Le ragioni della protesta

Gli anziani in Europa
In Europa e nell’Occidente più in generale, nel XX° secolo, si verifica un fenomeno sociale senza precedenti: l’invecchiamento di massa di un’intera generazione nata tra due guerre mondiali.

L’aspettativa della vita media si è allungata e la generazione di pensionati che si affaccia alla ribalta del nuovo millennio è un “ever green” che impone un ripensamento generale della società e dei suoi sistemi di welfare.
I Governi europei, diversamente ispirati, intervengono sui sistemi previdenziali e assistenziali, in parte per adeguarli al cambiamento sociale, più in generale per riprendersi risorse che vengono considerate eccessive ed erogate per troppi anni agli ex lavoratori.

La persona pensionata e anziana del nuovo secolo è ormai un “nuovo soggetto sociale ed economico”, profondi mutamenti sono intervenuti nella stessa lettura culturale della vecchiaia: l’età amministrativa per essere considerati anziani viene sempre più spostata in avanti verso i 65 anni, mentre la vecchiaia è sempre più considerata tale solo all’insorgere di una non autosufficienza significativa.

Mentre l’Europa e l’Occidente, pur con molte timidezze (Parlamento dei seniors, Conferenza Onu di Madrid, Libro Verde, ecc.) cominciano a porsi il problema, il fenomeno dell’invecchiamento sociale che ormai caratterizza tutti i paesi europei viene sostanzialmente ignorato dalla Confederazione Europea dei Sindacati.

In questo contesto, lo Spi-Cgil ha costantemente promosso la sua azione con la Cgil e dentro la Ferpa, per un’assunzione del tema dell’invecchiamento sociale come punto dirimente di una realtà e di una conseguente proposta politica che non possono essere né rinviati né demandati ad altre forme di associazionismo degli anziani, pur proliferanti in tutta Europa.

1) Garanzia dei diritti fondamentali e tutela delle persone anziane e non autosufficienti.

2) Un’attenzione particolare alle donne anziane e sole, molte delle quali in povertà o a rischio povertà in tutti i Paesi dell’Unione.

3) Riconoscimento della Ferpa come interlocutore reale in rappresentanza delle persone pensionate e anziane, da parte della Ces come delle Istituzioni.

(19.04.2011)
 

 

Le ragioni della protesta

Gli anziani in Europa
In Europa e nell’Occidente più in generale, nel XX° secolo, si verifica un fenomeno sociale senza precedenti: l’invecchiamento di massa di un’intera generazione nata tra due guerre mondiali.

L’aspettativa della vita media si è allungata e la generazione di pensionati che si affaccia alla ribalta del nuovo millennio è un “ever green” che impone un ripensamento generale della società e dei suoi sistemi di welfare.
I Governi europei, diversamente ispirati, intervengono sui sistemi previdenziali e assistenziali, in parte per adeguarli al cambiamento sociale, più in generale per riprendersi risorse che vengono considerate eccessive ed erogate per troppi anni agli ex lavoratori.

La persona pensionata e anziana del nuovo secolo è ormai un “nuovo soggetto sociale ed economico”, profondi mutamenti sono intervenuti nella stessa lettura culturale della vecchiaia: l’età amministrativa per essere considerati anziani viene sempre più spostata in avanti verso i 65 anni, mentre la vecchiaia è sempre più considerata tale solo all’insorgere di una non autosufficienza significativa.

Mentre l’Europa e l’Occidente, pur con molte timidezze (Parlamento dei seniors, Conferenza Onu di Madrid, Libro Verde, ecc.) cominciano a porsi il problema, il fenomeno dell’invecchiamento sociale che ormai caratterizza tutti i paesi europei viene sostanzialmente ignorato dalla Confederazione Europea dei Sindacati.

In questo contesto, lo Spi-Cgil ha costantemente promosso la sua azione con la Cgil e dentro la Ferpa, per un’assunzione del tema dell’invecchiamento sociale come punto dirimente di una realtà e di una conseguente proposta politica che non possono essere né rinviati né demandati ad altre forme di associazionismo degli anziani, pur proliferanti in tutta Europa.

1) Garanzia dei diritti fondamentali e tutela delle persone anziane e non autosufficienti.

2) Un’attenzione particolare alle donne anziane e sole, molte delle quali in povertà o a rischio povertà in tutti i Paesi dell’Unione.

3) Riconoscimento della Ferpa come interlocutore reale in rappresentanza delle persone pensionate e anziane, da parte della Ces come delle Istituzioni.

(19.04.2011)
 

 

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