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Ferpa: Europa e non autosufficienza

All’Esecutivo della Ferpa a Bruxelles: una Petizione e una Carta europea per i diritti della persona fragile e non autosufficiente

Con due giorni di dibattito il Comitato Esecutivo della Federazione europea delle persone pensionate e anziane (Ferpa), tenutosi a Bruxelles il 27-28 ottobre, ha sottolineato la comune volontà dei paesi che ne fanno parte di portare in Europa il problema della non autosufficienza come problema universale, che nessuno, tantomeno l’UE, può ignorare o considerare circoscrivibile alla realtà di alcuni paesi.
Preceduto da una tavola rotonda che ha affrontato con docenti e specialisti i vari aspetti del problema, l’Esecutivo della Ferpa ha convenuto sulla proposta del Segretario Generale Bruno Costantini, di dar vita ad una petizione che, con il coinvolgimento di almeno un terzo degli Stati membri e la raccolta di un milione di firme, sarà presentata alla Commissione Europea, perché sia promulgata una legge europea di iniziativa popolare, come l’Unione ha recentemente previsto nei suoi percorsi di partecipazione democratica.
L’Esecutivo della Ferpa, che ha visto la presenza della Segretaria Generale dello Spi-Cgil Carla Cantone, ha quindi assunto una “Carta Europea dei Diritti della persona fragile e non autosufficiente”, apprezzata anche dal rappresentante della Commissione Europea, che sarà posta all’attenzione della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee perché i diritti fondamentali li presenti siano concretizzati, riconosciuti e rispettati, indipendentemente da limitazioni finanziarie, economiche o politiche, dei vari paesi.
Richiamando i lavori dell’Esecutivo, Renata Bagatin, Segretaria nazionale dello Spi-Cgil e membro della Direzione Ferpa, ha sottolineato come la Carta, intenda porre l’attenzione sulle problematiche che devono affrontare quotidianamente le persone disabili, puntando ad aumentare il livello della loro protezione nei differenti contesti nazionali e, in una visione di più lungo periodo, favorire una generalizzazione dei diritti dei pazienti e dei cittadini in tutta Europa.
Ciò è della massima importanza, specialmente dopo che la rimozione delle frontiere e la libertà di circolazione ha avviato un processo sempre più stretto di integrazione dei popoli e dei cittadini europei. 

(09/11/2010)

 

Ferpa: Europa e non autosufficienza

All’Esecutivo della Ferpa a Bruxelles: una Petizione e una Carta europea per i diritti della persona fragile e non autosufficiente

Con due giorni di dibattito il Comitato Esecutivo della Federazione europea delle persone pensionate e anziane (Ferpa), tenutosi a Bruxelles il 27-28 ottobre, ha sottolineato la comune volontà dei paesi che ne fanno parte di portare in Europa il problema della non autosufficienza come problema universale, che nessuno, tantomeno l’UE, può ignorare o considerare circoscrivibile alla realtà di alcuni paesi.
Preceduto da una tavola rotonda che ha affrontato con docenti e specialisti i vari aspetti del problema, l’Esecutivo della Ferpa ha convenuto sulla proposta del Segretario Generale Bruno Costantini, di dar vita ad una petizione che, con il coinvolgimento di almeno un terzo degli Stati membri e la raccolta di un milione di firme, sarà presentata alla Commissione Europea, perché sia promulgata una legge europea di iniziativa popolare, come l’Unione ha recentemente previsto nei suoi percorsi di partecipazione democratica.
L’Esecutivo della Ferpa, che ha visto la presenza della Segretaria Generale dello Spi-Cgil Carla Cantone, ha quindi assunto una “Carta Europea dei Diritti della persona fragile e non autosufficiente”, apprezzata anche dal rappresentante della Commissione Europea, che sarà posta all’attenzione della società civile, delle istituzioni nazionali ed europee perché i diritti fondamentali li presenti siano concretizzati, riconosciuti e rispettati, indipendentemente da limitazioni finanziarie, economiche o politiche, dei vari paesi.
Richiamando i lavori dell’Esecutivo, Renata Bagatin, Segretaria nazionale dello Spi-Cgil e membro della Direzione Ferpa, ha sottolineato come la Carta, intenda porre l’attenzione sulle problematiche che devono affrontare quotidianamente le persone disabili, puntando ad aumentare il livello della loro protezione nei differenti contesti nazionali e, in una visione di più lungo periodo, favorire una generalizzazione dei diritti dei pazienti e dei cittadini in tutta Europa.
Ciò è della massima importanza, specialmente dopo che la rimozione delle frontiere e la libertà di circolazione ha avviato un processo sempre più stretto di integrazione dei popoli e dei cittadini europei. 

(09/11/2010)

 

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