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Dopo la campagna Red si ripresenta il problema delle somme non dovute pagate dall’Inps ai pensionati italiani all’estero

 
Puntualmente, anche quest’anno, con la conclusione della campagna Red-Estero (il controllo dei redditi sugli anni scorsi) si ripresenta il problema degli indebiti, cioè quelle somme in più che l’Inps avrebbe versato a pensionate e pensionati senza che questi ne avessero diritto.
Come già altre volte abbiamo denunciato c’è in questo una responsabilità dell’Inps, che solo da un anno a questa parte ha avviato un controllo annuale dei Red, evitando il cumularsi degli indebiti che, nel passato, con campagne all’estero troppo sporadiche, finivano per accumulare anno dopo anno cifre insostenibili.
Ma c’è soprattutto una responsabilità del Governo che non ha mai voluto affrontare il problema per quello che è, sicuramente complesso, ma concretamente affrontabile, in quanto sempre più limitato e circoscritto. Si tratta infatti di completare attraverso le campagne Red il quadro reddituale delle pensioni erogate all’estero e definire il problema di quelli che sono gli indebiti arretrati, in quanto con le verifiche annuali di indebiti attuali non dovrebbero più essercene – o essercene in misura ridotta – e, infine, trovare una sanatoria.
Naturalmente una sanatoria non può essere la cancellazione acritica degli indebiti che vanno necessariamente distinti tra quelli determinatisi senza colpe da parte degli interessati e quelli dove si è invece in presenza di comportamenti dolosi, finalizzati a truffare l’Inps.
Così come una sanatoria deve ulteriormente distinguere tra cifre di bassa entità che possono essere cancellate e cifre consistenti che possono essere in parte anche abbattute, ma che, con la necessaria attenzione e gradualità, possono essere in parte recuperate.
In Parlamento giacciono ormai da tempo delle proposte di legge orientate in tal senso, ma che questo Governo non trova mai il momento di affrontare essendo, com’è noto, impegnato su altri fronti.
Eppure la soluzione di questo problema sarebbe un toccasana per tutti. Lo sarebbe per i pensionati italiani all’estero, che finalmente si toglierebbero di dosso l’incubo di dover restituire somme di cui spesso ne ignorano l’esistenza. Lo sarebbe per l’Ipns, che potrebbe chiudere una pratica che si trascina di anno in anno con suoi costi di gestione.
Lo sarebbe per le casse dello Stato che inseguendo debiti in buona parte difficilmente esigibili, trattandosi non di costi ma di mancati introiti, tengono inutilmente aperti contenziosi di spesa.
 
(11/10/2010)
 

Dopo la campagna Red si ripresenta il problema delle somme non dovute pagate dall’Inps ai pensionati italiani all’estero

 
Puntualmente, anche quest’anno, con la conclusione della campagna Red-Estero (il controllo dei redditi sugli anni scorsi) si ripresenta il problema degli indebiti, cioè quelle somme in più che l’Inps avrebbe versato a pensionate e pensionati senza che questi ne avessero diritto.
Come già altre volte abbiamo denunciato c’è in questo una responsabilità dell’Inps, che solo da un anno a questa parte ha avviato un controllo annuale dei Red, evitando il cumularsi degli indebiti che, nel passato, con campagne all’estero troppo sporadiche, finivano per accumulare anno dopo anno cifre insostenibili.
Ma c’è soprattutto una responsabilità del Governo che non ha mai voluto affrontare il problema per quello che è, sicuramente complesso, ma concretamente affrontabile, in quanto sempre più limitato e circoscritto. Si tratta infatti di completare attraverso le campagne Red il quadro reddituale delle pensioni erogate all’estero e definire il problema di quelli che sono gli indebiti arretrati, in quanto con le verifiche annuali di indebiti attuali non dovrebbero più essercene – o essercene in misura ridotta – e, infine, trovare una sanatoria.
Naturalmente una sanatoria non può essere la cancellazione acritica degli indebiti che vanno necessariamente distinti tra quelli determinatisi senza colpe da parte degli interessati e quelli dove si è invece in presenza di comportamenti dolosi, finalizzati a truffare l’Inps.
Così come una sanatoria deve ulteriormente distinguere tra cifre di bassa entità che possono essere cancellate e cifre consistenti che possono essere in parte anche abbattute, ma che, con la necessaria attenzione e gradualità, possono essere in parte recuperate.
In Parlamento giacciono ormai da tempo delle proposte di legge orientate in tal senso, ma che questo Governo non trova mai il momento di affrontare essendo, com’è noto, impegnato su altri fronti.
Eppure la soluzione di questo problema sarebbe un toccasana per tutti. Lo sarebbe per i pensionati italiani all’estero, che finalmente si toglierebbero di dosso l’incubo di dover restituire somme di cui spesso ne ignorano l’esistenza. Lo sarebbe per l’Ipns, che potrebbe chiudere una pratica che si trascina di anno in anno con suoi costi di gestione.
Lo sarebbe per le casse dello Stato che inseguendo debiti in buona parte difficilmente esigibili, trattandosi non di costi ma di mancati introiti, tengono inutilmente aperti contenziosi di spesa.
 
(11/10/2010)
 
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