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16-19 maggio: 12° Congresso della Confederazione europea dei sindacati (Ces)

Lavoro e politiche sociali: la sfida dei sindacati all’Europa dei banchieri

La Confederazione europea dei sindacati (Ces) terrà ad Atene il suo 12° Congresso dal 16 maggio al prossimo 19 maggio con la partecipazione di oltre 1000 delegati delle 83 organizzazioni membri dell'organismo sindacale in rappresentanza di 36 paesi. Si tratta dell'evento più importante del movimento sindacale europeo.


Le decisioni che ne emergeranno avranno un impatto significativo sul futuro delle relazioni tra il mondo del lavoro e le politiche europee. Un congresso che si tiene in un momento difficile della costruzione europea, che deve configurare un "governo economico europeo", raccogliere la sfida della tutela sociale e l'autonomia delle parti sociali in Europa.

Il Congresso discuterà dunque la strategia dell'Unione per portare più avanti di quanto è stato fatto finora lo sviluppo politico, economico e sociale dei prossimi anni.

Ma nelle more di questo Congresso vi sono alcuni aspetti altrettanto importanti, soprattutto in materia di rappresentanza: il prossimo Segretario generale sarà una donna, Bernadette Segol. Farà parte di una nuova classe dirigente, che si propone di rinnovare questo importante organismo europeo di rappresentanza degli interessi dei lavoratori...e non solo in Europa. Alcuni di questi aspetti sono stati anticipati nel recente congresso della Ferpa a Venezia da Niemer Josef, che viene indicato come uno dei prossimi due vice segretari che affiancheranno nell'esecutivo il nuovo Segretario generale (vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?ln=it&id=852).

Il programma del congresso di Atene è molto denso. Dieci temi saranno discussi e approvati dai delegati. Sono i pilastri dell'iniziativa della Ces fino al prossimo congresso nel 2015: governance economica, occupazione e la regolamentazione finanziaria, modello sociale europeo per una maggiore uguaglianza e coesione sociale, sviluppo equo e giusto e mobilità sostenibile, salute e sicurezza, dialogo sociale a tutti i livelli e solidarietà di azione per una globalizzazione equa.
"Lascio la Ces in un momento in cui il sindacato europeo e l’Ue devono fronteggiare enormi sfide". È quanto scrive il segretario generale uscente della Confederazione europea dei sindacati, John Monks, nel suo ultimo editoriale della newsletter Etuc. "Malgrado le misure di salvataggio messe in campo da Ue e Fmi - scrive Monks - Irlanda, Portogallo e soprattutto Grecia vivono ancora un periodo di grande difficoltà". La cura dell’austerità, osserva Monks, "non funziona", perché "uccide la crescita e l'occupazione" di quei Paesi. Un momento, dunque, molto delicato, riconosce la Ces, perchè indebolisce la fiducia nell’euro. "E non manca - rileva Monks - chi addirittura preconizza la fine della moneta unica".

E oltre all'euro, osserva Monks, c'è anche un altro pilastro dell'Unione europea a essere messo in discussione: l'accordo di Schengen sulla libera circolazione. Come se non bastasse, aggiunge il segretario generale uscente della Ces, l'Europa deve fare i conti con l'ascesa dei partiti di estrema destra, euroscettici se non addirittura eurofobici: ultimo caso il successo elettorale dei True Finns in Finlandia.

Il risultato di questo forte rigurgito anticomunitario, sottolinea Monks, è quella cultura sempre più crescente che vede nello straniero "un capro espiatorio, un obiettivo da colpire". "Lascio la Ces - conclude Monks - mentre resta ancora molto da fare. Sono sicuro che Bernadette Segol sarà all’altezza delle sfide e farà della Ces un’organizzazione ancora più forte".

