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Italiani all’estero: rischia l’esproprio della casa chi non ha sanato gli indebiti con l’Inps

La dimensione del problema
A fronte di circa 410.000 pensioni pagate all’estero, con la campagna Redest 2006-2008 l’Inps ha verificato 275.000 posizioni reddituali, riscontrando poco più di 38.000 posizioni debitorie.
Le somme richieste indietro dall’Inps possono variare da poche decine a diverse migliaia di euro. Non solo. Il decreto legge n.78, entrato in vigore il 31 maggio scorso, autorizza l’Inps a recuperare gli indebiti pensionistici attraverso l’espropriazione di beni mobili e immobili del pensionato debitore.

Le cause
Tale situazione è in buona parte dovuta al ritardo con il quale l’Inps acquisiva gli aggiornamenti reddituali ed a campagne Red all’estero troppo sporadiche e distanti negli anni.
Con la campagna Redest 2009 l’Inps ha riallineato i tempi del controllo che, dal 2010, dovrebbe essere annuale, evitando così sul nascere il cumularsi di erogazioni non dovute.
Ma a differenza delle campagne Red in Italia, per l’estero non vige l’obbligatorietà per l’Inps di controlli annuali, motivo per il quale è stata recentemente avanzata una proposta di legge per rendere obbligatoria l’annualità dei controlli anche all’estero.

La sanatoria
E’ presente in Parlamento una proposta di legge bipartisan (N 3150 26.01.2010) per una sanatoria del problema, vista positivamente dallo stesso Inps anche a fronte delle difficoltà, quando non dell’inesigibilità, per il recupero delle somme.
Tale sanatoria, applicabile solo se in assenza di dolo, prevede:
- La cancellazione dell’indebito qualora la persona interessata abbia un reddito 2008 inferiore a € 8.640,84
- Il recupero dell’indebito fino al 50% se si supera tale reddito
- Il rispetto delle norme che prevedono la gradualità delle somme da recuperare e senza interessi.

Un problema in più
Il 31 maggio 2010, è entrato in vigore del DL n. 78 che, all’art. 30 “Potenziamento dei processi di riscossione dell’Inps”, autorizza l’Inps dal 1° gennaio 2011 al recupero anche degli indebiti pensionistici attraverso l’espropriazione di beni mobili e immobili del pensionato debitore.
E’ diventato cioè possibile espropriare la casa al pensionato che non ha sanato l’indebito.

(10.12.2010)

 

Italiani all’estero: rischia l’esproprio della casa chi non ha sanato gli indebiti con l’Inps

La dimensione del problema
A fronte di circa 410.000 pensioni pagate all’estero, con la campagna Redest 2006-2008 l’Inps ha verificato 275.000 posizioni reddituali, riscontrando poco più di 38.000 posizioni debitorie.
Le somme richieste indietro dall’Inps possono variare da poche decine a diverse migliaia di euro. Non solo. Il decreto legge n.78, entrato in vigore il 31 maggio scorso, autorizza l’Inps a recuperare gli indebiti pensionistici attraverso l’espropriazione di beni mobili e immobili del pensionato debitore.

Le cause
Tale situazione è in buona parte dovuta al ritardo con il quale l’Inps acquisiva gli aggiornamenti reddituali ed a campagne Red all’estero troppo sporadiche e distanti negli anni.
Con la campagna Redest 2009 l’Inps ha riallineato i tempi del controllo che, dal 2010, dovrebbe essere annuale, evitando così sul nascere il cumularsi di erogazioni non dovute.
Ma a differenza delle campagne Red in Italia, per l’estero non vige l’obbligatorietà per l’Inps di controlli annuali, motivo per il quale è stata recentemente avanzata una proposta di legge per rendere obbligatoria l’annualità dei controlli anche all’estero.

La sanatoria
E’ presente in Parlamento una proposta di legge bipartisan (N 3150 26.01.2010) per una sanatoria del problema, vista positivamente dallo stesso Inps anche a fronte delle difficoltà, quando non dell’inesigibilità, per il recupero delle somme.
Tale sanatoria, applicabile solo se in assenza di dolo, prevede:
- La cancellazione dell’indebito qualora la persona interessata abbia un reddito 2008 inferiore a € 8.640,84
- Il recupero dell’indebito fino al 50% se si supera tale reddito
- Il rispetto delle norme che prevedono la gradualità delle somme da recuperare e senza interessi.

Un problema in più
Il 31 maggio 2010, è entrato in vigore del DL n. 78 che, all’art. 30 “Potenziamento dei processi di riscossione dell’Inps”, autorizza l’Inps dal 1° gennaio 2011 al recupero anche degli indebiti pensionistici attraverso l’espropriazione di beni mobili e immobili del pensionato debitore.
E’ diventato cioè possibile espropriare la casa al pensionato che non ha sanato l’indebito.

(10.12.2010)

 

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