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La tesi sostenuta nel libro intitolato “Karl Marx in pillole”, curato da Mario Boyer (insieme a Gianni Di Cesare, Catia Papa e Michele Citoni) e da poco pubblicato da Ediesse, la casa editrice della Cgil, è tanto semplice quanto apparentemente provocatorio: per ridare slancio a una sinistra in cerca di senso e di significato e ricostruire la sua identità occorre ripartire da Marx, rivalutando e tornando a fare riferimento alle categorie scientifiche del “padre del comunismo”.
La caduta del muro di Berlino e la fine dell’Urss avevano indotto molti, anche a sinistra, a mettere in soffitta le tesi del filosofo di Treviri, a proclamare la “fine della storia” e ad affermare la definitiva vittoria della democrazia di mercato. Ma il repentino processo di globalizzazione e le conseguenti crisi internazionali che hanno investito il mondo del nuovo millennio hanno ben presto spento gli entusiasmi. Dimostrando come le tesi marxiane, ripensate alla luce di oggi, risultino ancora efficaci nell’analisi e nella spiegazione dei fenomeni economici e sociali.
Una “riscoperta” di Marx dalla quale non si può prescindere se si vuole costruire una nuova identità di una sinistra spaesata, confusa e depotenziata. Perché è impossibile, scrive Franco Ottaviano nell’introduzione al libro, «ogni narrazione della storia della sinistra, delle sinistre, dei partiti, dei movimenti che l’hanno rappresentata o che ancora ci provano senza entrare in relazione con le sue idee. Non esiste riflessione, analisi economica, filosofica, sociologica che (...) non debba fare i conti con il lascito di questo grande pensatore. E questo vale anche per i suoi più accaniti detrattori».
Il libro si divide in due parti. Nella prima, dal carattere divulgativo, Boyer riassume in breve (in pillole, appunto) i princìpi fondanti della dottrina di Marx (teoria del valore, merce, denaro), mentre Gianni Di Cesare affronta la questione dell’“accumulazione primitiva” del capitale. La seconda parte, invece, è costituita da un saggio di Michele Citoni e Catia Papa che traccia un quadro d’insieme dei rapporti tra marxismo ed ecologia attraverso la ricostruzione delle relazioni tra la nascente sensibilità ambientale e i movimenti politici degli anni Sessanta e Settanta.
(08.11.2010)