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La protesta Fnsi e Popolo viola a Roma, Parigi e Londra
Undici piazze per dire “no” alla legge bavaglio. Tutto pronto per le manifestazioni promosse per il 1° luglio, in Italia e all’estero, dalla Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e organizzate dal popolo viola insieme a Cgil, Arci, Articolo 21, “Libertà e partecipazione” e “Agende rosse”. L’iniziativa principale si terrà nel pomeriggio a Roma, in piazza Navona. In contemporanea, “presidi per la libertà di stampa” saranno presenti anche a Milano, Torino, Padova, Bari, Palermo, Parma e nelle province di Foggia, a Lucera, e Ravenna, a Conselice, dove esiste l'unico monumento eretto in Italia alla libertà di stampa: una vecchia "pedalina" utilizzata durante la seconda guerra mondiale dai partigiani per diffondere la stampa clandestina. Previsti sit-in anche a Parigi, scalinata dell'Operà Bastille, e Londra, davanti alla sede della Bbc. «Un'iniziativa nel segno della Costituzione per dar voce – è scritto nell’appello lanciato dalla Fnsi – ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse una legge che colpisce il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese». Alla manifestazione indetta dal sindacato dei giornalisti contro il ddl del Governo sulle intercettazioni hanno risposto redazioni di giornali, associazioni (la "Tavola della pace", "Libera cittadinanza"), e partiti, dal Pd alla Federazione della sinistra, da Sinistra ecologia e libertà all'Italia dei Valori. Si tratta di una protesta, spiega Fulvio Fammoni, Segretario Confederale Cgil, «che è il punto di arrivo di una più generale mobilitazione che in questi mesi ha prodotto problemi nel Governo e che per questo deve proseguire». «Saremo insieme alla Fnsi - ha ribadito la vice segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, il 25 giugno, dal palco in Piazza Maggiore a Bologna in occasione dello sciopero generale contro la manovra economica - non solo per difendere la libertà di stampa ma perché sappiamo che se la legge sulle intercettazioni passasse così com'è, non solo metterebbe al riparo qualche potente ma impedirebbe anche di fare la battaglia per la legalità nel nostro Paese», con conseguenze dirette «sui lavoratori e su fenomeni contro il caporalato». Sul palco allestito a Roma interverranno giornalisti, costituzionalisti, attori, musicisti: da Tiziana Ferrario e Marialuisa Busi, giornaliste del Tg1, a Stefano Rodotà, da Andrea Camilleri e Dario Fo (che interverranno telefonicamente) a Carlo Lucarelli e Dacia Maraini. In piazza porteranno le loro testimonianze anche tutte quelle persone che sono riuscite a trovare giustizia anche grazie al lavoro dei giornalisti: si parlerà delle morti di Federico Aldrovandi e di Stefano Cucchi, del G8 di Genova, del terremoto dell'Aquila, dei morti per l'amianto e della tragedia di Ustica.
(29.06.2010)