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Sud America: dal 1°gennaio, gli italiani più poveri privati dell’assistenza sanitaria

Dal 1° gennaio per migliaia di italiani, in particolare anziani indigenti, residenti in Argentina, non ci sarà più assistenza sanitaria né diretta né indiretta. Ambasciate e Consolati, causa i tagli operati dal governo Berlusconi nel 2009 e nel 2010 sono stati privati delle risorse fondamentali al loro funzionamento.

Nel 2007, su mandato del Governo italiano, l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires indice una gara pubblica per l’assistenza sanitaria ai nostri connazionali in condizioni disagiate.

La gara è vinta dalla Swiss Medical che sottoscrive un contratto per due anni (2008-2009), impegnandosi a fornire l’assistenza sanitaria a 8.300 cittadini italiani.

Nel 2009 i tagli alle risorse per gli italiani all’estero non consentono il rinnovo del contratto con la Swiss Medical. Il contratto scade il 31 dicembre 2009. Utilizzando i fondi del mancato rinnovo dei Comites l’assistenza sanitaria viene comunque prorogata di un anno, ma riducendo il numero delle prestazioni sanitarie e il numero di utenti che da 8.300 scendono a 5.300.

Nel 2010 gli ulteriori tagli alle risorse per gli italiani all’estero mettono in ginocchio Ambasciate e Consolati. L’Ambasciata di Buenos Aires non è più in grado di rinnovare il contratto con la Swiss Medical che il 31 agosto abbandona il servizio, impegnandosi a garantirlo fino al 31 dicembre.
Un epilogo inglorioso per il governo e pieno di inquietudine per migliaia di cittadini. E pensare che nel 2007 il modello argentino, dopo esperienze analoghe in Colombia e Venezuela, era stato assunto come modello di riferimento a cui sarebbero seguiti studi di fattibilità per la sua estensione a Brasile, Cile e Perù.

(10.12.2010)

 

Sud America: dal 1°gennaio, gli italiani più poveri privati dell’assistenza sanitaria

Dal 1° gennaio per migliaia di italiani, in particolare anziani indigenti, residenti in Argentina, non ci sarà più assistenza sanitaria né diretta né indiretta. Ambasciate e Consolati, causa i tagli operati dal governo Berlusconi nel 2009 e nel 2010 sono stati privati delle risorse fondamentali al loro funzionamento.

Nel 2007, su mandato del Governo italiano, l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires indice una gara pubblica per l’assistenza sanitaria ai nostri connazionali in condizioni disagiate.

La gara è vinta dalla Swiss Medical che sottoscrive un contratto per due anni (2008-2009), impegnandosi a fornire l’assistenza sanitaria a 8.300 cittadini italiani.

Nel 2009 i tagli alle risorse per gli italiani all’estero non consentono il rinnovo del contratto con la Swiss Medical. Il contratto scade il 31 dicembre 2009. Utilizzando i fondi del mancato rinnovo dei Comites l’assistenza sanitaria viene comunque prorogata di un anno, ma riducendo il numero delle prestazioni sanitarie e il numero di utenti che da 8.300 scendono a 5.300.

Nel 2010 gli ulteriori tagli alle risorse per gli italiani all’estero mettono in ginocchio Ambasciate e Consolati. L’Ambasciata di Buenos Aires non è più in grado di rinnovare il contratto con la Swiss Medical che il 31 agosto abbandona il servizio, impegnandosi a garantirlo fino al 31 dicembre.
Un epilogo inglorioso per il governo e pieno di inquietudine per migliaia di cittadini. E pensare che nel 2007 il modello argentino, dopo esperienze analoghe in Colombia e Venezuela, era stato assunto come modello di riferimento a cui sarebbero seguiti studi di fattibilità per la sua estensione a Brasile, Cile e Perù.

(10.12.2010)

 

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