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La Svizzera alle urne per impedire con un referendum la revisione della legge sulla disoccupazione. L’adesione della Cgil.

Non si può pagare di più per avere di meno

Il 26 settembre i cittadini elvetici dovranno dire l’ultima parola sulla revisione della legge sull’assicurazione disoccupazione (Ladi), approvata a marzo dal parlamento federale e contro la quale sono state raccolte oltre 140.000 firme (ne bastavano 50.000) per portare la Svizzera alle urne.
“Se la revisione dell'assicurazione disoccupazione, voluta dalla destra, dovesse passare", spiegano al Comitato promotore del Referendum, " dal 1° gennaio 2011 la riduzione delle prestazioni colpirà anche gli attuali disoccupati. Questa revisione è una pura truffa: ci fanno pagare 600 milioni di contributi in più, per ricevere 600 milioni di prestazioni in meno. E tutto questo nel mezzo di una crisi provocata dall'ingordigia del sistema finanziario".
La Cgil ha manifestato con un messaggio il proprio sostegno al Comitato promotore del referendum, che ha ricevuto l'adesione di associazioni e partiti quali il Sindacato Unia, Uss, Comedia, Garanto, Sev, Sind. Comunicazione, Ssm, Vpod, Organizzazione Cristiano Sociale, Sic, Sit, Acli, Associazione Svizzera Inquilini, Coordinamento donne della sinistra e Partito Socialista.
 

 - volantino referendum

(02/09/2010)



 

La Svizzera alle urne per impedire con un referendum la revisione della legge sulla disoccupazione. L’adesione della Cgil.

Non si può pagare di più per avere di meno

Il 26 settembre i cittadini elvetici dovranno dire l’ultima parola sulla revisione della legge sull’assicurazione disoccupazione (Ladi), approvata a marzo dal parlamento federale e contro la quale sono state raccolte oltre 140.000 firme (ne bastavano 50.000) per portare la Svizzera alle urne.
“Se la revisione dell'assicurazione disoccupazione, voluta dalla destra, dovesse passare", spiegano al Comitato promotore del Referendum, " dal 1° gennaio 2011 la riduzione delle prestazioni colpirà anche gli attuali disoccupati. Questa revisione è una pura truffa: ci fanno pagare 600 milioni di contributi in più, per ricevere 600 milioni di prestazioni in meno. E tutto questo nel mezzo di una crisi provocata dall'ingordigia del sistema finanziario".
La Cgil ha manifestato con un messaggio il proprio sostegno al Comitato promotore del referendum, che ha ricevuto l'adesione di associazioni e partiti quali il Sindacato Unia, Uss, Comedia, Garanto, Sev, Sind. Comunicazione, Ssm, Vpod, Organizzazione Cristiano Sociale, Sic, Sit, Acli, Associazione Svizzera Inquilini, Coordinamento donne della sinistra e Partito Socialista.
 

 - volantino referendum

(02/09/2010)



 

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