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La campagna per la raccolta delle firme per l’elevazione al 100% della pensione di reversibilità durerà fino a tutto il mese di marzo. Come si sa, la vita lavorativa delle donne è un percorso a ostacoli fra lavoro produttivo e lavoro di cura, oggi non coperto da assicurazione previdenziale, con il risultato che alla fine di questo alternarsi di ruoli (produttivo e riproduttivo) le donne si ritrovano spesso senza alcuna fonte di reddito. Se poi sopraggiunge la morte del coniuge, unico titolare di pensione, il ritrovarsi con il 60% del reddito da reversibilità crea situazioni di sofferenza economica che si aggiungono alla condizione di solitudine, determinando spesso un vero e proprio stato di esclusione sociale. Per questo motivo, le donne dello Spi Sardegna si sono attivate ed hanno lanciato un appello per l’elevazione al 100% dell’aliquota di reversibilità pensionistica quando i coniugi superstiti, donne e uomini, non posseggano redditi di alcun genere, rendendo così operativa l’analoga proposta del Coordinamento nazionale donne Spi. L’appello viene presentato e sottoscritto in occasione di tutte le assemblee congressuali della regione, chiedendo il coinvolgimento dei parlamentari per creare le condizioni per l’emanazione di una apposita legge. Tutto il mese di marzo, periodo simbolico per le donne, sarà caratterizzato da iniziative in cui si darà la più ampia diffusione possibile alla raccolta di firme.
Il testo dell’appello
(18.02.2010)