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Dal 6 all’8 aprile a Venezia si celebra il VI congresso della Ferpa

Obiettivo: un milione di firme per una legge europea sulla non autosufficienza

Dal 6 all’8 aprile a Venezia si celebra il congresso della Ferpa, la Federazione dei sindacati dei Pensionati ed anziani in Europa che conta 9 milioni di affiliati. Temi del congresso: iniziative per il 2012, anno internazionale dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale; il “libro verde” sulle pensioni prodotto dall’Unione Europea; raccolta di un milione di firme, in almeno sette paesi europei, per una legge di iniziativa popolare a tutela delle persone non autosufficienti. 



All’appuntamento partecipano 180 delegati in rappresentanza di 39 sindacati attivi in venti paesi europei, quaranta invitati e tre osservatori (Bosnia Erzegovina, Serbia, Georgia) di sindacati in procinto di aderire alla Ferpa. “In occasione del precedente Congresso – ha affermato il Segretario generale della Ferpa Bruno Costantini – nessuno poteva prevedere lo scenario di grande crisi che abbiamo davanti e di cui soffrono e anche i pensionati, forse loro più di altri. Il problema è semplice, ai pensionati, oltre alla sicurezza, si dovrebbe garantire una protezione del potere d’acquisto. Una protezione che non c’è stata, salvo poche eccezioni, dal momento che nella maggior parte dei Paesi il tasso di copertura del costo della vita non viene rispettato”.



Quanto ai temi da affrontare nel corso del congresso, “al primo posto – aggiunge Costantini – mettiamo la difesa della dignità e della solidarietà per gli anziani e per i pensionati: due elementi troppo spesso messi in discussione. In secondo luogo, vogliamo approfittare di questo Congresso per lanciare un’iniziativa di legge d’iniziativa popolare europea sul tema della non autosufficienza, tra cui rientrano anche molti anziani.
Rivendichiamo, inoltre, un ruolo importante all’interno della Confederazione Europea dei Sindacati, perché fino a questo momento il sindacalismo dei pensionati non è stato applicato e riconosciuto in tutti i Paesi: noi pensiamo, invece, che con l’invecchiamento della popolazione, sia necessaria una rappresentanza più forte ed una voce unica in Europa". all'Assemblea del Congresso la propria candidatura con il placet dei sindacati italiani.

“I tempi dell’Europa del socialista Delors o del cattolico Prodi, che portarono al superamento dei confini interni e alla moneta unica, sono lontani – ricorda Renata Bagatin, responsabile per lo Spi Cgil delle politiche internazionali – il presente ci consegna un’Unione europea imbalsamata, con le sue istituzioni scarsamente influenti, in costante difficoltà nella gestione delle politiche economiche, incapace di giocare un ruolo nei conflitti internazionali e nella pacificazione del pianeta. Ma è comunque dall’Europa che l’Italia deve ripartire, perché la crisi non solo non è finita, ma durerà ancora a lungo. Per far fronte a una crisi internazionale, oltretutto, non bastano risposte locali, sono necessarie strategie che coinvolgano più Stati in grado di guardare oltre il contingente”.

“Non possiamo più ignorare che oggi buona parte della legislazione nazionale è orientata o è ispirata dall’Unione europea – ricorda Bagatin –. Né possiamo far finta di niente quando l’Unione europea prepara, come sta facendo, un pacchetto di direttive economiche che, se diventassero operative, limerebbero drasticamente diritti, conquiste e tutele di lavoratori attivi e in pensione, al punto che la stessa moderata Confederazione europea dei sindacati (Ces) sta pensando di alzare le barricate”.
Abbiamo perciò sempre più bisogno – continua il segretario nazionale Spi – di un forte movimento sindacale europeo, di un sindacato che sappia autorevolmente difendere i diritti dei lavoratori attivi e in pensione di tutta Europa. Stiamo parlando di come costruire un sindacato europeo dei pensionati, come dare forza e rappresentanza alla Ferpa (Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane), come affermare nella Ces l’idea che non ci sono lavoratori e pensionati, ma semplicemente lavoratori attivi e lavoratori in pensione.

Dopo il congresso della ferpa, a maggio ad Atene si terrà quello della Ces (Confederazione europea dei sindacati). Oggi la Ferpa, della quale lo Spi è il sindacato numericamente più importante, è di fronte a un passaggio strategico. Stiamo lavorando con Fnp e Uilp per una Ferpa che stia dentro la discussione sulle politiche previdenziali poste all’ordine del giorno dal “Libro verde sui sistemi pensionistici in Europa” promosso dall’Unione europea e per una proposta di legge di iniziativa popolare europea sulla non autosufficienza, che richiederà la raccolta di almeno un milione di firme in almeno sette paesi dell’Unione, per dare risposta a quella che è ormai un’emergenza universale. Una sfida di ampio respiro, sulla quale vogliamo incontrare anche i sindacati del Nord Europa, sindacati diversi da noi ma con i quali contiamo di poter lavorare”.

