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Dicono che ora non si possono ridurre le tasse per via della crisi. Ma ridurre le tasse sui redditi fissi serve appunto ad alleviare la crisi ed a favorire la ripresa! Lo hanno fatto molti paesi europei, di ogni colore politico, perché in Italia non si può? Per colpa del debito pubblico? Senza ripresa economica sarà sempre peggiore. Aiutare i redditi più bassi e migliorare l’equità fiscale significa anche favorire la ripresa dei consumi. E risorse nuove possono essere recuperate: basterebbe affiancare alla lotta all’evasione fiscale una riforma che faccia pagare le rendite ed i patrimoni così come pagano nel resto d’Europa. Sono le proposte della Cgil, che si fanno carico dei problemi del Paese e per questo chiedono risposte per lavoratori e pensionati. Proposte dettagliate, ben consapevoli dei problemi di finanza pubblica, ma anche delle profonde disuguaglianze in aumento nel paese. Ancora una volta il Governo non interviene. Ha approvato una Legge Finanziaria “vuota” ed ora pensa ad altro. Pensa alla “giustizia”. Per le tasse, dopo aver riesumato il sogno di una riduzione per i redditi più alti, perché questo sarebbe l’effetto dell’aliquota maggiore ridotta al 33%, ha detto che non farà nulla.
Di fronte a questo fatto, ancora una volta, non ci resta che promuovere la protesta e la pressione di chi non si accontenta più di promesse e propaganda. Manifestare e scioperare costa, non lo si fa mai con piacere, tanto più se si è costretti a farlo da soli perché altri che hanno gli stessi problemi non hanno il coraggio di affrontarli. Ma stare zitti costerà ancora di più. Per queste ragioni i pensionati e le pensionate continueranno ad essere protagonisti di ogni azione di lotta promossa dalla Cgil per ottenere la riduzione delle tasse sui redditi da pensione e da lavoro, l’apertura del confronto per un nuovo sistema di indicizzazione delle pensioni e per un miglior regime pensionistico per i giovani (così come convenuto con il Governo Prodi), risorse adeguate per la non autosufficienza e misure per combattere povertà, disuguaglianza, precariato e disoccupazione.
(aggiornamento:18.01.2010)