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Ma la protesta continua: l’8 e il 9 luglio scioperano giornali, radio e tv. Cgil: «Se il governo andrà avanti, appuntamento il 29 luglio a piazza Montecitorio»
Per chiedere al governo di cancellare la legge bavaglio che nega il diritto all’informazione, il 1° luglio migliaia di cittadini hanno gremito 22 piazze. Da Roma a Torino, a Milano, Bari, Palermo, Parma sino a Londra e Parigi, contro un provvedimento che per la Cgil è "sabbia negli ingranaggi della giustizia", alle manifestazioni promosse dalla Fnsi con l’adesione della Confederazione di Corso d’Italia, Arci e Articolo 21, poliziotti, scrittori, giornalisti, costituzionalisti, attori e cittadini hanno svelato gli effetti nefasti della “legge bavaglio” non solo sulla libertà di informazione ma anche sulla sicurezza per i cittadini.
L’affondo di Napolitano La legge che, ha osservato il presidente della Repubblica Napolitano, nel testo del ddl uscito dal Senato presenta "dei punti critici", e che "valuterà", in base alle sue prerogative, eventuali interventi. «Il provvedimento del governo non tutela la privacy, ma il malaffare» ha affermato invece l’autore di Gomorra, Roberto Saviano. Applaudito a Pizza Navona anche l’intervento del segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni per il quale «calendarizzare il 29 luglio il disegno di legge sulle intercettazioni è un atto di arroganza del governo e della sua maggioranza». Secondo il dirigente sindacale "il governo e la sua maggioranza non vogliono tenere in considerazione il parere della magistratura, delle organizzazioni dei lavoratori che operano nella sicurezza, dei giornalisti, di tutto il mondo dell'informazione. Inoltre - prosegue Fammoni - in questo momento la priorità dovrebbe essere il lavoro, invece il Governo blocca l'agenda del paese sulla giustizia e sull'informazione».
Il calendario delle iniziative «Il governo - conclude Fammoni - non si illuda di sfruttare il periodo estivo per avere un calo di opposizione ad una legge sbagliata e incostituzionale. La mobilitazione prosegue e il 29 luglio se sarà portato in aula il provvedimento, saremo a Piazza Montecitorio, di fronte alla Camera a manifestare tutto il nostro dissenso». Intanto la giunta esecutiva della Federazione nazionale della stampa ha deliberato di proclamare uno sciopero di tutta la categoria da attuarsi l'8 luglio nella carta stampata e il 9 nelle radio e televisioni in modo da realizzare una giornata di ''rumoroso silenzio'' per protestare contro questo provvedimento in occasione della presumibile approvazione in Commissione Giustizia alla Camera e del passaggio alla discussione in aula''. E' quanto scrive il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi, in una lettera inviata ai fiduciari ed ai componenti dei comitati di redazione.
(2 luglio 2010)
- Libertà di informazione/ 1° luglio. Anche la Cgil in piazza contro la legge bavaglio - Cgil in piazza il 1 luglio contro la Legge Bavaglio