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Alla vigilia del congresso nazionale Cgil, il sindacato celebra il Primo maggio, festa del lavoro. A Rosarno (luogo simbolo del lavoro dei migranti e dei diritti universali) la grande manifestazione per il lavoro, la legalità e la solidarietà. In Parlamento la battaglia sul decreto legge sull’arbitrato. E il congresso nazionale Spi Cgil ha dedicato il suo omaggio a Gino Giugni, il padre dello Statuto dei lavoratori.
La voce di Gino Giugni è risuonata nella sala del congresso: un frammento di una conversazione con i suoi studenti, datato 1999. “Quando si parla di lavoro si deve esordire con una premessa fondamentale: l’uso che si fa di questa parola è un uso essenzialmente sociale e in tal modo deve essere intesa… Quando viene posto il grande problema del ‘lavoro per tutti’ è implicata non solo la libera scelta, ma soprattutto la sua condizione fondamentale, valer a dire l’esistenza stessa del lavoro. Essendo cresciuto sotto il fascismo, io credo che la libertà abbia la priorità su tutto. A quell’epoca ogni cosa era obbligatoria e tale situazione ha fatto nascere in me – sebbene fossi un ragazzino – un’enorme passione per la libertà… Lo Statuto dei lavoratori ha come obiettivo la realizzazione della libertà e della dignità nei luoghi di lavoro. Questo strumento di legge ha enormemente migliorato le condizioni lavorative, anche se molti giovani vengono ancora pesantemente sfruttati”.
Omsa! che truffa… parla Francesca Marfut, operaia della storica fabbrica di calze da donna, licenziata di punto in bianco perché l’azienda per fare maggiori profitti ha deciso di delocalizzare la produzione all’estero.
(da LiberEtà maggio 2010)
(29.04.2010)
- Intervista (.pdf)