Condividi
Dal 21 al 25 giugno novecento delegati provenienti da 156 paesi si riuniscono per definire una linea di intervento comune e condivisa contro la crisi devastante che sta investendo il pianeta e per riaffermare la necessità di una maggiore giustizia sociale.
Per porre un argine alla crisi che sta investendo il pianeta, non bastano soluzioni locali, ma occorre mettere in campo risposte globali. E soprattutto risposte che rimettano al centro dell’attenzione le persone, riequilibrando una situazione che finora ha visto pendere la bilancia soltanto a favore delle banche e della finanza. È questo il quadro in cui si svolge, dal 21 al 25 giugno, a Vancouver, in Canada, il secondo congresso della Confederazione sindacale internazionale (Ituc-Csi). Nata nel novembre del 2006 a Vienna, la Confederazione sindacale internazionale rappresenta oggi 176 milioni di lavoratori di 156 paesi e territori, e raccoglie 312 sigle affiliate.
Riuniti sotto lo slogan “Ora la gente: dalla crisi alla giustizia globale”, i novecento delegati sindacali provenienti da tutto il mondo si confronteranno sugli effetti devastanti della crisi e sui problemi che essa ha generato nella vita di milioni di persone, con l’intento di definire una linea di intervento comune e condivisa. Convinti anche che dopo decenni di ingiustizia sia giunto il momento che a beneficiare dei vantaggi della globalizzazione siano le persone e che il percorso per uscire dalla crisi conduca a una maggiore giustizia sociale.
Il secondo congresso dell’Ituc-Csi, al quale partecipa ovviamente anche la Cgil con il suo segretario generale, Guglielmo Epifani, si svolge proprio a ridosso della riunione del G20 in programma il 26 e 27 giugno a Toronto, sempre in Canada.
(22.06.2010)
Approfondimenti (tratti da “Il sindacato internazionale di fronte alla crisi globale”, supplemento al numero 24/2010 di “Rassegna Sindacale”) - La crisi dell’occupazione nel mondo (.pdf) - Investimenti pubblici, politica industriale e produzione negli Stati Uniti (.pdf)