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Oltre centomila lavoratori in piazza a Bruxelles

Centomila lavoratori in piazza a Bruxelles. La manifestazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) segna oggi il punto più alto di protesta contro l’ondata di tagli alla spesa pubblica e rigore di bilancio che ha coinvolto i paesi del Vecchio Continente. La parola d’ordine è infatti «no all’austerità», proprio nel giorno in cui la Commissione europea presenta una serie di proposte volte a inasprire i parametri sui conti pubblici dei paesi, così come i meccanismi di controllo e sanzione a carico degli stati che "sgarrano". Ma secondo John Monks, segretario generale della Confederazione questa austerità è diventata una sorta di «moda». «I nostri governi, quasi tutti, si imbarcano su tagli consistenti alla spesa pubblica. Ma lo fanno in una fase in cui l’economia è molto vicina alla recessione - ha aggiunto Monks - e quasi certamente la vedremo ripiombare in recessione sotto i colpi di questi tagli». I sindacati temono che saranno i lavoratori le principali vittime della crisi economica, creata dalla finanza che invece è stata salvata da massicci interventi pubblici.

Scioperi e manifestazioni si tengono in contemporanea anche in molti Paesi europei. Incrociano le braccia i lavoratori in Spagna, continuano le proteste unitarie in Francia, manifestazioni sono in programma in Portogallo, Irlanda, Lettonia, Polonia, Cipro, Romania, Repubblica Ceca, Lituania e Serbia. In Italia inoltre, parallelamente a quella di Roma, sono previste manifestazioni a Napoli e a Venezia.

Alla manifestazione di Bruxelles - dove la stessa CGIL è presente con una delegazione guidata dal Segretario Confederale, Fulvio Fammoni -, partecipano numerose rappresentanze sindacali provenienti da diversi paesi europei: Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Finlandia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Spagna, Romania, Gran Bretagna, Norvegia, e altri ancora. “Diamo voce alle preoccupazioni circa il contesto economico e sociale - ha detto il Segretario Generale della CES, John Monks (video) -. Siamo particolarmente preoccupati per l’aumento disoccupazione e la crescita delle diseguaglianze. Per rispondere all’aumento della precarietà la risposta deve essere lavoro di qualità. Questo il messaggio - ha concluso il numero uno della Confederazione europea - che vogliamo trasmettere al presidente della Commissione europea Barroso e all’attuale presidente del Consiglio europeo Leterme, che incontreremo al termine della manifestazione”.

(29.09.2010)
 

Oltre centomila lavoratori in piazza a Bruxelles

Centomila lavoratori in piazza a Bruxelles. La manifestazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) segna oggi il punto più alto di protesta contro l’ondata di tagli alla spesa pubblica e rigore di bilancio che ha coinvolto i paesi del Vecchio Continente. La parola d’ordine è infatti «no all’austerità», proprio nel giorno in cui la Commissione europea presenta una serie di proposte volte a inasprire i parametri sui conti pubblici dei paesi, così come i meccanismi di controllo e sanzione a carico degli stati che "sgarrano". Ma secondo John Monks, segretario generale della Confederazione questa austerità è diventata una sorta di «moda». «I nostri governi, quasi tutti, si imbarcano su tagli consistenti alla spesa pubblica. Ma lo fanno in una fase in cui l’economia è molto vicina alla recessione - ha aggiunto Monks - e quasi certamente la vedremo ripiombare in recessione sotto i colpi di questi tagli». I sindacati temono che saranno i lavoratori le principali vittime della crisi economica, creata dalla finanza che invece è stata salvata da massicci interventi pubblici.

Scioperi e manifestazioni si tengono in contemporanea anche in molti Paesi europei. Incrociano le braccia i lavoratori in Spagna, continuano le proteste unitarie in Francia, manifestazioni sono in programma in Portogallo, Irlanda, Lettonia, Polonia, Cipro, Romania, Repubblica Ceca, Lituania e Serbia. In Italia inoltre, parallelamente a quella di Roma, sono previste manifestazioni a Napoli e a Venezia.

Alla manifestazione di Bruxelles - dove la stessa CGIL è presente con una delegazione guidata dal Segretario Confederale, Fulvio Fammoni -, partecipano numerose rappresentanze sindacali provenienti da diversi paesi europei: Francia, Germania, Lussemburgo, Austria, Finlandia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Spagna, Romania, Gran Bretagna, Norvegia, e altri ancora. “Diamo voce alle preoccupazioni circa il contesto economico e sociale - ha detto il Segretario Generale della CES, John Monks (video) -. Siamo particolarmente preoccupati per l’aumento disoccupazione e la crescita delle diseguaglianze. Per rispondere all’aumento della precarietà la risposta deve essere lavoro di qualità. Questo il messaggio - ha concluso il numero uno della Confederazione europea - che vogliamo trasmettere al presidente della Commissione europea Barroso e all’attuale presidente del Consiglio europeo Leterme, che incontreremo al termine della manifestazione”.

(29.09.2010)
 

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