- Welfare: Camusso, pensione anziani è ultimo ammortizzatore sociale

- scheda Ferpa

(05.04.2011)

Dal 6 all’8 aprile a Venezia si celebra il VI congresso della Ferpa

Obiettivo: un milione di firme per una legge europea sulla non autosufficienza

Dal 6 all’8 aprile a Venezia si celebra il congresso della Ferpa, la Federazione dei sindacati dei Pensionati ed anziani in Europa che conta 9 milioni di affiliati. Temi del congresso: iniziative per il 2012, anno internazionale dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale; il “libro verde” sulle pensioni prodotto dall’Unione Europea; raccolta di un milione di firme, in almeno sette paesi europei, per una legge di iniziativa popolare a tutela delle persone non autosufficienti. 



All’appuntamento partecipano 180 delegati in rappresentanza di 39 sindacati attivi in venti paesi europei, quaranta invitati e tre osservatori (Bosnia Erzegovina, Serbia, Georgia) di sindacati in procinto di aderire alla Ferpa. “In occasione del precedente Congresso – ha affermato il Segretario generale della Ferpa Bruno Costantini – nessuno poteva prevedere lo scenario di grande crisi che abbiamo davanti e di cui soffrono e anche i pensionati, forse loro più di altri. Il problema è semplice, ai pensionati, oltre alla sicurezza, si dovrebbe garantire una protezione del potere d’acquisto. Una protezione che non c’è stata, salvo poche eccezioni, dal momento che nella maggior parte dei Paesi il tasso di copertura del costo della vita non viene rispettato”.



Quanto ai temi da affrontare nel corso del congresso, “al primo posto – aggiunge Costantini – mettiamo la difesa della dignità e della solidarietà per gli anziani e per i pensionati: due elementi troppo spesso messi in discussione. In secondo luogo, vogliamo approfittare di questo Congresso per lanciare un’iniziativa di legge d’iniziativa popolare europea sul tema della non autosufficienza, tra cui rientrano anche molti anziani.
Rivendichiamo, inoltre, un ruolo importante all’interno della Confederazione Europea dei Sindacati, perché fino a questo momento il sindacalismo dei pensionati non è stato applicato e riconosciuto in tutti i Paesi: noi pensiamo, invece, che con l’invecchiamento della popolazione, sia necessaria una rappresentanza più forte ed una voce unica in Europa". all'Assemblea del Congresso la propria candidatura con il placet dei sindacati italiani.

“I tempi dell’Europa del socialista Delors o del cattolico Prodi, che portarono al superamento dei confini interni e alla moneta unica, sono lontani – ricorda Renata Bagatin, responsabile per lo Spi Cgil delle politiche internazionali – il presente ci consegna un’Unione europea imbalsamata, con le sue istituzioni scarsamente influenti, in costante difficoltà nella gestione delle politiche economiche, incapace di giocare un ruolo nei conflitti internazionali e nella pacificazione del pianeta. Ma è comunque dall’Europa che l’Italia deve ripartire, perché la crisi non solo non è finita, ma durerà ancora a lungo. Per far fronte a una crisi internazionale, oltretutto, non bastano risposte locali, sono necessarie strategie che coinvolgano più Stati in grado di guardare oltre il contingente”.

“Non possiamo più ignorare che oggi buona parte della legislazione nazionale è orientata o è ispirata dall’Unione europea – ricorda Bagatin –. Né possiamo far finta di niente quando l’Unione europea prepara, come sta facendo, un pacchetto di direttive economiche che, se diventassero operative, limerebbero drasticamente diritti, conquiste e tutele di lavoratori attivi e in pensione, al punto che la stessa moderata Confederazione europea dei sindacati (Ces) sta pensando di alzare le barricate”.
Abbiamo perciò sempre più bisogno – continua il segretario nazionale Spi – di un forte movimento sindacale europeo, di un sindacato che sappia autorevolmente difendere i diritti dei lavoratori attivi e in pensione di tutta Europa. Stiamo parlando di come costruire un sindacato europeo dei pensionati, come dare forza e rappresentanza alla Ferpa (Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane), come affermare nella Ces l’idea che non ci sono lavoratori e pensionati, ma semplicemente lavoratori attivi e lavoratori in pensione.

Dopo il congresso della ferpa, a maggio ad Atene si terrà quello della Ces (Confederazione europea dei sindacati). Oggi la Ferpa, della quale lo Spi è il sindacato numericamente più importante, è di fronte a un passaggio strategico. Stiamo lavorando con Fnp e Uilp per una Ferpa che stia dentro la discussione sulle politiche previdenziali poste all’ordine del giorno dal “Libro verde sui sistemi pensionistici in Europa” promosso dall’Unione europea e per una proposta di legge di iniziativa popolare europea sulla non autosufficienza, che richiederà la raccolta di almeno un milione di firme in almeno sette paesi dell’Unione, per dare risposta a quella che è ormai un’emergenza universale. Una sfida di ampio respiro, sulla quale vogliamo incontrare anche i sindacati del Nord Europa, sindacati diversi da noi ma con i quali contiamo di poter lavorare”.

- Welfare: Camusso, pensione anziani è ultimo ammortizzatore sociale

- scheda Ferpa

(05.04.2011)

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