Condividi
Marcinelle, Belgio, mattina dell’8 agosto 1956. Nel pozzo numero 1 della miniera di carbone del Bois du Cazier divampa un violentissimo incendio che in pochi minuti chiude in trappola i 274 minatori che in quel momento stanno lavorando nelle gallerie. Colonne di fumo nero si alzano altissime nel cielo. Molti comprendono subito che si tratta di una tragedia immane. I soccorritori riusciranno a raggiungere le vittime soltanto quattro giorni dopo, trovandosi di fronte scene raccapriccianti. Alla fine si contano 262 morti, di cui 163 italiani.
Per ricordare la tragedia, anche quest’anno l’Inca Cgil ha organizzato per la giornata dell’8 agosto una serie di cerimonie nella cittadina belga. Alle ore 9,45 l’Inca Belgio depositerà una corona di fiori al monumento internazionale dedicato alle vittime del lavoro al Grand Place di Marcinelle, cui seguirà alle 10,30 una commemorazione nel cimitero ai piedi del monumento “Al sacrificio dei minatori italiani”. Infine, alle 11,30, l’associazione dei minatori deporrà un’altra corona di fiori al monumento dedicato alle vittime collocato al Bois du Cazier, luogo della tragedia.
Tenere viva la memoria di quel triste giorno e ricordare il prezzo pagato dai lavoratori italiani emigrati in Belgio, ha affermato la presidente dell’Inca, Morena Piccinini, «è importante e doveroso e aiuta a far comprendere, soprattutto alle giovani generazioni quanto sia importante in qualsiasi democrazia il ruolo del sindacato e del patronato nella difesa dei diritti.
Far vivere la centralità del lavoro, battersi contro la precarietà aumentando le tutele e i diritti rappresentano i princìpi e i valori che, immutati nel tempo, ci aiutano ogni giorno a svolgere il nostro lavoro con la stessa passione che animò il nostro intervento in quel lontano 1956». (04.08.2010)
- “Il pozzo della morte”, di Giuseppe Sircana, LiberEtà settembre 2006 (.pdf) - Le Bois du Cazier