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Il ritratto dell’Italia secondo Istat e Banca d’Italia

Famiglia: ultimo baluardo contro la crisi

Di fronte alla grande crisi degli ultimi anni, in Italia anche l’assetto familiare subisce cambiamenti notevoli. Le statistiche pubblicate da Istat e Banca d’Italia parlano chiaro: mentre svanisce il concetto di “vecchia famiglia”, improntata sull’indipendenza, si fa largo quello di “nuova famiglia” che punta sul “resistere insieme”. Di fronte all’impoverimento generale e al progressivo calo del potere d’acquisto (-0,9% nel 2008 e -2,5% nel 2009), le cosiddette “famiglie consumatrici” non possono far altro che riunirsi e allargarsi, tanto che in Italia oltre il 30% degli over 65 vive con un parente, contro una media europea del 20%.

Solo nel biennio 2008/2009, la spesa media delle famiglie per generi alimentari e bevande è diminuita del 3% e oltre il 65% dei nuclei familiari ha diminuito la quantità di beni alimentari consumati, mentre un ulteriore 15% ha ridotto anche la qualità. Siamo diventati più attenti, più selettivi, cerchiamo punti vendita, prodotti e servizi a un costo più contenuto. Oltre il 10% dei nuclei familiari acquista presso gli hard discount, e sale a quasi il 20% il numero di famiglie a basso reddito.

Cosa sarebbe l’Italia senza la famiglia?
Nonostante promesse e proclami, la famiglia, pur restando il principale ammortizzatore sociale, continua a essere dimenticata dalla politica. All’incredibile tasso di disoccupazione giovanile che supera il 26% non può che supplire, ad esempio, la pensione dei più anziani. Non solo. È sempre la famiglia a proteggere i giovani, tanto che per il loro futuro professionale si conta sull’aiuto di parenti e familiari. La crisi ha rafforzato i legami più stretti e, a livello familiare, di fronte al ridursi della spesa pubblica, ci si fa carico del ruolo di welfare sostitutivo dello Stato.

Per quanto ancora potrà essere così? Non certo in eterno, specialmente se la famiglia continuerà ad esistere solo aggrappandosi a promesse che poi non verranno mantenute. Il rischio è quello di logorarsi. Anche dall’interno. I figli lamenteranno la poca autorità dei genitori e incolperanno gli anziani di chiudere loro gli spazi di autonomia e affermazione, ma non potranno ribellarsi, dati i legami di reciproca dipendenza e necessità.

 

 

Gli anziani in famiglia

Famiglie con almeno un anziano (over 65)

Famiglie con almeno un anziano (over 75)

Valle d’Aosta

33,3%

15,4%

Piemonte

37,3%

19,2%

Lombardia

34,5%

17,1%

Liguria

41,9%

23,6%

Emilia Romagna

37,4%

19,2%

Toscana

40,4%

23,2%

Sardegna

35,7%

17,3%

Umbria

41%

23,8%

Lazio

35,4%

17,8%

Campania

34%

18,3%

Friuli Venezia Giulia

38,9%

20%

Trentino Alto Adige

32%

15,6%

Veneto

35,2%

18,4%

Marche

40,3%

22,4%

Abruzzo

39,6%

22,6%

Molise

41,7%

25,2%

Puglia

35,6%

18,7%

Basilicata

38,9%

21,5%

Calabria

37,2%

19,2%

Sicilia

36,7%

20,2%

dati Istat

(06.12.2010)

 

 

 

Il ritratto dell’Italia secondo Istat e Banca d’Italia

Famiglia: ultimo baluardo contro la crisi

Di fronte alla grande crisi degli ultimi anni, in Italia anche l’assetto familiare subisce cambiamenti notevoli. Le statistiche pubblicate da Istat e Banca d’Italia parlano chiaro: mentre svanisce il concetto di “vecchia famiglia”, improntata sull’indipendenza, si fa largo quello di “nuova famiglia” che punta sul “resistere insieme”. Di fronte all’impoverimento generale e al progressivo calo del potere d’acquisto (-0,9% nel 2008 e -2,5% nel 2009), le cosiddette “famiglie consumatrici” non possono far altro che riunirsi e allargarsi, tanto che in Italia oltre il 30% degli over 65 vive con un parente, contro una media europea del 20%.

Solo nel biennio 2008/2009, la spesa media delle famiglie per generi alimentari e bevande è diminuita del 3% e oltre il 65% dei nuclei familiari ha diminuito la quantità di beni alimentari consumati, mentre un ulteriore 15% ha ridotto anche la qualità. Siamo diventati più attenti, più selettivi, cerchiamo punti vendita, prodotti e servizi a un costo più contenuto. Oltre il 10% dei nuclei familiari acquista presso gli hard discount, e sale a quasi il 20% il numero di famiglie a basso reddito.

Cosa sarebbe l’Italia senza la famiglia?
Nonostante promesse e proclami, la famiglia, pur restando il principale ammortizzatore sociale, continua a essere dimenticata dalla politica. All’incredibile tasso di disoccupazione giovanile che supera il 26% non può che supplire, ad esempio, la pensione dei più anziani. Non solo. È sempre la famiglia a proteggere i giovani, tanto che per il loro futuro professionale si conta sull’aiuto di parenti e familiari. La crisi ha rafforzato i legami più stretti e, a livello familiare, di fronte al ridursi della spesa pubblica, ci si fa carico del ruolo di welfare sostitutivo dello Stato.

Per quanto ancora potrà essere così? Non certo in eterno, specialmente se la famiglia continuerà ad esistere solo aggrappandosi a promesse che poi non verranno mantenute. Il rischio è quello di logorarsi. Anche dall’interno. I figli lamenteranno la poca autorità dei genitori e incolperanno gli anziani di chiudere loro gli spazi di autonomia e affermazione, ma non potranno ribellarsi, dati i legami di reciproca dipendenza e necessità.

 

 

Gli anziani in famiglia

Famiglie con almeno un anziano (over 65)

Famiglie con almeno un anziano (over 75)

Valle d’Aosta

33,3%

15,4%

Piemonte

37,3%

19,2%

Lombardia

34,5%

17,1%

Liguria

41,9%

23,6%

Emilia Romagna

37,4%

19,2%

Toscana

40,4%

23,2%

Sardegna

35,7%

17,3%

Umbria

41%

23,8%

Lazio

35,4%

17,8%

Campania

34%

18,3%

Friuli Venezia Giulia

38,9%

20%

Trentino Alto Adige

32%

15,6%

Veneto

35,2%

18,4%

Marche

40,3%

22,4%

Abruzzo

39,6%

22,6%

Molise

41,7%

25,2%

Puglia

35,6%

18,7%

Basilicata

38,9%

21,5%

Calabria

37,2%

19,2%

Sicilia

36,7%

20,2%

dati Istat

(06.12.2010)

 

 

 

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