Condividi
(foto da "Il Secolo XIX")
Davide De Martino, conosciuto da tutti come Dino, ha speso la sua vita nella Cgil. Oggi, a 76 anni, è pensionato e vive a La Spezia. Con un gesto di grande generosità ha voluto dimostrare la sua solidarietà e il suo sostegno a un amico immigrato di Durazzo e alla sua famiglia.
Tra sindaci solerti che negano la mensa scolastica ai bambini i cui genitori sono indietro con il pagamento delle rette; ministre che intendono imporre il numero chiuso ai bambini stranieri nelle scuole; parlamentari che soffiano sul fuoco dell’intolleranza; la schedatura dei “clandestini” negli ospedali; le ronde in camicia verde o nera; i frequenti episodi di intolleranza e di razzismo, più o meno violenti, contro gli immigrati, tra tutto questo e tanto altro ancora, appunto, sembra davvero che nel nostro paese la solidarietà non sia più di casa, sopraffatta dall’egoismo e dall’indifferenza, quando non dalla cattiveria. Eppure, ogni tanto, alcuni episodi riescono a portare scompiglio in questo processo di “incanaglimento” che sta travolgendo buona parte degli italiani “brava gente”, e a riaccendere una fiammella di speranza in quanti, al contrario, continuano a credere nel rispetto e nella dignità delle persone. Di tutte le persone. Quello che vi raccontiamo vede come protagonisti un pensionato e una giovane famiglia albanese. Davide De Martino, meglio conosciuto come Dino, ha 76 anni e vive a La Spezia. Dopo una lunga carriera di sindacalista della Cgil, prima come segretario della Camera del lavoro di Sarzana e poi di quella di La Spezia, Dino oggi è volontario dello Spi ed è riuscito a ottenere dal tribunale della sua città l’autorizzazione ad adottare una famiglia albanese di tre persone: Gazmir Gjoci, 45 anni, di Durazzo, sua moglie Aferdita e la piccola Chiara. Primo caso probabilmente in Italia, a detta degli stessi giudici. «Ho conosciuto Gazmir tredici anni fa – ha dichiarato Dino De Martino al sito dello Spi Cgil –, quando svolgevo la mia attività di sindacalista e siamo diventati amici. Nel palazzo in cui vivo avevo un altro appartamento di mia proprietà che ho messo a sua disposizione. Per me non è stato complicato mettere in moto la pratica di adozione. Mi sono rivolto a un avvocato donna, Rosaria Maffeo, e nel giro di un anno ho ottenuto l’adozione di Gazmir. Questo ha poi consentito a lui di trasmettere il mio cognome alla moglie e alla loro bambina». E così la famiglia Gjoci è diventata la famiglia De Martino. Il tribunale ha concesso il via libera all’adozione dal momento che tutti i requisiti richiesti dalla legge erano soddisfatti: Dino ha infatti più di 35 anni, la sua età supera di 18 anni quella del figlio adottivo, non ha figli naturali o legittimi e ha ricevuto l’autorizzazione dei genitori naturali dell’adottando. «Sono rimasto solo – aggiunge Dino –. Non sono sposato, non ho figli, e negli ultimi due anni sono venuti a mancare anche mio fratello e le mie due sorelle. Ho deciso di adottare Gazmir e la sua famiglia con grande entusiasmo, per sostenerli e dare loro solidarietà. In questo modo, in un colpo solo sono diventato papà e nonno. E poi c’è la piccola Chiara che è già la luce dei miei occhi».
(14.04.2010)