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Lo Spi in Europa e nel mondo Dentro i processi che segnano l’evoluzione della politica internazionale, la centralità dell’Europa e l’azione del suo sindacalismo sono considerate dallo Spi-Cgil parte integrante della propria attività.
La sempre maggior interdipendenza economica tra Paesi e aree del mondo, la crescita delle società civile anche nelle regioni più povere ancora impegnate nella drammatica sfida di lasciarsi alle spalle il loro medio evo, il diffuso processo di invecchiamento di massa e l’affermarsi di pari opportunità di genere, sono temi centrali per un Sindacato di persone pensionate e anziane che, nell’ambito dell’azione confederale della Cgil, sviluppa le sue politiche con particolare attenzione alle aree dell’invecchiamento sociale più fragili ed emarginate.
Lo Spi-Cgil è quindi impegnato in prima persona per un forte rilancio del ruolo e dell’azione della Ferpa per un sindacalismo europeo autorevole e unitario, in grado di far sentire tutto il peso della propria storia e tradizione democratica, contro le intolleranze, il razzismo, le violenze e le guerre. Nel resto del Mondo lo Spi-Cgil sviluppa e consolida i propri rapporti collaborando con i Sindacati che condividono gli obbiettivi e i valori della Cgil, spesso veicolati dalla presenza storica della nostra emigrazione.
C’è un’altra Italia all’estero. Sono milioni i cittadini italiani che vivono oltre confine e decine di milioni i discendenti dei nostri emigranti. Una collettività italiana allargata di più di 60 milioni di persone che fanno del nostro un Paese unico nel panorama mondiale. Queste, indicativamente, le principali presenze di persone di origine italiana oltreoceano. 800.000 in Australia; 1.300.000 in Uruguay; 15.000.000 in Argentina; 31.000.000 in Brasile; 15.700.000 negli Stati Uniti.
Non bisogna infine dimenticare che queste prime generazioni di emigrati hanno creato e animato oltre 7.000 associazioni italiane all’estero, che oggi contano 2 milioni e 200 mila soci. In Europa i Paesi a maggior presenza italiana sono la Germania, con 533.237 presenze (uno ogni sei italiani all’estero risiede in quel paese) e la Svizzera, con 459.479 residenti e 68.000 frontalieri.
La condizione economica dei nostri connazionali diventati anziani all’estero è in genere non soddisfacente, con punte di vera e propria gravità in diversi paesi di emigrazione e in particolare in America Latina. La condizione di povertà economica è inoltre spesso accompagnata dalla mancanza di assistenza sanitaria.
(19.04.2011)