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Il 20 maggio Amartya Sen, premio Nobel per l’economia, ha tenuto una “lectio magistralis” nell’ambito del Forum sulla Pubblica amministrazione sul tema “Etica, democrazia e pubblica amministrazione”. Ha affrontato i problemi connessi ad una crisi che non se ne va e da cui non è necessario uscire con un “nuovo” capitalismo ma con un nuovo “qualcos’altro”, alla cui base deve stare un potenziato sistema misto in cui si combinino attività di mercato e interventi pubblici, proprietà privata e diritti. Occorre, secondo Sen, un pragmatismo ragionato e non il pregiudizio istintivo a favore del mercato che in questi anni ha portato all’iperspeculazione. Bisogna evitare l’eccesso di rischio e di arricchimento finanziario e dare forza – precisa il nobel - alla vigilanza ed al controllo dei Governi, altrimenti c’è un collasso di fiducia che fa esplodere crisi come quella greca. La spesa sociale è fondamentale per le politiche di sviluppo che devono essere fondate sull’uguaglianza delle persone di realizzarsi in condizioni di democrazia e di benessere. Amartya Sen ha citato il suo amato Adam Smith non per la piccola frase sulle “mani invisibili” del mercato, ma per la sua attenzione al rapporto tra economia e società che lo portava a dire già 250 anni fa che “gli interventi dello Stato per le classi lavoratrici sono sempre giusti, i padroni vanno, invece, controllati”.
(21.05.2010)