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Pensioni di reversibilità: appello donne Spi Sardegna

Donne nel pieno di una crisi economica. Sono quelle costrette ad alternare per decenni lavoro in casa – non coperto da un’assicurazione previdenziale – e lavoro retribuito e alla fine si ritrovano senza alcuna fonte di reddito. Se poi sopraggiunge la morte del coniuge, unico titolare di pensione, al dolore si aggiunge pure la beffa. La legge prevede infatti che la pensione di reversibilità (quella spettante al coniuge superstite) non superi il 60 per cento: una sofferenza economica che si aggiunge alla condizione di solitudine, determinando spesso un vero e proprio stato di esclusione sociale.
Per questo motivo, le donne Spi Cgil Sardegna si sono attivate e hanno lanciato un appello per alzare dal 60 al 100 per cento l’aliquota di reversibilità pensionistica quando i coniugi superstiti, donne e uomini, non posseggano redditi di alcun genere.
Sulla proposta, analoga a quella lanciata dal coordinamento nazionale donne Spi Cgil, per tutto il mese di marzo si raccoglieranno le firme in tutta l’isola. L’appello viene attualmente presentato e sottoscritto in di tutte le assemblee congressuali dello Spi Cgil nella regione. Si cercherà di coinvolgere nell’iniziativa anche deputati e senatori, con l’obiettivo di creare le condizioni per l’emanazione di un’apposita legge.

-(26.2.2010)

 - articolo donne Spi Sardegna

Pensioni di reversibilità: appello donne Spi Sardegna

Donne nel pieno di una crisi economica. Sono quelle costrette ad alternare per decenni lavoro in casa – non coperto da un’assicurazione previdenziale – e lavoro retribuito e alla fine si ritrovano senza alcuna fonte di reddito. Se poi sopraggiunge la morte del coniuge, unico titolare di pensione, al dolore si aggiunge pure la beffa. La legge prevede infatti che la pensione di reversibilità (quella spettante al coniuge superstite) non superi il 60 per cento: una sofferenza economica che si aggiunge alla condizione di solitudine, determinando spesso un vero e proprio stato di esclusione sociale.
Per questo motivo, le donne Spi Cgil Sardegna si sono attivate e hanno lanciato un appello per alzare dal 60 al 100 per cento l’aliquota di reversibilità pensionistica quando i coniugi superstiti, donne e uomini, non posseggano redditi di alcun genere.
Sulla proposta, analoga a quella lanciata dal coordinamento nazionale donne Spi Cgil, per tutto il mese di marzo si raccoglieranno le firme in tutta l’isola. L’appello viene attualmente presentato e sottoscritto in di tutte le assemblee congressuali dello Spi Cgil nella regione. Si cercherà di coinvolgere nell’iniziativa anche deputati e senatori, con l’obiettivo di creare le condizioni per l’emanazione di un’apposita legge.

-(26.2.2010)

 - articolo donne Spi Sardegna

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