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Spi Veneto. Migranti italiani e migranti stranieri si raccontano

Storie diverse, uguali ragioni

A Rovigo, nell’ambito della festa regionale di “LiberEtà”, i pensionati della Cgil del Veneto hanno affrontato in una tavola rotonda uno dei temi più controversi degli ultimi anni. Per farlo hanno messo a confronto storie di migranti italiani e storie di migranti stranieri nel nostro paese. Diverse nella forma, ma simili nella sostanza, queste storie narrano di accoglienza, ospitalità e integrazione, ma anche di pregiudizi e discriminazione, di speranze e di progetti di vita, di lotte per la conquista dei diritti e per il riconoscimento della pari dignità.

Quando si parla di immigrazione, molto spesso l’Italia sembra aver cancellato un pezzo della propria memoria storica. Sembra, infatti, essersi dimenticata dei tempi in cui a partire con la valigia di cartone – e non soltanto dalle regioni del Sud ma anche da quelle del Nord-Est, nelle quali oggi soffia più forte il vento xenofobo – erano i nostri padri e nonni, in cerca non tanto di fortuna, quanto di un lavoro che permettesse loro di vivere. Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Germania, Svizzera, Belgio: sono solo alcuni dei paesi nei quali milioni di nostri connazionali hanno cercato di costruire un futuro negato loro in patria. Spesso malvisti, discriminati, privati dei propri diritti, accusati di essere criminali, vittime di pregiudizi e di ogni genere di violenza.

Un copione che oggi si ripete, in Italia, i cui protagonisti sono le migliaia di uomini, donne e bambini che scappano dalla miseria, dalle carestie e dalle guerre che infestano i loro paesi d’origine, e sbarcano sulle nostre coste sperando in una vita migliore. Una vita migliore che sempre più spesso risulta complicato costruire, visti i pregiudizi, le strumentalizzazioni politiche, l’intolleranza, la xenofobia, il razzismo che buona parte del nostro paese sta dimostrando nei confronti degli “immigrati extracomunitari” e che si concretizzano in leggi nazionali e provvedimenti amministrativi sempre più restrittivi che pongono ostacoli al processo di integrazione di queste persone.

Insomma, tolleranza e uguaglianza rischiano di perdere ogni giorno di più diritto di cittadinanza nel nostro paese.
E “Immigrazione ed eguaglianza” è stato il tema della tavola rotonda che si è svolta il 23 settembre a Rovigo nell’ambito della seconda festa regionale di “LiberEtà”, organizzata dallo Spi Cgil del Veneto. Un’occasione di incontro tra generazioni per parlare e confrontarsi su uno dei temi più controversi di questi ultimi anni, in una regione in cui a fronte di una massiccia presenza di immigrati stranieri si registra una forte resistenza, quando non intolleranza, nei loro confronti.

Si è trattato di un dialogo a più voci, nel corso del quale i racconti dei figli di immigrati italiani all’estero si sono intrecciati con le storie di immigrati e di figli di immigrati stranieri in Italia. Storie diverse nella forma, ma simili nella sostanza, che narrano di speranze e progetti di vita, di lotte per la conquista dei diritti e per il riconoscimento della pari dignità. Storie di accoglienza, ospitalità e integrazione, ma anche di pregiudizi e discriminazione.

Le testimonianze e gli interventi degli ospiti hanno ricordato come la politica del governo di centro-destra in tema di immigrazione stia alimentando contraddizioni e problemi sociali di non poco conto, e come al contrario sia necessario tornare ad alimentare valori quali solidarietà, equità e giustizia che sono alla base dei diritti di cittadinanza per tutti, senza distinzioni, nel rispetto delle regole di convivenza nelle comunità locali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole.

(23.09.2010)

- partecipanti alla tavola rotonda
 

Spi Veneto. Migranti italiani e migranti stranieri si raccontano

Storie diverse, uguali ragioni

A Rovigo, nell’ambito della festa regionale di “LiberEtà”, i pensionati della Cgil del Veneto hanno affrontato in una tavola rotonda uno dei temi più controversi degli ultimi anni. Per farlo hanno messo a confronto storie di migranti italiani e storie di migranti stranieri nel nostro paese. Diverse nella forma, ma simili nella sostanza, queste storie narrano di accoglienza, ospitalità e integrazione, ma anche di pregiudizi e discriminazione, di speranze e di progetti di vita, di lotte per la conquista dei diritti e per il riconoscimento della pari dignità.

Quando si parla di immigrazione, molto spesso l’Italia sembra aver cancellato un pezzo della propria memoria storica. Sembra, infatti, essersi dimenticata dei tempi in cui a partire con la valigia di cartone – e non soltanto dalle regioni del Sud ma anche da quelle del Nord-Est, nelle quali oggi soffia più forte il vento xenofobo – erano i nostri padri e nonni, in cerca non tanto di fortuna, quanto di un lavoro che permettesse loro di vivere. Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Germania, Svizzera, Belgio: sono solo alcuni dei paesi nei quali milioni di nostri connazionali hanno cercato di costruire un futuro negato loro in patria. Spesso malvisti, discriminati, privati dei propri diritti, accusati di essere criminali, vittime di pregiudizi e di ogni genere di violenza.

Un copione che oggi si ripete, in Italia, i cui protagonisti sono le migliaia di uomini, donne e bambini che scappano dalla miseria, dalle carestie e dalle guerre che infestano i loro paesi d’origine, e sbarcano sulle nostre coste sperando in una vita migliore. Una vita migliore che sempre più spesso risulta complicato costruire, visti i pregiudizi, le strumentalizzazioni politiche, l’intolleranza, la xenofobia, il razzismo che buona parte del nostro paese sta dimostrando nei confronti degli “immigrati extracomunitari” e che si concretizzano in leggi nazionali e provvedimenti amministrativi sempre più restrittivi che pongono ostacoli al processo di integrazione di queste persone.

Insomma, tolleranza e uguaglianza rischiano di perdere ogni giorno di più diritto di cittadinanza nel nostro paese.
E “Immigrazione ed eguaglianza” è stato il tema della tavola rotonda che si è svolta il 23 settembre a Rovigo nell’ambito della seconda festa regionale di “LiberEtà”, organizzata dallo Spi Cgil del Veneto. Un’occasione di incontro tra generazioni per parlare e confrontarsi su uno dei temi più controversi di questi ultimi anni, in una regione in cui a fronte di una massiccia presenza di immigrati stranieri si registra una forte resistenza, quando non intolleranza, nei loro confronti.

Si è trattato di un dialogo a più voci, nel corso del quale i racconti dei figli di immigrati italiani all’estero si sono intrecciati con le storie di immigrati e di figli di immigrati stranieri in Italia. Storie diverse nella forma, ma simili nella sostanza, che narrano di speranze e progetti di vita, di lotte per la conquista dei diritti e per il riconoscimento della pari dignità. Storie di accoglienza, ospitalità e integrazione, ma anche di pregiudizi e discriminazione.

Le testimonianze e gli interventi degli ospiti hanno ricordato come la politica del governo di centro-destra in tema di immigrazione stia alimentando contraddizioni e problemi sociali di non poco conto, e come al contrario sia necessario tornare ad alimentare valori quali solidarietà, equità e giustizia che sono alla base dei diritti di cittadinanza per tutti, senza distinzioni, nel rispetto delle regole di convivenza nelle comunità locali, nei luoghi di lavoro, nelle scuole.

(23.09.2010)

- partecipanti alla tavola rotonda
 

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