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Ritorno a Ravensbrück, il lager delle donne

 

In occasione del 65.mo anniversario della liberazione del campo di concentramento femminile di Ravensbrüch, segnaliamo una notizia pubblicata sul sito di Rassegna che contiene il racconto delle sopravvissute.
Ravensbrüch era il più grande lager femminile in territorio tedesco. Qui sono state detenute, tra il maggio del 1939 e l’aprile del 1945, circa 130mila donne. Di queste 90mila non sopravvissero. Il museo, allestito in quella che una volta era la sede del Commando SS, racconta la vita del campo. Una volta internate, le prigioniere erano rasate e dovevano indossare il winkel, un triangolo di stoffa colorato che indicava il motivo della detenzione: triangolo giallo per gli ebrei, rosso per le deportate politiche, verde per le criminali comuni, viola per le Testimoni di Geova, nero per zingare e asociali, tra cui prostitute e lesbiche.

(20/04/2010)
 

Ritorno a Ravensbrück, il lager delle donne

 

In occasione del 65.mo anniversario della liberazione del campo di concentramento femminile di Ravensbrüch, segnaliamo una notizia pubblicata sul sito di Rassegna che contiene il racconto delle sopravvissute.
Ravensbrüch era il più grande lager femminile in territorio tedesco. Qui sono state detenute, tra il maggio del 1939 e l’aprile del 1945, circa 130mila donne. Di queste 90mila non sopravvissero. Il museo, allestito in quella che una volta era la sede del Commando SS, racconta la vita del campo. Una volta internate, le prigioniere erano rasate e dovevano indossare il winkel, un triangolo di stoffa colorato che indicava il motivo della detenzione: triangolo giallo per gli ebrei, rosso per le deportate politiche, verde per le criminali comuni, viola per le Testimoni di Geova, nero per zingare e asociali, tra cui prostitute e lesbiche.

(20/04/2010)
 

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