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Giovedì sera, tramite il Comitato internazionale contro la lapidazione, arriva la notizia della scarcerazione di Sakineh, del figlio Sajjad Ghaderzadeh e del loro avvocato, entrambi arrestati il 10 ottobre scorso. Il rappresentante del Comitato in Italia confermava che Sakineh e suo figlio erano stati visti nel cortile della loro casa di Oskou, nel nord-ovest dell’Iran. Le immagini erano state diffuse dalla televisione iraniana PressTv. Invece, oggi è giunta la secca smentita del governo iraniano. È la stessa PressTv a divulgare la notizia: la donna condannata a morte in Iran per adulterio e poi per complicità nell’omicidio del marito è stata condotta nella sua abitazione unicamente per realizzare una ricostruzione video dell’omicidio sul luogo del delitto. Il servizio televisivo verrà trasmesso questa sera alle 21,35 ora italiana. E, aggiunge la Tv, nel filmato Sakineh confessa di aver ucciso il marito descrivendo la dinamica del delitto. Per il Comitato internazionale contro la lapidazione, Sakineh “era libera da tre giorni. Questa vicenda è tutto un gioco sporco delle autorità iraniane per ingraziarsi le potenze internazionali nei colloqui sul programma nucleare”. Secondo Taher Djafariza, un attivista del Comitato, Sakineh era stata condotta fuori dal carcere per essere liberata, non per portare a termine delle riprese sul luogo del delitto, affermando che “anche alcuni quotidiani vicini al regime hanno dato notizia della liberazione”.
(09.12.2010)