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Perché ognuno abbia diritto a non perdere la speranza, qualunque cosa accada

La Carta europea per i diritti della persona non autosufficiente

Mesi di discussione e alla fine la sintesi in 12 punti, quante sono le stelle della bandiera dell’Unione, a conclusione di una lunga ricerca che ha impegnato studiosi, geriatri, personale sanitario e famiglie.
Approvata all’unanimità dall’Esecutivo della Ferpa del 10 febbraio scorso, la “Carta europea dei diritti della persona fragile e non autosufficiente”, è stata salutata da Ralf Jacob, direttore dell'Unità di Analisi Sociale e Demografica della Commissione Europea come: “Un importante lavoro, una check-list su cui misurare il rispetto dei diritti delle persone disabili in tutta Europa”.

Basta del resto un’occhiata ai 27 Paesi che oggi compongono l’Unione per rendersi conto della loro diversità, delle sostanziali differenze nell’erogazione dei servizi e delle risorse impegnate per questo problema. Ma se la storia, la cultura, le condizioni socio-economiche sono diverse, comunque universale è il fenomeno dell’invecchiamento sociale, dell’insorgere della non autosufficienza in età avanzata, diventata ovunque un vera emergenza.

La Ferpa, con la Carta, pone così l’attenzione sui problemi e le difficoltà, non solo fisiche, che devono affrontare quotidianamente le persone in condizioni di dipendenza, partendo dal loro punto di vista, da quel diritto inalienabile che è l’autodeterminazione della propria vita, perché in ogni momento dell’esistenza ogni persona sia considerata tale.
La Carta viene quindi posta all’attenzione della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee, puntando ad aumentare il livello di protezione dei cittadini nei differenti contesti nazionali e favorire l’armonizzazione dei sistemi socio-sanitari.

Ciò è della massima importanza, specialmente in relazione alla libertà di circolazione all’interno dell’Unione e al processo, sempre più stretto, di integrazione dei popoli e dei cittadini europei.
Renata Bagatin, Segretaria del Dipartimento Internazionale dello Spi-Cgil che ha contribuito a questo progetto, ha dichiarato: “I principi e l’umanità insiti nella Carta saranno la solida base valoriale sulla quale la Ferpa, al suo Congresso di aprile, promuoverà una legge europea di iniziativa popolare sulla non autosufficienza, perché vogliamo accompagnare i diritti di questi cittadini e delle loro famiglie con normative che impegnino concretamente tutti i Paesi dell’Unione.”

Livio Melgari 

(02.03.2011)

 

 


 

 

Perché ognuno abbia diritto a non perdere la speranza, qualunque cosa accada

La Carta europea per i diritti della persona non autosufficiente

Mesi di discussione e alla fine la sintesi in 12 punti, quante sono le stelle della bandiera dell’Unione, a conclusione di una lunga ricerca che ha impegnato studiosi, geriatri, personale sanitario e famiglie.
Approvata all’unanimità dall’Esecutivo della Ferpa del 10 febbraio scorso, la “Carta europea dei diritti della persona fragile e non autosufficiente”, è stata salutata da Ralf Jacob, direttore dell'Unità di Analisi Sociale e Demografica della Commissione Europea come: “Un importante lavoro, una check-list su cui misurare il rispetto dei diritti delle persone disabili in tutta Europa”.

Basta del resto un’occhiata ai 27 Paesi che oggi compongono l’Unione per rendersi conto della loro diversità, delle sostanziali differenze nell’erogazione dei servizi e delle risorse impegnate per questo problema. Ma se la storia, la cultura, le condizioni socio-economiche sono diverse, comunque universale è il fenomeno dell’invecchiamento sociale, dell’insorgere della non autosufficienza in età avanzata, diventata ovunque un vera emergenza.

La Ferpa, con la Carta, pone così l’attenzione sui problemi e le difficoltà, non solo fisiche, che devono affrontare quotidianamente le persone in condizioni di dipendenza, partendo dal loro punto di vista, da quel diritto inalienabile che è l’autodeterminazione della propria vita, perché in ogni momento dell’esistenza ogni persona sia considerata tale.
La Carta viene quindi posta all’attenzione della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee, puntando ad aumentare il livello di protezione dei cittadini nei differenti contesti nazionali e favorire l’armonizzazione dei sistemi socio-sanitari.

Ciò è della massima importanza, specialmente in relazione alla libertà di circolazione all’interno dell’Unione e al processo, sempre più stretto, di integrazione dei popoli e dei cittadini europei.
Renata Bagatin, Segretaria del Dipartimento Internazionale dello Spi-Cgil che ha contribuito a questo progetto, ha dichiarato: “I principi e l’umanità insiti nella Carta saranno la solida base valoriale sulla quale la Ferpa, al suo Congresso di aprile, promuoverà una legge europea di iniziativa popolare sulla non autosufficienza, perché vogliamo accompagnare i diritti di questi cittadini e delle loro famiglie con normative che impegnino concretamente tutti i Paesi dell’Unione.”

Livio Melgari 

(02.03.2011)

 

 


 

 

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