(fonte: Italian Network)

- Emendamento Spi, Fnp, Uilp al Congresso Ces

(09.05.2011)
 

16-19 maggio: 12° Congresso della Confederazione europea dei sindacati (Ces)

Lavoro e politiche sociali: la sfida dei sindacati all’Europa dei banchieri

La Confederazione europea dei sindacati (Ces) terrà ad Atene il suo 12° Congresso dal 16 maggio al prossimo 19 maggio con la partecipazione di oltre 1000 delegati delle 83 organizzazioni membri dell'organismo sindacale in rappresentanza di 36 paesi. Si tratta dell'evento più importante del movimento sindacale europeo.


Le decisioni che ne emergeranno avranno un impatto significativo sul futuro delle relazioni tra il mondo del lavoro e le politiche europee. Un congresso che si tiene in un momento difficile della costruzione europea, che deve configurare un "governo economico europeo", raccogliere la sfida della tutela sociale e l'autonomia delle parti sociali in Europa.

Il Congresso discuterà dunque la strategia dell'Unione per portare più avanti di quanto è stato fatto finora lo sviluppo politico, economico e sociale dei prossimi anni.

Ma nelle more di questo Congresso vi sono alcuni aspetti altrettanto importanti, soprattutto in materia di rappresentanza: il prossimo Segretario generale sarà una donna, Bernadette Segol. Farà parte di una nuova classe dirigente, che si propone di rinnovare questo importante organismo europeo di rappresentanza degli interessi dei lavoratori...e non solo in Europa. Alcuni di questi aspetti sono stati anticipati nel recente congresso della Ferpa a Venezia da Niemer Josef, che viene indicato come uno dei prossimi due vice segretari che affiancheranno nell'esecutivo il nuovo Segretario generale (vedi: http://www.italiannetwork.it/video.aspx?ln=it&id=852).

Il programma del congresso di Atene è molto denso. Dieci temi saranno discussi e approvati dai delegati. Sono i pilastri dell'iniziativa della Ces fino al prossimo congresso nel 2015: governance economica, occupazione e la regolamentazione finanziaria, modello sociale europeo per una maggiore uguaglianza e coesione sociale, sviluppo equo e giusto e mobilità sostenibile, salute e sicurezza, dialogo sociale a tutti i livelli e solidarietà di azione per una globalizzazione equa.
"Lascio la Ces in un momento in cui il sindacato europeo e l’Ue devono fronteggiare enormi sfide". È quanto scrive il segretario generale uscente della Confederazione europea dei sindacati, John Monks, nel suo ultimo editoriale della newsletter Etuc. "Malgrado le misure di salvataggio messe in campo da Ue e Fmi - scrive Monks - Irlanda, Portogallo e soprattutto Grecia vivono ancora un periodo di grande difficoltà". La cura dell’austerità, osserva Monks, "non funziona", perché "uccide la crescita e l'occupazione" di quei Paesi. Un momento, dunque, molto delicato, riconosce la Ces, perchè indebolisce la fiducia nell’euro. "E non manca - rileva Monks - chi addirittura preconizza la fine della moneta unica".

E oltre all'euro, osserva Monks, c'è anche un altro pilastro dell'Unione europea a essere messo in discussione: l'accordo di Schengen sulla libera circolazione. Come se non bastasse, aggiunge il segretario generale uscente della Ces, l'Europa deve fare i conti con l'ascesa dei partiti di estrema destra, euroscettici se non addirittura eurofobici: ultimo caso il successo elettorale dei True Finns in Finlandia.

Il risultato di questo forte rigurgito anticomunitario, sottolinea Monks, è quella cultura sempre più crescente che vede nello straniero "un capro espiatorio, un obiettivo da colpire". "Lascio la Ces - conclude Monks - mentre resta ancora molto da fare. Sono sicuro che Bernadette Segol sarà all’altezza delle sfide e farà della Ces un’organizzazione ancora più forte".

(fonte: Italian Network)

- Emendamento Spi, Fnp, Uilp al Congresso Ces

(09.05.2011)
 

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