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Presidio della Cgil davanti al Senato Dopo lo sciopero generale del 25 giugno scorso, continua la mobilitazione della Cgil. Mentre in mattinata il governo votava al Senato il voto di fiducia per approvare la manovra finanziaria, più di mille persone, fuori, hanno partecipato al presidio promosso dalla Confederazione per chiedere alla maggioranza di “cambiare un provvedimento profondamente ingiusto e depressivo”. Applausi per l’intervento dal palco del segretario nazionale Spi Cgil Lucio Saltini. «Il voto di oggi - ha affermato la segretaria nazionale Vera Lamonica dal palco allestito in Piazza Navona davanti ai manifestanti - è un atto di debolezza e di arroganza del governo per varare un provvedimento che colpisce i lavoratori, pubblici e privati, che affossa il Pil di mezzo punto e che toglie risorse agli enti locali, soprattutto alle Regioni, generando tagli insostenibili al sistema di welfare e ai servizi ai cittadini. Per la prima volta nella storia, poi, – ha aggiunto Lamonica – le risorse generate dai provvedimenti non costruiranno solidarietà interna al sistema, garantendo le pensioni dei giovani, ma serviranno al governo solo per fare cassa».
Inoltre, ha aggiunto la segretaria Confederale «con i 41 anni di contributi per la pensione, con l'allungamento a 67 anni per le lavoratrici del pubblico impiego e con il tetto ai 10mila in mobilità, la manomissione, e non riforma, genera un sistema socialmente insostenibile. Per questo - ha concluso Lamonica rivendichiamo un passo indietro del governo e il ripristino della flessibilità in uscita».
Applausi per l’intervento dal palco del segretario nazionale Spi-Cgil Lucio Saltini. «Tante pensionate e pensionati – ha affermato – hanno riconosciuto nell’azione del Governo la stessa tecnica utilizzata dai truffatori, che si presentano a casa loro ben vestiti e con linguaggio forbito si dimostrano amichevoli, ma con l’unico scopo di derubarli. Hanno sentito giustificare le scelte del Governo con la denuncia dei “falsi invalidi”, all’unico scopo di ridurre le già insufficienti tutele per i disabili e i non autosufficienti; hanno sentito denunciare le malefatte dei “fannulloni” per poi colpire servizi pubblici che già oggi sono troppo scarsi; hanno sentito parlare di “grande riforma pensionistica” mentre si assumono decisioni che colpiranno pesantemente il diritto alla pensione dei giovani e i redditi già troppo bassi di milioni di anziani».
Dopo tutto questo, ha concluso Saltini, «chi oggi mortifica la democrazia non accettando il confronto con noi e impedendo al Parlamento di discutere, deve preoccuparsi: le pensionate ed i pensionati hanno capito cosa stanno facendo e insieme ai lavoratori e a tanti giovani non perdoneranno le scelte sbagliate di questi giorni».
(15.07.2010)
- Vera Lamonica dal palco (agenzia)
Guarda foto e video-intervista a Danilo Barbi
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