Condividi
Dal 5 all’8 maggio si è svolto al Palacongressi di Rimini il XVI congresso della Cgil. Oltre mille delegati, più di tremila ospiti e più di cinquanta delegazioni di organizzazioni sindacali provenienti da ogni parte del mondo. Un appuntamento, quello di Rimini, che la Confederazione ha voluto incentrare sulle questioni del lavoro e dell’occupazione, proprio in un momento in cui l’intero pianeta deve confrontarsi con la più profonda e devastante crisi economica degli ultimi settant’anni. Sotto lo slogan “Per difendere il lavoro e liberare i diritti”, la quattro giorni di Rimini è l’ultima tappa del lungo e complesso percorso congressuale partito a dicembre e concretizzatosi in oltre 62mila assemblee in luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati, e un milione e ottocentomila voti espressi. Un percorso che ha visto prevalere la prima mozione “I diritti e il lavoro oltre la crisi” (primo firmatario Guglielmo Epifani) con l’82,9 per cento dei consensi (poco più di un milione e mezzo di voti) a fronte del 17,1 per cento (circa 309.000 voti) raccolto dalla seconda mozione, “La Cgil che vogliamo” (primo firmatario Domenico Moccia, segretario generale della Fisac). La prima mozione si è affermata con una larga maggioranza in tutte le regioni e in tutte le categorie della Cgil, fatta eccezione per la Fiom dove la seconda mozione ha ottenuto il 72,98 per cento dei voti favorevoli.
(05.05.2010)