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Donne e salute: in aumento i tumori al seno

Prevenzione, troppe differenze tra Nord, Centro e Sud

Tumore al seno in aumento, screening disomogeneo nel paese: questo è quello che emerge nel corso di un convegno promosso da Andos (Associazione nazionale donne operate al seno), in collaborazione con il Presidente della XII Commissione Affari sociali alla Camera e l'Associazione internazionale Donna-Salute-Donna.

Una donna su dieci può ammalarsi nel corso della sua vita; è il primo genere di cancro per diffusione e mortalità nella popolazione femminile e la prevenzione presenta, ancora oggi, profonde differenze tra Nord, Centro e Sud - disuguaglianze che riguardano, non solo il numero di donne invitate a sottoporsi a screening, ma anche gli indicatori di qualità analizzati.

I programmi meridionali richiamano per approfondimenti più donne, identificano più tardi i tumori e ricorrono meno spesso alla chirurgia conservativa. Inoltre il Sud presenta una percentuale alta di non adesione. Guardando le singole realtà regionali (dati del 2007) si osserva che solo 5 regioni superano lo standard del 90%: Lombardia, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria; 4 le Regioni critiche: Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Secondo i dati dell'ottavo Rapporto dell'Osservatorio Nazionale Screening (Ons) del 2009, nel corso del 2008, sono state invitate ai programmi di screeening mammografico 2 milioni 345 mila donne, di queste, oltre 1 milione 263 mila sono state sottoposte a mammografia. Per avere politiche di screening efficaci, sottolinea la sottosegretaria alla Salute F. Martini sono necessarie dotazioni tecnologiche avanzate, qualità e appropriatezza nella lettura delle immagini diagnostiche e individualizzazione dello screening. E' fondamentale, inoltre, promuovere un cambiamento culturale nella popolazione e nella categoria dei medici per implementare l'accesso ai programmi di screening - al Sud molte donne di 65 anni non hanno mai partecipato ai programmi e non sono state indirizzate a farlo dai loro medici di medicina generale.

(02.12.2010)

 

Donne e salute: in aumento i tumori al seno

Prevenzione, troppe differenze tra Nord, Centro e Sud

Tumore al seno in aumento, screening disomogeneo nel paese: questo è quello che emerge nel corso di un convegno promosso da Andos (Associazione nazionale donne operate al seno), in collaborazione con il Presidente della XII Commissione Affari sociali alla Camera e l'Associazione internazionale Donna-Salute-Donna.

Una donna su dieci può ammalarsi nel corso della sua vita; è il primo genere di cancro per diffusione e mortalità nella popolazione femminile e la prevenzione presenta, ancora oggi, profonde differenze tra Nord, Centro e Sud - disuguaglianze che riguardano, non solo il numero di donne invitate a sottoporsi a screening, ma anche gli indicatori di qualità analizzati.

I programmi meridionali richiamano per approfondimenti più donne, identificano più tardi i tumori e ricorrono meno spesso alla chirurgia conservativa. Inoltre il Sud presenta una percentuale alta di non adesione. Guardando le singole realtà regionali (dati del 2007) si osserva che solo 5 regioni superano lo standard del 90%: Lombardia, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria; 4 le Regioni critiche: Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Secondo i dati dell'ottavo Rapporto dell'Osservatorio Nazionale Screening (Ons) del 2009, nel corso del 2008, sono state invitate ai programmi di screeening mammografico 2 milioni 345 mila donne, di queste, oltre 1 milione 263 mila sono state sottoposte a mammografia. Per avere politiche di screening efficaci, sottolinea la sottosegretaria alla Salute F. Martini sono necessarie dotazioni tecnologiche avanzate, qualità e appropriatezza nella lettura delle immagini diagnostiche e individualizzazione dello screening. E' fondamentale, inoltre, promuovere un cambiamento culturale nella popolazione e nella categoria dei medici per implementare l'accesso ai programmi di screening - al Sud molte donne di 65 anni non hanno mai partecipato ai programmi e non sono state indirizzate a farlo dai loro medici di medicina generale.

(02.12.2010)

 

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