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A marzo la pensione potrebbe fare un passo indietro. Parliamo della pensione netta, cioè di quella che viene effettivamente messa in pagamento dopo aver effettuato le ritenute fiscali di legge. L’importo pagato a marzo rimarrà uguale per tutti i mesi seguenti, fino a novembre compreso, mentre per le rate di dicembre e tredicesima, che vengono pagate insieme, è un’altra faccenda. L’effetto addizionale comunale all’Irpef. L’addizionale comunale all’Irpef è una forma di tassazione che è nata alla fine degli anni Novanta, più o meno insieme all’addizionale regionale, e che è destinata a sostenere l’impianto del cosiddetto “federalismo”. In sostanza, invece di attendere che lo Stato contabilizzi i proventi del fisco centrale e li ripartisca fra gli enti locali, questi possono decidere di agire in parte da soli, chiedendo a quei residenti nel proprio territorio che già pagano l’Irpef la corresponsione di un’imposta aggiuntiva, calcolata in base a elementi stabiliti anno per anno dalla giunta che governa il territorio. Regione e Comune che vai addizionale che trovi. Allo stato attuale, hanno previsto un’imposta tutte le Regioni, nessuna Provincia e circa la metà dei Comuni italiani (ad esempio, Milano non lo ha fatto). L’imposta addizionale dovuta per un determinato anno viene corrisposta dal contribuente soltanto l’anno dopo: perciò, le rate di addizionale trattenute dalla pensione quest’anno si riferiscono al 2010, cioè sono calcolate in base a quanto si è percepito di pensione complessivamente l’anno scorso. Dal 2007, però, l’accanto a questa forma di pagamento – detta “a saldo” – addizionale comunale viene pagata in parte in acconto: cioè si prevede quanto il pensionato prenderà di pensione nell’anno, si calcola l’imposta sulla base dell’aliquota stabilita dalla giunta municipale per l’anno nuovo e il 30 per cento del risultato si paga subito, in nove rate, da marzo a novembre. Il resto si paga l’anno dopo, assieme a tutta l’addizionale regionale (e assieme al nuovo acconto che verrà calcolato). Perché marzo. La rata di pensione di marzo potrà essere più bassa delle due precedenti. Questo perché su di essa gravano tre quote d’imposta addizionale (due a saldo e una in acconto) anziché le due praticate fin da gennaio. Per i pensionati a carico dell’Inps la differenza sarà minima: per i pensionati a carico dell’Inpdap, invece, la rata di marzo sarà sensibilmente diversa. Quest’ultimo istituto, infatti, non pratica ritenute per addizionale nei primi due mesi dell’anno, ma divide in sole nove rate l’importo complessivo dovuto (regionale, comunale a saldo e comunale in acconto) e comincia a trattenerle tutte assieme da marzo. Così facendo, l’Inpdap risparmia ai pensionati le sorprese che spesso capitano in conseguenza della grande autonomia decisionale degli enti locali. Ad esempio, la Regione Liguria ha deciso di praticare uno sgravio d’imposta per i pensionati con reddito fra 20.000 e 30.000 euro l’anno soltanto il 24 dicembre 2010, quando l’Inps aveva già calcolato e messo in pagamento i suoi 17 milioni di pensioni per il 2011. Quindi, i pensionati Inps interessati cominceranno a pagare l’imposta nella misura minore proprio a marzo, e riavranno indietro quanto pagato di più; alla stessa data, invece, i pensionati Inps residenti in Calabria, Campania, Lazio e Molise cominceranno a pagare l’imposta regionale nella misura dell’1,7 per cento, anziché quella dell’1,4 effettuata dall’Inps, a gennaio e febbraio in base alle informazioni che erano disponibili al 24 ottobre 2010, data in cui l’istituto ha disposto il rinnovo degli importi per la rata di gennaio 2011.